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Sentenza

Sentenza n. 1779/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601357

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota con cui il Comune ha dichiarato concluso il procedimento repressivo relativo all’ottemperanza all’ordinanza di demolizione del 2016, ritenendo ripristinato il vano finestra abusivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la nota comunale del 15 maggio 2026, adottata dopo una precedente diffida, che dichiarava concluso il procedimento perché il Comune riteneva ripristinato il vano trasformato abusivamente da vano-luce a vano-finestra. L’ordinanza comunale del 5 ottobre 2016, la cui legittimità era stata confermata con sentenza passata in giudicato, aveva ingiunto la demolizione delle opere abusive, comprese le aperture sul prospetto nord. I ricorrenti hanno dedotto che l’ottemperanza era solo apparente e incompleta: il destinatario avrebbe collocato un pannello di plastica, precario e amovibile, senza ripristinare con opere murarie la conformazione originaria del prospetto e la quota di affaccio. Hanno inoltre contestato che il Comune avesse accertato il ripristino sulla base delle sole dichiarazioni del proprietario, senza un adeguato sopralluogo. Il Comune ha eccepito che la vicinitas legittima a sollecitare e contestare l’arresto del procedimento, ma non consente al privato di imporre all’amministrazione una specifica modalità esecutiva; ha sostenuto che la verifica aveva accertato direttamente la chiusura dell’apertura e il ripristino del prospetto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la nota impugnata. La precedente sentenza passata in giudicato aveva confermato la legittimità dell’ordine di demolizione e ripristino, dal quale discendeva l’obbligo di ottemperanza corretta e integrale, la cui elusione avrebbe violato il giudicato. Pur non potendo il privato sostituire la propria valutazione a quella comunale circa le modalità concrete dell’adempimento, queste devono essere oggettivamente idonee allo scopo. Il pannello di plastica, per insufficienza e precarietà, non era idoneo a ripristinare il prospetto e non consentiva di considerare adempiuto l’ordine. Sentenza resa in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a.; spese compensate per la peculiarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Il ricorso è manifestamente fondato e pertanto può essere deciso con sentenza in forma semplificata all’esito della presente fase cautelare.

    La manifesta fondatezza consente al TAR di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata.

Massime di principio

  • Quando un ordine di demolizione e ripristino è stato confermato da una sentenza passata in giudicato, i destinatari devono ottemperarvi in modo corretto e integrale; un adempimento solo apparente o inidoneo può integrare elusione del giudicato.
  • Il privato interessato non può imporre all’amministrazione una specifica modalità materiale di esecuzione dell’ordine, ma l’amministrazione può ritenere concluso il procedimento repressivo solo se le modalità concretamente adottate sono oggettivamente idonee a conseguire il ripristino richiesto.
  • La chiusura di un’apertura abusiva mediante un elemento precario e amovibile, giudicato insufficiente a ricostituire la conformazione originaria del prospetto, non vale come integrale ottemperanza a un ordine di demolizione e ripristino.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniGiudizio di ottemperanza
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimazione e interesse a ricorrere

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