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Sentenza

Sentenza del 28/06/2017 n. 16078 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia, contestando la conferma parziale degli avvisi di accertamento relativi al 2003. In particolare, hanno censurato: il recupero a tassazione di Euro 502.212,34 qualificato come ricavi omessi transitati nel conto "finanziamento soci"; l'indeducibilità di Euro 13.085,38 per provvigioni contabilizzate in violazione del principio di competenza temporale; l'indeducibilità di Euro 30.106,27 per anticipi di provvigioni; infine, la presunzione di distribuzione ai soci degli utili accertati in capo alla società, in ragione della ristretta base sociale familiare.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi, ritenendo che le censure fossero generiche e mirassero a ottenere una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità. La motivazione della CTR è stata ritenuta congrua quanto alla qualificazione delle movimentazioni sul conto finanziamento soci come ricavi occultati, poiché la contabilità presentava gravi irregolarità, comprese ricevute bancarie prive di titolo sottostante, e le giustificazioni della società non erano supportate da prove valide. È stata inoltre confermata l'indeducibilità delle provvigioni riferite al 2002 e degli anticipi non adeguatamente documentati. Il terzo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: per una s.r.l. composta da soli due soci, coniugi, opera la presunzione di distribuzione degli utili accertati ai soci. Il ricorso è stato quindi integralmente rigettato. Non è stata adottata alcuna pronuncia sulle spese, poiché gli intimati non si sono costituiti.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    "omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione"

    Il motivo di ricorso per cassazione relativo alla motivazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove già esaminate dal giudice di merito. Le censure devono individuare una reale carenza o incoerenza motivazionale e avere carattere specifico e decisivo.

  • Principio di competenza temporale dei costi

    Le provvigioni sono deducibili nell'esercizio di competenza, non necessariamente in quello in cui sono state contabilizzate o pagate. Nel caso concreto, le provvigioni contestate erano riferite al 2002 anziché al 2003.

  • Presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base sociale

    Quando una società di capitali ha una compagine sociale estremamente ristretta, soprattutto se composta da familiari o coniugi, l'accertamento di maggiori utili in capo alla società può fondare la presunzione semplice che tali utili siano stati distribuiti ai soci, salvo prova contraria specifica e adeguata.

  • Cass. n. 25468 del 2015

    La Corte richiama la giurisprudenza consolidata sulla presunzione di distribuzione degli utili ai soci di società a ristretta base sociale.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è sufficiente sostenere che il giudice tributario abbia valutato male le prove: occorre dimostrare un effettivo vizio della motivazione, specifico e decisivo.
  • Movimentazioni finanziarie anomale, ricevute bancarie prive di rapporto sottostante e una contabilità complessivamente inattendibile possono giustificare il recupero di ricavi non contabilizzati, soprattutto se il contribuente non fornisce documentazione alternativa attendibile.
  • La deducibilità dei costi richiede sia la corretta imputazione temporale sia una documentazione idonea a dimostrare natura, esistenza e riferibilità del costo all'attività d'impresa.
  • Nelle società con pochissimi soci, in particolare quando sono legati da rapporti familiari, l'accertamento di utili extracontabili può essere imputato presuntivamente ai soci come utili distribuiti; per superare la presunzione è necessaria una prova concreta della mancata percezione o distribuzione.
  • Le contestazioni contro gli accertamenti devono essere precise e supportate da riscontri documentali; difese generiche o meramente alternative rispetto alla ricostruzione dell'Amministrazione finanziaria tendono a essere respinte.

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