Cassazione Civile, Ordinanza n. 30256/2021 del 27/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (agenzia riscossione)
La controversia
La controversia nasce dall’impugnazione, da parte del contribuente, di una comunicazione di iscrizione ipotecaria emessa per il mancato pagamento di alcune cartelle esattoriali. In primo grado il ricorso del contribuente era stato accolto. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione propose appello, ma la Commissione tributaria regionale dichiarò l’impugnazione inammissibile perché l’ente si era costituito in giudizio tramite un avvocato del libero foro. L’Agenzia ricorse per cassazione con due motivi: con il primo dedusse violazione e falsa applicazione delle norme che disciplinano la rappresentanza e difesa in giudizio dell’Agenzia, sostenendo che l’appello era legittimamente patrocinato da un avvocato esterno; con il secondo motivo, formulato in via subordinata, lamentò ulteriori profili che però restarono assorbiti.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, affermando che la CTR non si era uniformata al principio delle Sezioni Unite secondo cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avvalersi, nei casi consentiti, di avvocati del libero foro senza necessità di specifiche formalità o di una delibera ad hoc. Ha quindi cassato la sentenza impugnata e rinviato alla Commissione tributaria regionale della Calabria, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
è stata dedotta la violazione di legge processuale per l’erronea declaratoria di inammissibilità dell’appello
art. 380-bis c.p.c.
richiamato per la trattazione camerale non partecipata
art. 1, commi 1 e 8, d.l. n. 193/2016
norme invocate dalla ricorrente sulla disciplina dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e della sua difesa in giudizio
art. 43 r.d. n. 1611/1933
la Corte richiama la disciplina della difesa erariale e la possibilità di ricorso ad avvocati del libero foro nei casi consentiti e, in casi speciali, previa delibera motivata
art. 11 d.lgs. n. 546/1992
norma invocata in tema di rappresentanza e assistenza nel processo tributario
art. 4-novies l. n. 58/2019
norma richiamata come ius superveniens rilevante per la difesa dell’Agenzia
art. 4 e 17 d.lgs. n. 50/2016
richiamati nel principio delle Sezioni Unite quale riferimento ai criteri di affidamento del patrocinio a legali esterni
art. 1, comma 5, d.l. n. 193/2016 conv. in l. n. 225/2016
richiamato come base per gli atti generali che disciplinano i criteri di scelta del patrocinio esterno
Massime di principio
- Ai fini della rappresentanza e difesa in giudizio, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avvalersi dell’Avvocatura dello Stato nei casi riservati dalla convenzione o di avvocati del libero foro negli altri casi consentiti, senza necessità di formalità ulteriori quando la scelta discende dalla riconduzione della causa alle ipotesi previste.
- La costituzione dell’Agenzia a mezzo di avvocato del libero foro, quando consentita dalla disciplina applicabile, presuppone implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge e non richiede specifica allegazione o prova nel giudizio di legittimità.
- Non può essere dichiarata inammissibile l’impugnazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione solo perché sottoscritta da un avvocato del libero foro, se l’ordinamento consente tale modalità di patrocinio.
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