Cassazione Penale, Sentenza n. 22379/2025 del 13/06/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Messina che aveva condannato l'imputato per furto aggravato. Il ricorso lamentava la violazione di norme processuali e l'illogicità della motivazione in relazione alla ritenuta genericità dell'atto di appello, in particolare rispetto alla richiesta di riconoscimento della circostanza attenuante ex art. 62 n.4 c.p. (danno di speciale tenuità) e alla richiesta di prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti, deducendo elementi concreti quali il modesto valore della refurtiva (circa 80 euro), la brevità del tempo di sottrazione e la restituzione dell'oggetto
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in relazione alla circostanza attenuante di cui all'art. 62 n.4 c.p. e ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente a tale punto, rinviando ad altra Sezione della Corte d'Appello di Messina per nuovo esame. Per il resto la decisione della Corte territoriale è stata confermata: il motivo relativo alla prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti è stato dichiarato inammissibile per genericità e manifesta infondatezza, atteso che l'appello non aveva prospettato elementi specifici nuovi rispetto a quelli già valutati dal giudice di primo grado
Norme richiamate
art. 62, comma 1, n. 4 c.p.
E' un'attenuante applicabile ai delitti a scopo di lucro solo quando sia il lucro perseguito o conseguito sia l'evento dannoso siano caratterizzati da speciale tenuità; la valutazione è complessa e multifattoriale, incentrata sulla concreta offensività del fatto e non solo sul valore materiale del bene
Introduce la causa di non punibilità per particolare tenuità dell'offesa e ha orientato l'ermeneutica verso una verifica concreta e globale della lesività del fatto, influenzando anche l'interpretazione dell'attenuante di cui all'art. 62 n.4
art. 591, comma 1, lett. c) e 4
Norme processuali richiamate nella censura sull'inammissibilità dell'appello per carenza di specificità dei motivi; la Corte ha valutato se la Corte d'appello avesse correttamente applicato i criteri di ammissibilità e specificità
art. 581, comma 1, lett. d) e ibis
Norme sul contenuto e sui requisiti dell'atto di impugnazione e sui motivi d'appello; rilevanti per valutare la specificità e la struttura argomentativa dell'atto di appello
Sentenza Sezioni Unite Dabo Kabiru
Sez. U., n. 24990 del 30/01/2020 (Dabo Kabiru)
Ha affermato che per la causa di esenzione o per attenuanti come quella del danno di lieve entità assume rilievo la connotazione storica del fatto e la verifica concreta dell'apprezzabile offesa del bene giuridico; valore decisivo ha la concreta manifestazione dell'offesa
Sentenza Sezioni Unite Tushaj
Sez. U., n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)
Ha chiarito che il giudizio sulla particolare tenuità deve essere concreto e multifattoriale, non astratto, valutando la manifestazione concreta del reato per determinarne il disvalore
Giurisprudenza di Sezione (esempi)
Sez. 5, n. 344 del 26/11/2021; Sez. 5, n. 19728 del 11/04/2019; Sez. 3, n. 18013 del 05/02/2019
Confermano che ai fini dell'art. 62 n.4 c.p. non è decisiva la sola entità economica o la restituzione successiva della res; occorre valutare il danno criminale complessivo al momento della consumazione
Massime di principio
- L'attenuante del danno di speciale tenuità (art. 62 n.4 c.p.) richiede un giudizio concreto e multifattoriale: non basta il basso valore economico dell'oggetto sottratto, vanno valutati anche la durata, gli effetti sulla vittima e la complessiva offensività del fatto
- La restituzione della refurtiva dopo il fatto (post factum) non è normalmente rilevante per escludere o quantificare l'offesa al momento della consumazione: il criterio va valutato al momento del reato
- L'introduzione dell'art. 131-bis c.p. spinge verso una valutazione restrittiva della punibilità quando l'offesa è particolarmente tenue; pur non coincidente, questa impostazione influisce sul trattamento dell'attenuante di cui all'art. 62 n.4
- Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante in appello occorre motivare specificamente e fornire elementi nuovi o una critica argomentata alla valutazione di merito: argomentazioni generiche o vaghe sono inammissibili
- La prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti richiede un'esplicita e circostanziata argomentazione; riferimenti generici a principi costituzionali non sostituiscono la necessaria valutazione fattuale e giuridica
- Se la Corte territoriale ha motivato logicamente il diniego di un'attenuante, il ricorrente deve indicare in modo specifico quali elementi siano stati valutati in modo errato o omessi per poter ottenere il sindacato in sede di merito o in Cassazione
- In presenza di sentenze conformi tra primo e secondo grado ('doppia conforme'), l'appello deve prospettare elementi nuovi o errori concreti di fatto o diritto per essere ammissibile e fondato
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