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Sentenza

Sentenza del 24/02/2023 n. 39 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Friuli Venezia Giulia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento catastale che riclassificava un'unita' immobiliare da categoria D/10 (fabbricati per funzioni produttive connesse alle attivita' agricole, agriturismo) a D/8, per presunto mancato svolgimento dell'attivita' agrituristica. La contribuente deduceva che l'immobile era storicamente destinato ad agriturismo, che la sospensione dell'attivita' era stata determinata da un incendio e da cause di forza maggiore, che all'atto dell'acquisto l'immobile risultava gia' classificato D/10 e che erano stati acquisiti titoli (SCIA, certificato di agibilita') e impegni contrattuali a mantenere la destinazione agrituristica.

La decisione

La Corte d'appello ha annullato l'avviso di accertamento e confermato l'attribuzione della categoria D/10 all'unita' immobiliare. Il giudice ha ritenuto che, ai fini del classamento catastale, rileva la destinazione ordinaria e permanente e l'idoneita' dell'immobile allo svolgimento dell'attivita' agrituristica (destinazione), non l'effettivo esercizio continuativo dell'attivita' al momento dell'accertamento; l'immobile aveva ottenuto nuovamente l'agibilita' (10.12.2015), vi erano impegni contrattuali a mantenere la destinazione e la zona era urbanisticamente vincolata come area di interesse agricolo. Per la novita' della questione le spese di entrambi i gradi sono compensate.

Norme richiamate

  • Decreto-legge 30.12.1993 n.557, art. 9, comma 3-bis (conv. L. 26.2.1994 n.133)

    Riconosce il carattere di ruralita' alle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell'attivita' agricola, in particolare a quelle destinate all'agriturismo; la Corte interpreta che per il riconoscimento della ruralita' rileva la destinazione/idoneita' dell'immobile e non l'effettivo svolgimento continuativo dell'attivita'.

  • DPR 23.3.1998 n.139, art. 1, comma 5

    Prevede che le costruzioni strumentali all'esercizio dell'attivita' agricola, comprese quelle destinate all'agriturismo, siano censite in categoria D/10 quando le caratteristiche di destinazione e tipologiche non consentono una destinazione diversa senza radicali trasformazioni; la Corte applica questo criterio per confermare la classificazione D/10.

  • DPR 1.12.1949 n.1142, art. 6 e art. 61, comma 2

    Stabilisce che le unita' immobiliari vanno classificate in base alla destinazione ordinaria e permanente e alle caratteristiche all'atto del classamento; la Corte ne ricava che il classamento deve guardare alla destinazione/idoneita' e non a fluttuazioni temporanee dell'attivita'.

  • Legge 20.2.2006 n.96

    Legge quadro sull'agriturismo che definisce l'attivita' come esercitata dagli imprenditori agricoli in connessione con l'attivita' agricola; la Corte richiama la definizione ma distingue tra requisiti amministrativi per l'esercizio e il criterio catastale della destinazione/idoneita'.

  • Legge regionale Friuli Venezia Giulia 22.7.1996 n.25 e regolamento regionale (DPR regionale n.234/2011)

    norme regionali e regolamento sopra richiamati

    La normativa regionale disciplina requisiti, SCIA, iscrizione e durata della destinazione agrituristica; rileva in particolare l'obbligo di mantenimento della destinazione per 10 anni ai fini dei benefici, elemento interpretato come conferma che e' la destinazione a dover essere preservata, non l'effettivo svolgimento continuativo dell'attivita'.

  • Legge n.662/1996, art. 3, comma 156 (richiamata nel DPR 139/1998)

    Richiamo legislativo rispetto alle norme di attuazione del classamento catastale; utilizzato per collegare la normativa catastale al regolamento che disciplina le categorie D/10.

  • Piano regolatore comunale - classificazione E6 (zona di interesse agricolo)

    area classificata come E6 nel PRG comunale

    La classificazione urbanistica quale zona di interesse agricolo vincola la destinazione d'uso e rafforza l'argomento che gli immobili non potevano essere destinati ad attivita' commerciali estranee, favorendo la conservazione della categoria D/10.

Massime di principio

  • Il classamento catastale si fonda sulla destinazione ordinaria e permanente e sull'idoneita' tipologica dell'immobile, non sull'effettivo e continuativo svolgimento dell'attivita' al momento dell'accertamento.
  • Una sospensione dell'attivita' dovuta a eventi fortuiti o forza maggiore (es. incendio) non determina automaticamente la perdita della qualita' di immobile strumentale rurale se l'immobile resta destinato e idoneo all'attivita' agricola/ agrituristica.
  • La riconferma dell'agibilita', la presentazione di SCIA, la precedente qualificazione catastale, impegni contrattuali sul mantenimento della destinazione e vincoli urbanistici sono elementi probatori significativi per contrastare una riclassificazione.
  • La normativa regionale che impone il mantenimento della destinazione per il riconoscimento di benefici (es. 10 anni) costituisce un indizio della centralita' della destinazione rispetto al mero esercizio effettivo dell'attivita'.
  • La mera mancanza di produzione di reddito o il non aver iniziato l'attivita' non costituiscono, di per sé, motivo sufficiente per cambiare categoria catastale quando l'immobile resta idoneo e vincolato alla destinazione rurale.
  • Per opporsi efficacemente a una riclassificazione catastale: documentare la destinazione e idoneita' (progetti, agibilita', precedenti classamenti), evidenziare cause di forza maggiore, produrre autorizzazioni/SCIA e richiamare eventuali vincoli urbanistici.

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