Sentenza del 22/02/2017 n. 786 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento liquidazione controlli - Contributo di irrigazione di soccorso- Necessità rapporto sinallagmatico prestazione/controprestazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha contestato la debenza del contributo, sostenendo l'assenza di un beneficio concreto e attuale derivante dall'attività del Consorzio e, quindi, l'assenza del necessario rapporto sinallagmatico tra prestazione consortile e controprestazione economica. La questione riguardava in particolare l'onere di dimostrare che gli immobili non traessero alcun vantaggio dalle opere e dalle attività di irrigazione di soccorso.
La decisione
La contestazione è stata respinta. È stato affermato che dalla gestione di opere consortili particolarmente complesse e onerose deriva, anche quando non sia immediatamente percepibile, un beneficio potenziale o attuale per gli immobili ricompresi nel comprensorio. Pertanto, il contributo è dovuto salvo che il contribuente dimostri in modo specifico l'assenza di qualsiasi vantaggio derivante dall'attività del Consorzio. L'onere della prova dell'assenza di benefici grava quindi sul contribuente.
Norme richiamate
Art. 860 Codice civile
La norma costituisce il fondamento dell'obbligo dei proprietari di contribuire alle spese necessarie per l'esecuzione, la manutenzione e l'esercizio delle opere consortili da cui gli immobili ricavano un beneficio.
Regio decreto n. 215 del 1933
La disciplina della bonifica e delle opere consortili collega il contributo alla sussistenza di un beneficio per gli immobili inclusi nel comprensorio, anche se il beneficio non è immediato o direttamente percepibile.
Cassazione, Sezioni Unite, n. 8770/2016
Il contributo consortile è legittimo quando è collegato a un beneficio, anche potenziale o indiretto, arrecato dalle opere e dall'attività del Consorzio; il contribuente può superare la pretesa fornendo la prova dell'assenza di qualsiasi beneficio.
Cassazione, Sezioni Unite, n. 8279/2008
La debenza del contributo presuppone un vantaggio per l'immobile, ma tale vantaggio non deve necessariamente consistere in un'utilità immediata, specifica o concretamente fruita dal proprietario.
Massime di principio
- Il contributo consortile non è necessariamente subordinato alla fruizione concreta e immediata di una singola opera: può essere sufficiente un beneficio potenziale, indiretto o derivante dalla complessiva attività del Consorzio.
- In presenza di opere consortili complesse, la gestione e la manutenzione del sistema possono presumersi utili agli immobili ricompresi nel comprensorio, salvo prova contraria.
- Il contribuente che contesta il contributo deve allegare e dimostrare elementi specifici dai quali risulti l'assenza totale di beneficio per il proprio immobile; la mera mancata utilizzazione dell'opera o la generica contestazione non sono normalmente sufficienti.
- Il rapporto tra contributo e beneficio non richiede una corrispondenza matematica o immediata tra singola prestazione e singolo immobile, ma un collegamento funzionale tra l'attività consortile e il vantaggio arrecato al fondo.
- Per contestare efficacemente una cartella o un accertamento consortile è opportuno verificare il piano di classifica, l'inclusione dell'immobile nel comprensorio, la concreta relazione con le opere e l'eventuale prova tecnica dell'assenza di benefici.
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