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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16779/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnano la confisca disposta dal Tribunale di Roma (decreto 01/03/2021, depositato 26/05/2021) e confermata dalla Corte d'appello di Roma, contestando che i beni (quote sociali e immobili) siano stati indebitamente qualificati come frutto di reimpiego di capitali illeciti riconducibili a Gangemi Sergio. De Santis contesta la mancanza di prova della disponibilità delle somme e sostiene di avere giustificato la provenienza lecita mediante perizie; Pettinicchio deduce nullità e difetto di motivazione in relazione alla titolarità reale delle quote (elisione del ruolo dell'effettivo proprietario ELISE TRUSTEES limited) e contesta l'associazione dei bonifici alla disponibilità di Gangemi; Bedin contesta la mancanza di motivazione sulla fittizietà delle intestazioni e sulla pericolosità del proposto al momento della costituzione della società GEA MOTORS, nonché la carenza di prova del collegamento tra i trasferimenti e Gangemi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il controllo di legittimità in materia di misure di prevenzione patrimoniale sia limitato alla violazione di legge e che le questioni sollevate dalle ricorrenti fossero, in gran parte, di merito/fattuali non sindacabili in Cassazione. La Corte ha confermato le valutazioni della Corte territoriale circa la pericolosità continuativa di Gangemi e la riconducibilità delle società e delle provviste a lui riconducibili (società già confiscate in altri procedimenti od evidenze contabili di bonifici senza valida causale). Ha respinto le censure di insufficienza probatoria e di difetto di motivazione, ritenendo che la documentazione e gli elementi indiziari in atti giustificassero la misura ablativa. Tutte le ricorrenti sono state condannate alle spese processuali; la Corte ha altresì disposto somme a titolo di responsabilità processuale per inammissibilità.

Norme richiamate

  • legge n. 1423/1956, art. 4 comma 11

    Richiamata come fonte normativa che limita la proponibilità del ricorso per cassazione avverso provvedimenti di confisca nell'ambito della prevenzione; in combinato disposto con norme successive conferma la limitazione della cognizione della Cassazione alle sole questioni di diritto.

  • legge n. 575/1965, art. 3-ter comma 2

    Citata come precedente disciplina (poi veicolata nel d.lgs. 159/2011) che delimita la tutela in sede di cassazione per provvedimenti di prevenzione.

  • d.lgs. n. 159/2011 (codice antimafia), art. 10 comma 3 e art. 27 comma 2

    Indicati come norme che hanno recepito i limiti procedurali alla impugnazione in Cassazione dei provvedimenti di prevenzione; la Corte sottolinea che la cassazione è proponibile solo per violazione di legge.

  • d.lgs. n. 159/2011, art. 7 (commi 2 e 7) e art. 23 (commi 1 e 2)

    Richiamati dalle ricorrenti (in particolare Pettinicchio) in relazione a questioni di nullità e di corretta individuazione dei soggetti coinvolti; la Corte ha ritenuto le questioni inammissibili o infondate alla luce degli atti processuali e dell'interesse a impugnare.

  • d.lgs. n. 159/2011, art. 20 e art. 34

    Norme richiamate in relazione al reimpiego e alla sproporzione patrimoniale; la Corte si è attenuta alla valutazione della documentazione bancaria e delle risultanze investigative per ritenere lecita la misura ablativa.

  • d.lgs. n. 159/2011, art. 24

    Richiamato in relazione alla figura dell'intestatario fittizio e ai presupposti per la confisca: la Corte ha ritenuto che fosse provata la funzionalità delle intestazioni fittizie a vantaggio del proposto (Gangemi) e la connessione logica tra pericolosità e incremento patrimoniale.

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione patrimoniali (d.lgs. 159/2011) la Cassazione ha cognizione limitata: è sindacabile prioritariamente la violazione di legge, mentre le dispute su merito probatorio e valutazioni fattuali sono generalmente inammissibili.
  • La confisca di prevenzione può essere fondata su elementi indiziari e sulla riconducibilità delle provviste a società già accertate come riconducibili al proposto; sentenze di merito e provvedimenti di confisca pregressi rilevano come fondamento probatorio.
  • La mera intestazione formale non esclude la confisca quando sussistano indizi che dimostrino la fittizietà e la funzionalità dell'intestazione a eludere le norme di prevenzione: è necessario dimostrare, con documentazione probante, la reale autonomia gestionale e la lecita provenienza delle risorse.
  • La produzione di perizie tecniche e di documentazione contabile è utile ma può risultare insufficiente se non supportata da tracciabilità bancaria e giustificativi delle operazioni; l'assenza di libri contabili e giustificativi indebolisce fortemente la difesa.
  • La responsabilità processuale (spese e somme per inammissibilità) può essere irrogata se il ricorso si fonda prevalentemente su questioni di fatto non sindacabili in Cassazione o su censure manifestamente pretestuose.
  • Quando la pericolosità del proposto è accertata per un arco temporale, la confisca può essere disposta anche per acquisizioni patrimoniali avvenute subito dopo detto periodo se sussistono indici concreti di collegamento logico tra le provviste illecite e gli investimenti successivi.

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