Ordinanza n. 1285/2026 - Catania, Sezione 1
per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Piazza Armerina all’istanza presentata dalla ricorrente il 4/7/2025, prot. SUAP 0105780/04-07-2025, pratica n. 010582508969-060520251723 volta ad ottenere un permesso di costruire, nonché per l’accertamento dell’obbligo di provvedere in capo all’amministrazione resistente, in relazione alla medesima istanza, mediante l’adozione di un provvedimento espresso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di permesso di costruire e diniego adottato dal Comune il 5 novembre 2025
Esito
La controversia
La società ha proposto azione avverso il silenzio del Comune di Piazza Armerina sull'istanza presentata il 4 luglio 2025 per ottenere un permesso di costruire finalizzato alla realizzazione di un edificio destinato ad attività commerciale. Ha chiesto la dichiarazione di illegittimità del silenzio e l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di adottare un provvedimento espresso. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell'art. 20 d.P.R. 380/2001, degli artt. 1, 2 e 20 l. 241/1990 e dell'art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per ingiustizia manifesta. Secondo la ricorrente, il Comune non avrebbe rispettato i termini procedimentali, con conseguente formazione del silenzio-assenso; il diniego del 5 novembre 2025 sarebbe stato tardivo ai sensi dell'art. 2, comma 8-bis, l. 241/1990, poiché l'amministrazione avrebbe consumato il potere di provvedere e potrebbe agire soltanto in autotutela.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito della controversia. Ha rilevato che, oltre all'azione avverso il silenzio e alla domanda di accertamento dell'obbligo di provvedere, la ricorrente ha dedotto anche vizi di illegittimità del diniego del 5 novembre 2025, in particolare la sua tardività. Poiché tali censure devono essere esaminate contestualmente all'azione avverso il silenzio e alla domanda di accertamento, il Collegio ha disposto la conversione del rito dall'udienza camerale all'udienza pubblica. La trattazione del merito è stata fissata alla seconda udienza pubblica del mese di gennaio 2027, secondo il calendario da emanare. Sono rimaste impregiudicate le statuizioni sul rito, sul merito e sulle spese.
Norme richiamate
art. 20 d.P.R. 380/2001
La ricorrente lo invoca sostenendo il mancato rispetto dei termini per il procedimento relativo al permesso di costruire e la conseguente formazione del silenzio-assenso; il TAR non ha ancora deciso la questione.
art. 1 l. 241/1990
Indicato tra le norme asseritamente violate; nessuna interpretazione è stata ancora fornita dal TAR.
art. 2 l. 241/1990
Invocato in relazione ai termini di conclusione del procedimento e all'obbligo dell'amministrazione di provvedere; la questione è stata riservata al merito.
art. 2, comma 8-bis, l. 241/1990
La ricorrente lo invoca per sostenere che il diniego del 5 novembre 2025 sarebbe tardivo e che, una volta formato il silenzio-assenso, l'amministrazione avrebbe consumato il potere di provvedere, salvo l'esercizio dell'autotutela; il TAR non ha deciso nel merito.
art. 20 l. 241/1990
Indicato tra le norme asseritamente violate, in connessione con la formazione del silenzio-assenso; nessuna statuizione di merito è stata adottata.
art. 97 Cost.
Invocato dalla ricorrente unitamente ai principi di buon andamento e imparzialità; il TAR non ha esaminato la censura.
Massime di principio
- Quando, nell'ambito di un'azione avverso il silenzio, il ricorrente deduce anche specifici vizi di illegittimità del provvedimento espresso sopravvenuto, il giudice può disporre la conversione del rito per consentire l'esame congiunto dell'azione sul silenzio, della domanda di accertamento e delle censure rivolte contro il provvedimento.
- La conversione del rito e la fissazione dell'udienza pubblica costituiscono statuizioni interlocutorie e non implicano una decisione anticipata né sulla formazione del silenzio-assenso, né sulla tardività del provvedimento espresso, né sull'obbligo dell'amministrazione di provvedere.
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