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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45980/2022 del 05/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio (con aggravante dei futili motivi) e per i reati connessi di detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Il ricorrente ha dedotto: 1) violazione di legge e difetto di considerazione delle dichiarazioni testimoniali (Erika Commandatore) che avrebbero dimostrato un inseguimento e l'uso di bastoni da parte della persona offesa e dei suoi accompagnatori, giustificando un comportamento difensivo; 2) vizio di motivazione per aver escluso la legittima difesa nonostante immagini di videosorveglianza e dichiarazioni convergenti che attribuirebbero l'iniziativa agli altri soggetti; 3) vizio di motivazione sulle esigenze cautelari, lamentando contraddizione fra il ricorso a elementi di premeditazione e la contestuale esclusione della premeditazione, nonché mancata considerazione dell'età e delle condizioni di salute.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva dato motivazione ampia e congrua circa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e circa le esigenze cautelari. In particolare, la Corte ha ritenuto che: a) anche assumendo veritiera la versione difensiva, la condotta di Nocera (esplosione di colpi, tra cui uno mirato da circa venti metri che ha raggiunto la vittima al braccio) fosse sproporzionata rispetto alla minaccia e idonea a escludere la legittima difesa; b) la disponibilità illegale dell'arma avrebbe consentito misure meno lesive (ritirarsi, sparare in aria o verso cose) e quindi non giustifica il colpo diretto alla persona; c) le esigenze cautelari (special-preventive) sono adeguatamente motivate dalla gravità e dalla modalità della condotta, dal precedente e grave curriculum e dalla concreta capacità dell'indagato di reiterare condotte violente; d) non vi è rilievo per la riqualificazione dell'aggravante dei futili motivi ai fini della legittimità della misura cautelare. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e Nocera condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 c.p.p.

    art. 309 cod. proc. pen. (richiamato nell'ordinanza del riesame)

    Norma che disciplina la competenza e le procedure del giudice per le indagini preliminari in materia di misure cautelari: richiamata per giustificare il procedimento di riesame della misura cautelare; la Corte non ha rilevato vizi nella (ritenuta) corretta applicazione procedurale

  • art. 23, comma 8, D.L. 28 ottobre 2020, n. 137

    art. 23, comma 8, dl. 28 ottobre 2020, n. 137

    Disposizione che ha consentito la trattazione scritta del ricorso; la Corte ha proceduto secondo tale modalità prevista per la trattazione in Cassazione in materia cautelare

  • art. 616 c.p.p.

    art. 616, comma 1, primo periodo, cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso per cassazione: applicata per condannare Nocera al pagamento delle spese

  • Principio di giurisprudenza sulla limitazione del sindacato di legittimità sulle misure cautelari

    richiami a Sez. U, n. 11 del 22/03/2000 (Audino) e altra giurisprudenza di legittimità

    La Corte ha ribadito che in materia cautelare il sindacato di legittimità è limitato a verificare la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione; non è consentito sostituirsi al giudice di merito nella valutazione probatoria o nell'apprezzamento dell'attendibilità delle fonti

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari personali la Cassazione non riconsidera i fatti né valuta di nuovo l'attendibilità delle prove, salvo che la motivazione del giudice di merito sia manifestamente illogica o violi norme specifiche: le critiche che chiedono una diversa valutazione probatoria sono, di regola, inammissibili.
  • Per valutare la legittima difesa occorre il rispetto del principio di proporzione (necessità e attualità della minaccia): la disponibilità di un'arma e la possibilità di soluzioni meno lesive (allontanarsi, sparare in aria o verso cose) rendono meno probabile la sussistenza della scriminante se il fatto compiuto ha colpito una persona da distanza media.
  • Ai fini della custodia cautelare rilevano la gravità del fatto, le modalità (efferatezza, uso illegale di armi), il profilo personale dell'indagato (curriculum criminale) e la prognosi di pericolosità: tali elementi giustificano misure più afflittive quando indicano elevato rischio di reiterazione.
  • Le ricostruzioni alternative basate su dichiarazioni difensive o filmati devono essere valutate dal giudice di merito; la loro mera esistenza non impone automaticamente la revoca della misura cautelare se il giudice ha motivato in modo congruo la sua scelta.
  • La riqualificazione giuridica del fatto (es. esclusione o sussistenza dell'aggravante dei futili motivi) non incide necessariamente sulla correttezza di una misura cautelare già motivata sulle esigenze di prevenzione e sulla gravità indiziaria.

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