Cassazione Penale, Sentenza n. 8955/2022 del 16/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugna in quattro motivi la sentenza di appello: 1) vizio di diritto per presunta errata qualificazione dei reati e assorbimento di alcuni reati (sostituzione di persona art. 494 c.p. assorbita nella falsa attestazione art. 495 c.p.; assorbimento della truffa nell'art. 495 c.p.; erronea applicazione di artt. 477, 482, 494, 495, 640 c.p.); 2) carenza della motivazione e errata configurazione della truffa (art. 640 c.p.) in assenza di danno patrimoniale concreto alla persona offesa; 3) illegittima utilizzazione delle dichiarazioni rese in sommarie informazioni dal coimputato, pur dichiarate inutilizzabili dalla Corte di appello (violazione artt. 191 e 350 c.p.p.); 4) violazione del diritto di difesa per mancata rinnovazione istruttoria e mancato esame dell'imputata (art. 208, 398, 499 c.p.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo in relazione alla configurazione del reato di truffa (art. 640 c.p.), annullando la sentenza di appello limitatamente a tale capo e rinviando alla Corte di appello per un nuovo esame esclusivamente su quel punto. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e le restanti statuizioni di condanna e risarcitorie sono confermate e acquistano autorità di cosa giudicata. La Suprema Corte ha ritenuto invece corrette le qualificazioni e valutazioni relative ai reati di falsa attestazione/sostituzione di persona e ai reati di falso imputati, nonché l'uso del compendio documentale e la gestione dell'istruttoria sul punto dell'esame dell'imputata. Sulla truffa la Cassazione ha rilevato l'insufficiente motivazione in ordine al danno patrimoniale concreto subito dall'ente (Poste Italiane) e all'effettivo utilizzo della carta prepagata che avrebbe determinato il profitto e il danno richiesti dalla fattispecie consumata.
Norme richiamate
art. 495 cod. pen. (falsa attestazione al pubblico ufficiale sulla identità o qualità personali)
Reato di condotta a dolo generico; può assorbire la sostituzione di persona solo se la condotta fosse identica; nel caso concreto gli episodi erano storicamente distinti e quindi distintamente valutabili
art. 494 cod. pen. (sostituzione di persona)
Delitto sussidiario rispetto all'art. 495: viene assorbito quando la fattispecie materiale coincide, ma non quando si tratta di episodi diversi nel tempo e nella condotta
art. 640 cod. pen. (truffa)
Reato di evento a dolo specifico: richiede profitto ingiusto dell'autore e danno patrimoniale concreto e definitivo al soggetto passivo; la sentenza di merito deve motivare chiaramente l'esistenza del danno patrimoniale
art. 477 cod. pen. (falso ideologico o materiale relativo ad atti pubblici)
Integrato quando un pubblico ufficiale forma un atto pubblico in errore determinato dall'inganno del terzo; responsabilità dell'autore mediato ai sensi dell'art. 48 c.p.
art. 48 cod. pen. (autore mediato del falso del pubblico ufficiale)
Chi induce il pubblico ufficiale in errore risponde del falso del pubblico ufficiale come autore mediato
art. 476-477 cod. pen. (falso del pubblico ufficiale: secondo la natura del documento)
Distinzioni tra tipi di falso a seconda della natura dell'atto; rilevanza della qualificazione e della struttura dell'atto
art. 483 cod. pen. (falso commesso dal privato attestante fatti di cui il pubblico ufficiale si limita a riportare la dichiarazione)
Si applica quando il pubblico ufficiale si limita a riportare la dichiarazione del privato senza aggiungere attestazioni proprie
art. 84 cod. pen. (norma sul ne bis in idem sostanziale / reato complesso)
Principio che vieta di imputare più volte lo stesso fatto quando una norma assorbe il disvalore; rilevante per valutare l'eventuale assorbimento tra norme
art. 191 e art. 350 cod. proc. pen. (sommarie informazioni e utilizzazione delle dichiarazioni)
Regolano l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese in sommarie informazioni; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione probatoria complessiva e la non decisiva illiceità di documenti utilizzati
art. 208, 398, 499 cod. proc. pen. (richiesta e rinnovazione dell'istruttoria, istruttoria dibattimentale, esame dell'imputato)
artt. 208, 398, 499 c.p.p.
La mancata immediata assunzione della dichiarazione dell'imputato non determina automaticamente nullità: l'imputato può rendere dichiarazioni in qualsiasi momento del processo
art. 624 cod. proc. pen. (autorità della cosa giudicata delle statuizioni non annullate)
Le statuizioni non annullate acquistano autorità di cosa giudicata
Massime di principio
- La sostituzione di persona (art. 494 c.p.) è assorbita dalla falsa attestazione (art. 495 c.p.) solo se si tratta della stessa condotta materiale: episodi storicamente distinti devono essere valutati separatamente
- La truffa (art. 640 c.p.) richiede sempre la prova del danno patrimoniale concreto e del profitto ingiusto; il mero rilascio di un titolo o la sola possibilità di accesso a servizi non sostituisce la prova del danno economico effettivo
- Le condotte che ledono beni giuridici diversi (es. patrimonio e fede pubblica) possono integrare reati autonomi e concorrenti (concorso formale), quando la stessa condotta realizza elementi di più fattispecie
- La responsabilità per falso del pubblico ufficiale può ricadere anche su chi induce il pubblico ufficiale in errore (autore mediato, art. 48 c.p.), quando l'atto pubblico è formato in conseguenza dell'inganno
- Le dichiarazioni rese in sommarie informazioni o contenute in informative di PG possono essere utilizzate se non risultano illegittimamente acquisite e se il giudice le valuta nel compendio probatorio con argomentazione logica
- La mancata immediata acquisizione delle dichiarazioni dell'imputato non costituisce di per sé violazione del diritto di difesa: l'imputato può sempre chiedere di rendere dichiarazioni nel prosieguo del processo
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