Sentenza del 21/01/2015 n. 186 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Riscossione - Cartella di pagamento - Atti presupposti - Avvisi accertamento - Tentativi notifica - Soggetto contribuente - Variazione residenza - Ufficio anagrafe - Mancata annotazione - Messo notificatore - Relata notifica - Ulteriori recapiti comune - Accertata mancanza - Avvisi accertamento - Rituale notifica - Sussiste - Ruolo esecutivo - Legittimità pretesa - Consegue.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa notifica degli avvisi di accertamento è stata ritenuta rituale e perfezionata. Di conseguenza, il ruolo inserito nelle cartelle di pagamento è stato considerato legittimo, poiché la mancata conoscenza degli atti presupposti era imputabile alla condotta del contribuente, che non aveva comunicato il cambio di residenza né indicato un diverso recapito. La pretesa tributaria è quindi rimasta valida.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente contestava la legittimità della pretesa tributaria sostenendo di non aver ricevuto gli avvisi di accertamento presupposti alle cartelle di pagamento. Tuttavia, dagli accertamenti risultava che egli aveva trasferito la propria residenza senza comunicare la variazione all'Ufficio anagrafe e senza lasciare altri recapiti nel Comune. Il messo notificatore aveva quindi constatato l'irreperibilità del destinatario e aveva eseguito la notificazione secondo la procedura prevista per il trasferimento in luogo ignoto.
Norme richiamate
Art. 140 del codice di procedura civile
Disciplina la notificazione in caso di irreperibilità relativa del destinatario, quando la consegna non può essere effettuata presso il domicilio conosciuto e il destinatario non viene reperito.
Art. 60, comma 1, lettera e), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
Prevede le modalità di notificazione degli atti tributari nei casi in cui il contribuente risulti trasferito in luogo sconosciuto o non sia reperibile all'indirizzo risultante dagli atti. La procedura può ritenersi valida quando il messo notificatore abbia svolto gli accertamenti necessari e non risultino ulteriori recapiti.
Cassazione, Sezione V, sentenza n. 20425 del 28 settembre 2007
Conferma, in linea generale, che la notifica degli atti tributari può essere validamente eseguita mediante la procedura prevista per l'irreperibilità quando il contribuente abbia trasferito la residenza senza effettuare le necessarie comunicazioni e non siano reperibili altri indirizzi utili.
Massime di principio
- Il contribuente ha l'onere di mantenere aggiornati i propri dati anagrafici e di comunicare tempestivamente il cambio di residenza o domicilio fiscale.
- La mancata ricezione materiale di un avviso di accertamento non comporta automaticamente l'inesistenza o l'invalidità della notifica.
- Quando il contribuente risulta trasferito senza un nuovo indirizzo comunicato e il messo notificatore verifica l'assenza di ulteriori recapiti, la notifica per irreperibilità può considerarsi validamente perfezionata.
- Una cartella di pagamento può essere legittima anche se il contribuente afferma di non aver ricevuto gli atti presupposti, purché l'ente dimostri che tali atti sono stati notificati secondo la procedura prevista dalla legge.
- Per contestare efficacemente la notifica, il contribuente deve dimostrare irregolarità concrete nelle attività svolte dal notificatore o l'esistenza di un indirizzo noto e utilizzabile, non essendo sufficiente allegare la sola mancata conoscenza dell'atto.
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