Ordinanza del 29/03/2017 n. 422 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
MISURE CAUTELARI - Sentenza di mero rigetto - Interesse - Carenza - Inammissibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’istanza di sospensione della sentenza dichiarativa di mero rigetto è manifestamente inammissibile per carenza d’interesse, poiché la sentenza non modifica né sospende l’efficacia originaria delle cartelle impugnate.
Inammissibilità per carenza d’interesse dell’istanza cautelare contro una sentenza di mero rigetto
Inammissibilità dell’istanza di sospensione di una sentenza di mero rigetto
Il documento enuncia il principio secondo cui è manifestamente inammissibile, per carenza d’interesse, l’istanza cautelare diretta a ottenere la sospensione di una sentenza che si limita a rigettare la domanda senza produrre effetti modificativi sull’efficacia degli atti già impugnati.
Oggetto della misura cautelare
L’istanza di sospensione riguarda una sentenza dichiarativa di mero rigetto. Tale pronuncia, per la sua natura, non incide sull’efficacia originaria delle cartelle oggetto di impugnazione e non determina quindi una situazione giuridica nuova o diversa rispetto a quella preesistente.
Carenza d’interesse
La carenza d’interesse deriva dall’assenza di un’utilità concreta e attuale conseguibile mediante la sospensione della sentenza. Poiché la pronuncia di mero rigetto lascia immutata l’efficacia delle cartelle impugnate, la sua sospensione non produrrebbe alcun effetto pratico ulteriore a favore della parte istante.
Conseguenza processuale
L’istanza deve essere dichiarata manifestamente inammissibile. La ragione dell’inammissibilità non risiede nella valutazione del merito della pretesa cautelare, ma nella mancanza dell’interesse processuale necessario per ottenere la sospensione di una pronuncia priva di effetti innovativi sull’efficacia degli atti impugnati.
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