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Sentenza

Sentenza del 09/02/2022 n. 380 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione dell'annullamento dell'avviso di accertamento catastale con cui l'Agenzia aveva riclassato due unità immobiliari da categoria A/2 a A/1 (aumento di rendita). L'Agenzia sosteneva che la rettifica fosse fondata sui principi dell'estimo catastale, che la procedura DOCFA è partecipativa ma non vincolante e che il 'classamento automatico' non è cogente; i contribuenti contestavano la carenza motivazionale dell'avviso (mancata indicazione delle ragioni tecniche che giustificano il diverso classamento e delle discrepanze rispetto alla proposta DOCFA) e richiedevano la conferma della categoria risultante dal DOCFA o, in subordine, una classe inferiore.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia e confermato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva annullato l'avviso di accertamento. Il motivo: l'atto di rettifica risultava carente di una motivazione minima e specifica; le argomentazioni tecniche che l'Ufficio ha poi fornito solo in sede di costituzione e nel giudizio di gravame costituiscono integrazione motivazionale 'ex post' non ammissibile e non suppliscono al difetto motivazionale dell'atto impugnato. Condanna dell'appellante al pagamento delle spese di grado (Euro 1.000 più accessori).

Norme richiamate

  • D.M. 19 aprile 1994 n. 701

    Regolamento per l'automazione delle procedure DOCFA. La CTR ricorda che la procedura è partecipativa, ma precisa che la partecipazione non esime l'Ufficio dall'obbligo di fornire, nell'atto di rettifica, una motivazione almeno minima quando disattende la proposta del contribuente.

  • D.L. 23 gennaio 1993 n. 16, art. 2 (conv. L. 75/1993)

    Norma che disciplina la procedura DOCFA come procedimento partecipativo: i fatti indicati dal contribuente nella denuncia sono generalmente pacifici, ma se l'Ufficio non li recepisce deve motivare la diversa valutazione.

  • Legge 27 luglio 2000 n. 212, art. 7 (Statuto del Contribuente)

    Principio generale dell'obbligo di motivazione degli atti tributari; l'atto di classamento deve contenere presupposti di fatto e ragioni giuridiche posti a base della rettifica.

  • R.D.L. 13 aprile 1939 n. 652 (e successive modificazioni)

    Normativa storica richiamata in relazione alla materia catastale e al regime giuridico del classamento; usata dall'Amministrazione per inquadrare il potere tecnico-estimativo dell'Ufficio.

  • D.Lgs. 2 settembre 1997 n. 546, art. 57

    Divieto di ius novorum in sede di gravame tributario: l'introduzione di argomenti nuovi in appello non può supplire alle carenze dell'atto originario né costituire motivazione idonea a sanare un difetto motivazionale.

  • Circolare n. 6/2012 (richiamata)

    Richiami interpretativi sulle modalità di determinazione della rendita e sul criterio dello 'stato attuale' dell'unità; utile per valutare se lo stato di conservazione e le dotazioni siano rilevanti per il classamento.

Massime di principio

  • La procedura DOCFA è di natura partecipativa e i fatti ivi dichiarati sono generalmente considerati pacifici, ma se l'Ufficio non recepisce la proposta deve motivare nell'atto le ragioni specifiche del diverso classamento; la mera indicazione generica non è sufficiente.
  • Non è consentito all'Amministrazione integrare la motivazione dell'atto solo in sede processuale: le argomentazioni tecniche aggiunte successivamente non sanano un avviso privo di motivazione sufficiente.
  • Il 'classamento automatico' fornito dal software DOCFA non è necessariamente vincolante per il professionista né automaticamente vincolante per l'Ufficio, ma se l'Ufficio si discosta dalle risultanze automatiche deve indicare nell'atto le ragioni concrete della difformità.
  • L'eventuale riferimento a unità confrontate (comparazione) richiede nell'avviso l'indicazione delle unità prese a paragone e le caratteristiche che ne rendono plausibile la comparabilità; riferimenti generici sono insufficienti.
  • Lo 'stato di conservazione' e le caratteristiche edilizie/di finitura possono rilevare ai fini del classamento ma devono essere esplicitate e valutate nell'atto di rettifica, non dedotte solo in fase giudiziale.
  • In caso di controversia, il controllo giudiziale verifica la sufficienza motivazionale e la logicità dell'atto amministrativo: se la motivazione è carente l'accertamento può essere annullato anche se i dati fattuali erano stati forniti dal contribuente tramite DOCFA.

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