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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8519/2025 del 01/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia ereditaria nata dall'accertamento della filiazione di Angelo Lizier rispetto a Nicolò Salmini: revoca del testamento per sopravvenienza di figlio, accertamento della proprietà di due immobili censiti a Venezia, pretese di restituzione dei canoni e dei prezzi ricavati da alienazioni compiute da chi risultava erede apparente o suoi aventi causa, e contestazioni relative all'usucapione maturata dai possessori/aventi causa. Le parti contestano la decorrenza dellusucapione, la possibilità per il figlio riconoscibile di interromperla prima del passaggio in giudicato, la spettanza di azioni di restituzione del prezzo o di arricchimento senza causa nei confronti degli eredi degli alienanti, e la validità di atti matrimoniali di comunione convenzionale stipulati prima della riforma del 1975

La decisione

La Corte di cassazione ha riunito i ricorsi, rigettato alcune censure dei Salmini Sturli ma accolto altre censure in favore dei Lizier e degli stessi ricorrenti incidentali nei limiti esposti. In particolare: ha respinto il primo motivo dei Salmini relativo allinterpretazione dellart. 687 c.c., ma ha accolto il terzo motivo del ricorso n.3039/2022 ritenendo che il possessore apparente non possa fare maturare in modo incondizionato l'usucapione contro il figlio già riconoscibile secondo la legge vigente allapertura della successione; ne consegue che il figlio del de cuius riconoscibile ha il potere di compiere atti idonei a interrompere lusucapione anche prima del passaggio in giudicato. Quanto al secondo ricorso, la Corte ha ritenuto fondati in parte i motivi incidentali dei Salmini sugli obblighi di restituzione/indennizzo: quando l'alienazione dei beni ereditari sia avvenuta a titolo gratuito l'azione si fonda sullart. 2038 c.c. e l'erede vero può agire nei limiti dellarricchimento del terzo acquirente; l'obbligazione del terzo è trasmissibile ai suoi eredi senza che sia sempre necessaria la prova di un vantaggio personale realizzato dagli eredi. La Corte ha inoltre affermato la validità, come comunione convenzionale, delle convenzioni matrimoniali pre-1975 che abbiano incluso beni personali nella comunione. Le sentenze di merito sono cassate in relazione ai punti accolti e la causa rinviata alla Corte d'appello di Venezia per nuovo esame conformemente ai principi di diritto enunciati. Inoltre la Corte ha rilevato questioni processuali sulla necessità di impugnare specifiche decisioni per conservare domande alternative

Norme richiamate

  • art. 687 c.c.

    La revocazione del testamento per sopravvenienza di figli si applica anche quando la dichiarazione giudiziale di filiazione interviene dopo la morte del testatore; tuttavia la possibilità per il figlio di interrompere lusucapione non richiede il passaggio in giudicato se il figlio era gia riconoscibile secondo la legge vigente allapertura della successione

  • art. 534 c.c. (commi 2 e 3)

    Tutelano l'avente causa dell'erede apparente, ma non si estendono automaticamente agli aventi causa dell'erede del'erede apparente; la disciplina non ha trovato applicazione diretta nei confronti degli eredi testamentari dell'erede apparente nella fattispecie

  • art. 2652 n.7 c.c.

    Rilevanza nella trascrizione degli atti e nella protezione dei terzi acquirenti; non preclude tuttavia le azioni dell'erede vero per ottenere il corrispettivo o lindennizzo

  • art. 2935 c.c.

    Limiti dell'impossibilita di far valere il diritto come causa di sospensione della prescrizione: gli ostacoli di fatto non sono considerati causa giuridica di sospensione

  • art. 533 c.c.

    Principi sulla petizione ereditaria e sulla preservazione dei singoli diritti dell'asse ereditario; il diritto di accettare l'eredità per il figlio naturale decorre spesso dal passaggio in giudicato ma non impedisce atti conservativi/interruttivi

  • art. 535 comma 2 c.c.

    Il possessore di buona fede che abbia alienato una cosa delleredità è obbligato a restituire il prezzo all'erede; la Corte ha richiamato la natura dell'obbligo e la sua trasmissibilità mortis causa

  • art. 2038 c.c.

    Applicabile alle alienazioni a titolo gratuito: l'erede vero può agire nei confronti del terzo acquirente per lindennizzo nei limiti dellarricchimento, con obbligo di preventiva escussione dell'alienante solo in caso di mala fede

  • art. 1158 e art. 1159 c.c. (usucapione)

    La Corte ha esaminato la decorrenza dell'usucapione ventennale e stabilito che non può maturare in modo assoluto a detrimento del figlio riconoscibile che abbia diritto di intraprendere atti interruttivi

  • art. 228 legge n.151/1975 (disciplina transitoria) e art. 210 c.c.

    La Corte ha ritenuto valida, come comunione convenzionale, la convenzione matrimoniale pre-1975 che include beni personali nella comunione; l'atto manifesta la volontà di dar vita a una comunione convenzionale

  • Cass. nn. 11024/1991, 2424/2011, 14917/2012, 2326/1990, 5037/2011, 13680/2019

    Giurisprudenza richiamata a supporto dei principi: in particolare l'orientamento sulla non utilità del possesso precedente per usucapione in casi analoghi, sulla retroattività degli effetti della dichiarazione di filiazione e sulla idoneità di atti giudiziali conservativi ad interrompere la prescrizione/usucapione

Massime di principio

  • Il figlio nato fuori dal matrimonio che fosse gia riconoscibile secondo la legge vigente all'apertura della successione può compiere atti idonei a interrompere lusucapione dei beni ereditari anche prima del passaggio in giudicato della sentenza che accerta la filiazione
  • La notificazione di azioni o atti giudiziali conservativi (es. petizione ereditaria o domanda di rilascio) può essere idonea ad interrompere la prescrizione acquisitiva/usucapione, anche se la qualita di erede si perfeziona solo con giudicato
  • Se l'alienazione dei beni ereditari è stata a titolo gratuito, l'erede vero può agire nei confronti del terzo acquirente ai sensi dell'art. 2038 c.c., nei limiti dell'arricchimento; lobbligazione del terzo è trasmissibile ai suoi eredi
  • L'obbligo di restituire il prezzo ex art.535 comma 2 c.c. grava sul possessore alienante e si trasmette agli eredi dell'alienante se già sorto; ma lesistenza e la forma delle domande alternative devono essere attentamente tutelate in appello per non perdere titoli di prova e rimedi
  • Le convenzioni matrimoniali stipulate prima della riforma del 1975 che espressamente includono beni personali nella comunione possono essere considerate valide come comunione convenzionale e incidere sulla consistenza patrimoniale dei soggetti coinvolti
  • Dal punto di vista processuale, chi voglia insistere su domande alternative o subordinate deve impugnare le decisioni negative relative a ciascuna domanda o proporre appello incidentale ove necessario, per non incorrere in acquiescenza

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