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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16095/2025 del 28/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di appello che aveva dichiarato inammissibile per tardività l'appello contro la sentenza del Tribunale di Tivoli del 04/07/2016. Denunciava falsa ed erronea applicazione di legge con riferimento agli artt. 591 e 592 c.p.p., deducendo che un'altra sezione della stessa Corte (ordinanza n. 167 del 06/03/2017) lo aveva rimesso in termine per l'impugnazione a causa dell'incolpevole decorso del termine dovuto a un errore della cancelleria (erronea attestazione sul mancato deposito della motivazione per errata registrazione del numero di registro). Sosteneva che la notifica della rimessione è avvenuta il 19/04/2017 e che l'appello depositato il 05/05/2017 era quindi tempestivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata della Corte di appello di Roma. Ha accertato che il decorso del termine per proporre appello era dovuto a un errore della cancelleria, che era stata concessa la rimessione in termine con ordinanza del 06/03/2017, notificata il 19/04/2017, e che l'appello era stato depositato il 05/05/2017 entro il termine decorrente dalla notifica. Conseguentemente l'ordinanza che aveva dichiarato l'appello inammissibile per tardività è stata annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 4, commi 1, 4-bis e 4-ter, legge n. 401/1989

    Norma sostanziale contestata nella condanna di primo grado (organizzazione di pubbliche scommesse). Nel provvedimento di cassazione la questione sostanziale non è stata riesaminata: la decisione riguarda la tempestività dell'impugnazione e la rimessione in termini.

  • art. 88 T.U.L.P.S.

    Richiamato quale norma che regola la licenza di pubblica sicurezza, la sua violazione era il presupposto fattuale della condanna in primo grado; non è stata riesaminata nel merito dalla Cassazione, che ha deciso soltanto sulla procedura di impugnazione.

  • artt. 591 e 592 c.p.p.

    Interpretati alla luce della fattispecie per affermare che, in presenza di un incolpevole decorso del termine d'appello causato da un errore della cancelleria, la rimessione in termini può essere concessa e il termine per impugnare decorre dalla notifica dell'ordinanza di rimessione; una successiva declaratoria di inammissibilità per tardività è annullabile quando risulti che l'appello è stato effettivamente proposto nei termini così decorrenti.

Massime di principio

  • Se il termine per impugnare è decorso per cause non imputabili all'interessato (incolpevole decorso), è possibile chiedere la rimessione in termine: se concessa, il nuovo termine decorre dalla notifica dell'ordinanza di rimessione.
  • La documentazione della notificazione dell'ordinanza di rimessione è cruciale: la data di notifica fissa l'inizio del termine utile per proporre l'impugnazione.
  • Un'errata attestazione della cancelleria (es. mancato deposito della motivazione per errore di registrazione) può giustificare la rimessione in termine; va raccolta prova dell'errore e della sua incidenza sul decorso dei termini.
  • Se la Corte territoriale dichiara un'appello inammissibile nonostante una precedente rimessione in termini e nonostante l'impugnazione sia stata depositata entro il termine decorrente dalla notifica della rimessione, la Cassazione può annullare senza rinvio l'ordinanza di inammissibilità.
  • In situazioni analoghe è opportuno presentare immediatamente istanza per la rimessione in termine e curare la tempestiva notifica dell'ordinanza di rimessione, mantenendo copia di tutti gli atti e delle comunicazioni della cancelleria.

Testo integrale

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