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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6712/2023 del 16/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della decisione della Corte d'appello di Milano che ha disposto la consegna dell'interessato alla Romania per l'esecuzione di parte di una pena complessiva di 7 anni e 6 mesi; il ricorrente deduce che alcune condanne eseguite in Romania si sono determinate o sono state ripristinate in relazione a un fatto (guida senza patente senza recidiva nel biennio) che nel nostro ordinamento costituisce mero illecito amministrativo, e perciò la richiesta di consegna violerebbe il principio della doppia punibilità e i principi di legalità e finalità rieducativa della pena (art. 25 e 27 Cost., art. 3 CEDU).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha confermato la ricostruzione della Corte d'appello che aveva autorizzato la consegna per le condanne rilevanti ma aveva escluso la consegna con riferimento al reato di guida senza patente (in quanto nel nostro ordinamento, senza recidiva nel biennio, è illecito amministrativo). La Cassazione ha ritenuto che l'art. 7 della legge n. 69/2005 richieda la doppia punibilità solo rispetto al fatto oggetto del provvedimento giudiziario sottostante al mandato d'arresto europeo e non si estenda a fatti di altre decisioni giudiziarie che influenzano l'eseguibilità della pena. Ha inoltre ritenuto non contrastante con i principi di legalità e rieducazione la previsione che la violazione di obblighi connessi a misure alternative renda necessaria l'esecuzione della pena detentiva residua. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • legge n. 69 del 2005, art. 7

    Il requisito della doppia punibilità è richiesto esclusivamente con riferimento al fatto in relazione al quale è emesso il provvedimento giudiziario sottostante al mandato d'arresto europeo; non si estende automaticamente a fatti valutati in altre sentenze che incidono sull'eseguibilità della pena

  • Costituzione, art. 25

    Richiamato dal ricorrente in relazione al principio di legalità; la Corte ritiene che la disciplina che collega l'esecuzione della pena al rispetto di obblighi connessi a misure alternative non contrasti con il principio di legalità

  • Costituzione, art. 27, comma 3

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla finalità rieducativa della pena; la Corte ritiene compatibile con tale finalità la previsione di condizioni che permettono l'accesso a misure alternative e la conseguente esecuzione della pena residua in caso di loro violazione

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 3

    Richiamato dal ricorrente (violazione della protezione contro trattamenti inumani o degradanti); la Corte non riconosce che la situazione descritta integri violazione di tale norma

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma che impone la condanna del proponente alle spese del procedimento in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente alle spese e a una somma in favore della Cassa delle ammende

  • codice penale, art. 165 (riferimento normativa esemplificativa)

    Citato dalla Corte come esempio di istituto che subordina benefici alla osservanza di prescrizioni, coerente con la possibilità di subordinare misure alternative a obblighi

  • Codice della Strada, art. 186, comma 9-bis (riferimento)

    Esempio di normativa che prevede sanzioni sostitutive o obblighi (lavori di pubblica utilità) nel settore della circolazione, utilizzato dalla Corte per dimostrare la compatibilità di tali meccanismi con i principi costituzionali

  • legge n. 689 del 1981, art. 53 e ss.

    Esempio di sottosistemi sanzionatori sostitutivi che consentono di evitare la detenzione; citata per sostenere che il sistema italiano prevede misure alternative subordinate a condizioni

  • legge n. 354 del 1975, artt. 47 e ss.

    Riferimento alle misure alternative alla detenzione, usato come esempio di strumenti compatibili con finalità rieducativa e con limiti posti dall'ordinamento

Massime di principio

  • Il principio di doppia punibilità ex art. 7 legge 69/2005 riguarda il fatto specifico oggetto del mandato d'arresto europeo; l'assenza di corrispondente fattispecie penale nell'ordinamento italiano rispetto a fatti diversi da quello indicato nel mandato non impedisce automaticamente la consegna
  • Se la riattivazione o l'esecuzione di una pena residua dipende dalla violazione di obblighi o dall'ineseguibilità di misure alternative, ciò può giustificare l'esecuzione della pena anche quando l'atto che ha inciso sull'eseguibilità non costituisce reato in Italia
  • I princìpi costituzionali di legalità e finalità rieducativa non vietano che l'ordinamento ricolleghi l'accesso a misure alternative a condizioni la cui violazione comporta l'esecuzione della pena detentiva residua
  • In ambito di mandato d'arresto europeo è fondamentale distinguere tra il fatto-oggetto del mandato (soggetto al controllo della doppia punibilità) e fatti di altra natura presenti nel fascicolo estero che incidono sull'eseguibilità della pena
  • Ricorsi con motivi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare la condanna alle spese e sanzioni ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è pertanto essenziale valutare con attenzione la fondatezza giuridica dei profili dedotti prima di proporre impugnazioni

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