Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 32067/2023 del 20/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dall’occupazione e irreversibile trasformazione di un terreno privato destinato all’ampliamento di un cimitero, avvenuta senza decreto di esproprio. Il proprietario originario aveva chiesto la restituzione del bene e il risarcimento del danno; nel corso del giudizio era subentrato l’erede. Il Comune, nelle more, aveva emanato un decreto di acquisizione c.d. sanante ex art. 43 d.P.R. 327/2001, liquidando un importo a titolo di danno. Il tribunale aveva ritenuto il decreto opponibile alla proprietaria e preclusivo della restituzione, nonostante la successiva declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 43, ma aveva comunque riconosciuto un ulteriore risarcimento. La corte d’appello, accogliendo l’appello del Comune, ha rigettato entrambe le domande rilevando l’indebita duplicazione risarcitoria, poiché il danno era già stato risarcito nel meccanismo sanante. In cassazione l’erede ha dedotto violazione degli artt. 43 d.P.R. 327/2001 e 2043 c.c., sostenendo che la vicenda fosse usurpativa e non sanabile, sicché il decreto non avrebbe potuto trasformare ex post una lesione ingiusta in una legittima acquisizione; ha inoltre contestato gli effetti del decreto non impugnato alla luce della declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 43.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato l’unico motivo di ricorso. Ha affermato che la dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma rileva nei processi pendenti, ma non travolge gli effetti irreversibili già prodottisi quando il provvedimento sia divenuto definitivo per mancata impugnazione prima della caducazione della norma attributiva del potere. Nel caso concreto, il decreto di acquisizione ex art. 43 era stato emesso e non impugnato prima della declaratoria di incostituzionalità, sicché aveva prodotto effetti ormai consolidati e non più eliminabili. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato, con condanna del ricorrente alle spese e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 43 d.P.R. n. 327/2001

    decreto di acquisizione “sanante”

    Il provvedimento ex art. 43, se emesso e non impugnato prima della declaratoria di illegittimità costituzionale della norma, produce effetti irreversibili che non sono travolti dalla successiva caducazione della disposizione attributiva del potere.

  • art. 2043 c.c.

    Richiamato dal ricorrente per sostenere la natura illecita e non sanabile della vicenda, ma la Corte non ne fa derivare un diverso esito perché reputa ormai consolidati gli effetti del decreto acquisitivo.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Citato solo per richiamare il vaglio del giudice costituzionale sul meccanismo di acquisizione sanante introdotto successivamente dal legislatore.

  • sentenza Corte cost. n. 293/2010

    La declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 43 per difetto di delega non incide sui provvedimenti già divenuti definitivi e sugli effetti irreversibilmente prodotti prima della caducazione.

  • Corte cost. n. 71/2015

    Richiamata solo in relazione alle critiche al meccanismo acquisitivo sanante successivamente introdotto.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Fondamento dell’obbligo di versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto, in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228/2012

    Norma che ha introdotto il meccanismo dell’ulteriore contributo unificato richiamato in dispositivo.

Massime di principio

  • La declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma ha efficacia anche nei giudizi pendenti, ma non elimina gli effetti già irreversibilmente prodotti da provvedimenti divenuti definitivi prima della caducazione della norma.
  • Se un provvedimento attributivo di un effetto traslativo o acquisitivo non viene impugnato ed è ormai definitivo prima della declaratoria di incostituzionalità della norma che lo fondava, la successiva eliminazione della base normativa non ne travolge gli effetti consolidati.
  • In presenza di un decreto di acquisizione sanante già opposto e definitivo, non è consentito riaprire la domanda restitutoria facendo leva sulla sopravvenuta incostituzionalità della disposizione originaria.
  • Non vi è spazio per una duplicazione del risarcimento quando il pregiudizio sia già stato considerato e liquidato nell’ambito del meccanismo acquisitivo sanante riconosciuto come opponibile e consolidato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResponsabilità della PAProprietà
RamiProcesso civileResponsabilità civileDiritti reali
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoNullità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.