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Sentenza

Sentenza del 12/07/2022 n. 22062 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società chiedeva il rimborso di maggiore imposta IRAP per gli anni 2007-2008 deducendo il diritto alle agevolazioni sul cuneo fiscale previste dal D.Lgs. 446/1997 art. 11. L'Agenzia aveva rifiutato il rimborso sostenendo che la società operava "in concessione e a tariffa" in settori regolamentati (escludendola dall'agevolazione). La controversia verteva su: qualificazione del rapporto (concessione vs appalto), natura tariffaria dei corrispettivi e se le attività singole (es. gestione del mattatoio, servizi fuori convenzione, corrispettivi CONAI) rientrassero tra i settori tassativamente esclusi.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto tre dei quattro motivi di ricorso (primo, secondo e quarto) ritenendo che la CTR avesse errato: 1) nell'assumere automaticamente la natura concessoria sulla base della partecipazione pubblica e dell'affidamento diretto, senza verificare il concreto trasferimento del rischio operativo; 2) nel non verificare se l'attività del mattatoio rientrasse tra i settori tassativi esclusi dalla deduzione; 3) nel dare per scontata la natura tariffaria dei corrispettivi senza corretta interpretazione contrattuale. Il terzo motivo (nullità per motivazione apparente) è stato rigettato. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo, sezione staccata di Pescara, in diversa composizione, per nuovo esame e regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 11

    art. 11, comma 1, lett. a)

    Esclude la deduzione IRAP per le imprese che operano "in concessione e a tariffa" nei settori tassativamente indicati; l'esclusione opera solo se concorrano entrambi i presupposti (concessione e tariffa) e la tariffa, come determinata dall'autorità, compensa i costi fiscali (IRAP).

  • D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (codice dei contratti pubblici previgente), art. 30

    Definizione di concessione di servizi: contratto oneroso che attribuisce il diritto di gestire e sfruttare un servizio, con assunzione del rischio operativo da parte del concessionario.

  • D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (nuovo codice dei contratti), art. 3

    art. 3, comma 1, lett. vv)

    Richiama la nozione moderna di concessione di servizi e del trasferimento del rischio operativo quale elemento distintivo rispetto all'appalto.

  • Direttiva 2014/23/UE (direttiva concessioni)

    art. 5, primo par., lett. b)

    Definisce la concessione di servizi come contratto oneroso che attribuisce il diritto di gestire i servizi e può includere un prezzo; anche qui elemento centrale è il trasferimento del rischio operativo.

  • Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)

    Norme sulla disciplina degli aiuti di Stato: l'interpretazione nazionale della esclusione dall'agevolazione deve essere conforme alla valutazione della Commissione UE per evitare aiuti selettivi o sovracompensazioni.

  • Decisione Commissione Europea C(2007) n. 4133

    La Commissione ha ritenuto compatibile l'esclusione delle imprese in concessione e a tariffa, ma solo nei casi in cui il metodo di fissazione della tariffa compensi i costi fiscali (IRAP); tale valutazione è guida per l'interpretazione nazionale.

  • Codice civile

    Regole interpretative del contratto richiamate nelle censure sulla corretta interpretazione delle clausole contrattuali e sul rilevo della comune intenzione delle parti e del comportamento.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiesta di motivazione e requisiti della pronuncia in materia tributaria (richiamata nella censura sulla motivazione della CTR).

Massime di principio

  • Per escludere l'agevolazione IRAP ai sensi dell'art. 11 D.Lgs. 446/1997 devono concorrere entrambe le condizioni: la qualifica del rapporto come concessione (trasferimento del rischio operativo al gestore) e l'esistenza di una tariffa che, per come fissata dall'autorità, tenga conto dei costi fiscali (inclusa l'IRAP).
  • La semplice partecipazione pubblica (società in house) o l'affidamento diretto non sono di per sé sufficienti a qualificare automaticamente il rapporto come concessione: va accertato il concreto trasferimento del rischio economico al gestore.
  • La qualificazione concessione vs appalto si decide con riferimento alla sostanza economica del rapporto (chi sopporta il rischio, chi è remunerato dall'utenza vs chi riceve corrispettivo dall'amministrazione), non sulla mera dizione contrattuale o sull'intestazione dei corrispettivi ("canone", "tariffa").
  • I settori esclusi dall'agevolazione sono tassativi; per attività non espressamente ricomprese (es. mattatoio) la CTR deve verificare se ricadono realmente nelle fattispecie escluse prima di escludere il beneficio.
  • Nell'interpretare contratti e convenzioni occorre esaminare clausole, comportamento delle parti e modalità di corresponsione del corrispettivo: la denominazione non prevale sull'analisi della realtà economica.
  • La valutazione sulla natura del rapporto e sull'esistenza di tariffa remunerativa è di merito e richiede istruttoria; errori in tale valutazione legittimano la cassazione con rinvio per nuovo esame.
  • Se l'amministrazione paga un canone e il gestore non sopporta il rischio economico (remunerazione garantita dall'ente), il rapporto tende ad essere qualificato come appalto e non come concessione, con conseguente possibile diritto all'agevolazione.

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