Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1355/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di SCIA in sanatoria e di accertamento di conformità ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, connesso a un’ordinanza di demolizione relativa a una tettoia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha riassunto davanti al TAR, a seguito dell’opposizione del Comune e della controinteressata al ricorso straordinario, l’impugnazione del diniego comunale relativo a una SCIA in sanatoria presentata dopo l’annullamento in autotutela di un precedente condono edilizio. L’istanza prevedeva la riduzione o sostituzione della tettoia, al fine di ricondurla alle dimensioni conformi e rispettare le distanze dalla proprietà limitrofa. Sono stati dedotti sei motivi sostanziali e quattro procedurali, con contestazione della violazione dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, degli artt. 3, 6, 10-bis e 19 l. 241/1990 e dell’art. 33 d.P.R. 380/2001, nonché dell’art. 97 Cost. e dell’eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione, erroneità dei presupposti, travisamento, illogicità e sviamento. In particolare, il ricorrente ha censurato: l’erronea qualificazione dell’istanza come ordinaria SCIA non riconducibile all’art. 36-bis; il mancato esame del progetto di ridimensionamento della tettoia e della possibilità di una sanatoria condizionata alla realizzazione di interventi; l’affermazione secondo cui la tettoia sarebbe stata integralmente insanabile; la pretesa necessità di eseguire previamente l’ordinanza di demolizione; l’esclusione dell’applicabilità dell’art. 36-bis alle opere soggette a permesso di costruire; e i vizi relativi al preavviso di rigetto, alla motivazione e al procedimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego nei limiti indicati in motivazione, disponendo la riedizione del potere. Ha ritenuto illegittimo il diniego fondato sulla presunta mancata indicazione dell’art. 36-bis, poiché tale riferimento risultava dal modulo e comunque dalla relazione tecnica allegata. Il Comune, in applicazione dei principi di prevalenza della sostanza sulla forma e di buona fede e leale collaborazione, avrebbe dovuto esaminare l’istanza per il suo contenuto effettivo oppure richiedere chiarimenti e integrazioni ai sensi dell’art. 6 l. 241/1990. Ha inoltre stabilito che l’art. 36-bis consente la cosiddetta sanatoria condizionata: l’amministrazione deve valutare un progetto che preveda la rimozione, riduzione o modifica delle parti non conformi e può subordinare il titolo all’esecuzione degli interventi necessari, fissando le relative prescrizioni e il termine. Il Comune non poteva limitarsi a richiamare l’abusività e la violazione delle distanze dell’opera esistente senza esaminare la soluzione progettuale proposta. È stata ritenuta illegittima anche la pretesa necessità di demolire previamente l’intera tettoia, poiché l’art. 36-bis consente di rimuovere le sole opere non sanabili; resta da verificare tecnicamente se il ridimensionamento richieda la demolizione integrale o possa essere realizzato mediante riduzione. Il TAR ha altresì ritenuto errata o comunque insufficientemente motivata l’esclusione dell’art. 36-bis per il solo fatto che la tettoia potesse richiedere un permesso di costruire: la disposizione può riguardare anche opere soggette a permesso, ferma la necessità per il Comune di individuare, sulla base dell’opera progettata, il regime autorizzatorio applicabile. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti. Il Comune dovrà riesaminare l’istanza, potendo anche concludere nuovamente con un diniego adeguatamente motivato qualora non sussistano i presupposti. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    Il permesso presentato ai sensi del comma 1 può essere rilasciato [...] subordinatamente alla preventiva attuazione [...] degli interventi edilizi [...] necessari [...] e alla rimozione delle opere che non possono essere sanate [...] Per le segnalazioni certificate di inizio attività [...] lo sportello unico individua [...] le misure [...] che costituiscono condizioni per la formazione del titolo.

    La disposizione introduce la sanatoria condizionata e impone all’amministrazione di valutare interventi progettati per eliminare o adeguare le parti non conformi, potendo subordinare il titolo alla loro esecuzione. Si applica anche a opere soggette a permesso di costruire.

  • art. 19 l. 241/1990

    Qualora sia possibile conformare l’attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, l’amministrazione competente [...] invita il privato a provvedere prescrivendo le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni.

    Il meccanismo di conformazione dell’attività e delle sue conseguenze costituisce parametro per individuare le misure che possono essere prescritte anche nell’ambito della SCIA in sanatoria ex art. 36-bis.

  • art. 6 l. 241/1990

    Il responsabile del procedimento [...] può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici e ispezioni ed ordinare esibizioni documentali.

    La norma esprime un generale dovere di cura dell’istruttoria e fonda il soccorso istruttorio nel procedimento amministrativo, soprattutto quando l’istanza sia sostanzialmente comprensibile ma presenti dubbi o incompletezze.

  • art. 19 l. 241/1990 in relazione all’art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    Il rinvio operato dall’art. 36-bis consente, per le SCIA in sanatoria, di prescrivere misure di conformazione quali condizioni per la formazione del titolo.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La precedente decisione del TAR aveva annullato un primo diniego per violazione del preavviso di rigetto; nel giudizio in esame le ulteriori censure procedimentali relative al nuovo procedimento sono state assorbite.

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    L’ordinanza di demolizione non impedisce, di per sé, l’esame di una successiva istanza di sanatoria ex art. 36-bis; l’amministrazione deve valutare quali parti siano effettivamente insanabili e rimuovere solo quelle, ove necessario.

  • art. 60 c.p.a.

    Ricorrendo i presupposti e previa avvertenza alle parti, il giudizio è stato definito in camera di consiglio con sentenza in forma semplificata.

Massime di principio

  • Quando un’istanza edilizia individua con sufficiente chiarezza il proprio contenuto sostanziale e richiama, anche nella relazione tecnica, l’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, l’amministrazione non può respingerla per una mera incongruenza formale nella modulistica, ma deve esaminarla secondo il suo contenuto effettivo o richiedere chiarimenti e integrazioni.
  • L’art. 36-bis d.P.R. 380/2001 introduce una sanatoria condizionata: l’amministrazione deve valutare anche progetti che prevedano la riduzione, modifica o rimozione delle parti non conformi e può subordinare il rilascio o la formazione del titolo all’esecuzione degli interventi prescritti.
  • La violazione delle distanze o di altre prescrizioni urbanistiche dell’opera esistente non consente di omettere l’esame di un progetto che prospetti il suo adeguamento; il diniego deve confrontarsi specificamente con la soluzione progettuale e indicare, ove possibile, le misure necessarie per la conformazione.
  • Nell’ambito dell’art. 36-bis, la rimozione richiesta come condizione riguarda le opere non sanabili e non implica automaticamente la demolizione integrale dell’organismo edilizio, quando il progetto prospetti una riduzione o un adeguamento dell’opera; la necessità tecnica della demolizione totale deve essere adeguatamente motivata.
  • L’art. 36-bis d.P.R. 380/2001 non è limitato alle opere realizzabili mediante SCIA, ma può riguardare anche interventi soggetti a permesso di costruire; il regime autorizzatorio deve essere individuato in relazione all’opera progettata e non esclusivamente a quella abusiva preesistente.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTitoli abilitativi ediliziPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaBuona fede e correttezza della PASoccorso istruttorio

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.