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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30019/2025 del 29/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la rinnovata richiesta di revoca della sospensione condizionale della pena. Il pubblico ministero aveva chiesto la revoca in relazione alla sentenza del 10.5.2011 (divenuta irrevocabile il 22.6.2016) in una prima istanza rigettata; in una successiva istanza (19.7.2024) ha riproposto la revoca basandosi su nuovi elementi o su elementi preesistenti non considerati, cioè le sentenze del 18.9.2018, 11.6.2020 (irrevocabile 17.10.2022) e del 30.6.2022, e sull'accertamento di un delitto commesso nei termini dell'art. 163 c.p.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso del ricorrente. Ha ritenuto corretta la rinnovata richiesta del pubblico ministero perché la irrevocabilità del precedente provvedimento non impedisce una nuova decisione quando siano prospettati nuovi elementi di fatto o nuove questioni giuridiche, comprendendo anche elementi preesistenti non considerati nella decisione anteriore. Ha richiamato il principio secondo cui la revoca della sospensione condizionale ha natura dichiarativa e produce effetti retroattivi all'evento che ha determinato la decadenza "ope legis"; pertanto il giudice dell'esecuzione poteva prendere atto della sopravvenuta condanna per delitto e disporre la revoca. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen. (n. 1)

    Usata come base normativa per la revoca della sospensione condizionale della pena quando sopravvengono fatti che ne comportano la decadenza.

  • art. 163 cod. pen.

    Rilevante per la qualificazione temporale del delitto sopravvenuto che determina la decadenza della sospensione; la sentenza ha ritenuto accertato il delitto nei termini di questo articolo.

  • art. 496 cod. pen.

    Norma identificata come riferimento per il reato per cui Forte era stato condannato l'11.6.2020 (fatto commesso l'8.2.2020).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • Giurisprudenza (Sez. U e Sezioni della Cassazione: De Nuptiis, Tantucci, Pg c. Caricola, Cerroni)

    Richiamati i precedenti che stabiliscono il principio del "giudicato debole" dell'atto esecutivo e la natura dichiarativa della revoca della sospensione condizionale: un provvedimento esecutivo irrevocabile può essere superato se emergono nova o elementi preesistenti non considerati.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale della pena ha natura dichiarativa: produce effetti dal momento in cui si è verificata la causa di decadenza ("ope legis"), anche prima della pronuncia giudiziale.
  • Un provvedimento dell'esecuzione divenuto irrevocabile non impedisce una nuova decisione sullo stesso oggetto se vengono presentati nuovi elementi di fatto o nuove questioni giuridiche, incluse circostanze preesistenti che non erano state considerate.
  • Il principio del "giudicato debole" rende i provvedimenti esecutivi suscettibili di revisione quando emergono nova che incidono sullo stato giuridico accertato.
  • Il pubblico ministero può riproporre la richiesta di revoca sulla base di elementi differenti rispetto a quelli già dedotti: non è obbligatoria l'impugnazione del precedente rigetto se la nuova istanza si fonda su fatti o documenti non valutati in precedenza.
  • Nella pratica, chi intende opporsi a una revoca deve dimostrare che non sussistono nuovi elementi o che gli elementi prospettati sono manifestamente irrilevanti; viceversa il giudice dell'esecuzione può prendere atto di sentenze intervenute che integrino i presupposti per la revoca.

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