Cassazione Penale, Sentenza n. 24086/2022 del 22/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Tagliente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Roma che lo aveva ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva in qualità di amministratore di fatto della Centro Servizi Industriali s.r.l. (fallita). I motivi principali: 1) contestazione del ruolo di "amministratore di fatto" e dell'uso, a suo sfavore, delle dichiarazioni rese dallo stesso al curatore; 2) travisamento della prova e violazione dei canoni probatori (art.192 c.p.p.), con particolare riferimento all'uso, tramite il curatore, delle dichiarazioni dell'amministratore di diritto Di Sotto e alla revoca dell'ordinanza ex art.507 c.p.p.; 3) censura sulla responsabilità per bancarotta documentale, sostenendo che la responsabilità fosse propria dell'amministratore di diritto e non di lui, oltre a mancanza di motivazione circa il coefficiente soggettivo e la tenuta delle scritture contabili. Il ricorrente ha inoltre sostenuto che non avesse poteri di firma, che i veicoli distratti non avessero valore commerciale e che non avesse obblighi di custodia.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso nel suo complesso (motivando l'inammissibilità del primo e del terzo motivo e l'infondatezza complessiva degli altri rilievi). In sintesi: 1) il primo motivo è stato ritenuto aspecifico e inammissibile perché il ricorrente non ha indicato in modo specifico le presunte prove travisate e non ha confutato il contenuto delle dichiarazioni da lui stesso rese al curatore, le quali sono ritenute utilizzabili contra reum; 2) il secondo motivo è infondato: le dichiarazioni raccolte tramite il curatore e la scelta difensiva di non chiedere l'audizione diretta del teste Di Sotto rendono utilizzabile il contributo di relato; la revoca dell'ordinanza ex art.507 è stata legittima e condivisa dalle parti in udienza; 3) sul punto relativo alla bancarotta documentale la Corte ha ribadito che l'amministratore di fatto è soggetto agli stessi doveri dell'amministratore di diritto e può essere penalmente responsabile qualora sussistano le condizioni oggettive e soggettive. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
legge fallimentare
Riferimento all'ambito delle pene accessorie collegate al reato di bancarotta; la Corte ha confermato la correzione della durata delle pene accessorie disposta in appello.
codice di procedura penale
art. 606, comma 1, lett. e)
Definizione del vizio di "travisamento della prova" e del requisito di specificità richiesto per dedurlo in cassazione: il ricorrente deve indicare le prove precise ritenute travisate e dimostrare la decisività del dato omesso o travisato.
codice di procedura penale
Richiamato dal ricorrente come parametro probatorio; la Corte ha ritenuto che le censure relative alla motivazione e alla valutazione delle prove non fossero specifiche e quindi non fondate.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
Il ricorrente invocava violazione del diritto a processo equo per l'uso di dichiarazioni indirette; la Corte ha ritenuto che, poiché la difesa non ha chiesto l'esame diretto della fonte, non si sia realizzata una violazione dell'art.6 CEDU.
codice di procedura penale
L'ordinanza ammissiva per l'audizione di un teste era stata revocata dal Tribunale; la Cassazione ha ritenuto legittima la revoca, evidenziando che si trattava di iniziativa officiosa e che le parti erano state sentite.
codice di procedura penale
Riferimento alla facoltà di acquisire testimonianze: la Corte ha osservato che la difesa, non avendo richiesto l'esame del teste diretto, non può poi lamentare l'utilizzo indiretto delle sue dichiarazioni.
codice di procedura penale
La possibilità per la difesa di inserire persone conoscitrici nei propri mezzi di prova; la Corte ha sottolineato che la difesa poteva utilizzare gli strumenti processuali per ottenere l'audizione diretta della fonte ma non lo ha fatto.
codice di procedura penale - disposizioni di coordinamento
Utilizzata per delimitare le categorie di soggetti le cui informazioni non possono essere usate come dichiarazioni di polizia giudiziaria: il curatore non rientra tra quelle categorie, per cui le sue informazioni sono utilizzabili.
codice di procedura penale
Citato nel ragionamento sulla utilizzabilità delle dichiarazioni raccolte da soggetti particolari; la Corte ha osservato che il curatore non è ricompreso nelle categorie che limitano l'uso delle sue dichiarazioni.
codice di procedura penale
Riferimento alla disciplina sulla utilizzazione delle dichiarazioni e alla legittimità di far valere contributi di relato quando la difesa non eserciti i rimedi a disposizione; la Corte ha ritenuto non violata tale norma.
legge fallimentare
Richiamata per la funzione e i poteri del curatore fallimentare; la Corte ha ritenuto che le relazioni redatte ai sensi di tale norma potessero essere fonte per la valutazione probatoria.
Massime di principio
- Le dichiarazioni rese dall'imputato al curatore fallimentare possono essere utilizzate contra reum se il curatore non rientra nelle categorie che ne impediscono l'utilizzabilità; il ricorrente che contesta tale uso deve indicare con precisione quali frasi/prove siano travisate.
- Le informazioni riportate dal curatore e la cosiddetta prova di relato sono utilizzabili se la difesa, avendo avuto la possibilità, non chiede l'esame diretto della fonte o non inserisce il teste nella propria lista: la mancata iniziativa difensiva può precludere successivi rilievi di violazione del diritto di difesa.
- La qualifica di "amministratore di fatto" comporta l'assunzione dei doveri (e delle correlative responsabilità penali) tipici dell'amministratore di diritto: non è esclusa la responsabilità penale per bancarotta documentale o distrattiva solo perché esista un amministratore formale.
- Le censure generiche di travisamento o di carenza motivazionale in cassazione sono spesso inammissibili: il ricorrente deve specificare le parti della motivazione che mancano, sono contraddittorie o manifestamente illogiche, indicando le prove interessate.
- La sparizione o la distrazione di beni di proprietà della società può comportare responsabilità anche in assenza di formale nomina a custode, quando emerge un ruolo gestionale concreto e l'utilizzo dei beni è riconducibile a chi esercitava l'amministrazione di fatto.
- La revoca di un provvedimento istruttorio adottato d'ufficio (es. ordinanza ex art.507) è valutabile alla luce del comportamento processuale delle parti; se la difesa non ha sollevato tempestivamente la questione o non ha chiesto l'audizione diretta, difficilmente potrà ottenere la riforma in sede di legittimità.
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