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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23294/2022 del 15/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugna l'ordinanza che ha respinto la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione in sede esecutiva ex art. 672 c.p.p., deducendo inosservanza ed errata applicazione degli artt. 81, comma 2, c.p. e 671 c.p.p. e carenza, contraddittorietà e illogicità della motivazione. Il ricorrente sostiene che le condotte per cui è stato condannato (due gruppi di furti commessi in momenti e luoghi diversi) costituiscano un "unico disegno criminoso" e vadano considerate in continuazione.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso come infondato. Richiama il principio secondo cui la continuazione richiede l'esistenza di un "unico disegno criminoso": soggettivamente l'autore deve aver rappresentato e deliberato sin dall'inizio l'iter criminoso e i reati attraverso i quali attuarlo; oggettivamente si valutano elementi come prossimità temporale, omogeneità delle condotte, circostanze di tempo e luogo, bene giuridico leso, finalità perseguite, abitudini di vita. In sede esecutiva, però, l'istante deve allegare puntualmente la programmazione dei delitti sin dalla commissione del primo reato. La Corte ritiene che il Tribunale di Venezia abbia motivato correttamente l'esclusione della continuazione, valorizzando la disomogeneità temporale e territoriale (Udine vs Venezia) e l'assenza di elementi che dimostrino che i furti veneziani fossero già programmati insieme a quelli udinesi. Il ricorrente ha fornito solo deduzioni generiche sulla identità dei reati e non ha contestato specificamente le ragioni dell'ordinanza impugnata. Ricorso rigettato e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 672 c.p.p.

    Disciplina della continuazione in sede esecutiva: richiede l'accertamento dell'unicità del disegno criminoso per estendere in esecuzione la continuazione; la valutazione è affidata al giudice del merito e presuppone elementi oggettivi e soggettivi che dimostrino una programmazione unitaria dei reati.

  • art. 81, comma 2, c.p.

    Norma sostanziale richiamata in relazione alla continuazione: prevede l'operatività di regole sulla determinazione della pena in presenza di più reati commessi con un medesimo disegno criminoso (aumento della pena), ragion per cui la qualificazione della continuazione incide sul cumulo/simulazione delle pene.

  • art. 671 c.p.p.

    Norma processuale collegata alla trattazione delle richieste in sede esecutiva relative a questioni come la continuazione; interpretata come richiedente, nell'ambito esecutivo, un onere di allegazione puntuale da parte del soggetto che invoca la continuazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Disposizione procedurale che disciplina la presentazione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero in Cassazione in relazione al procedimento; qui citata per la presentazione della conclusione scritta del Procuratore generale che ha chiesto l'annullamento con rinvio.

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva è necessario dimostrare non solo vicinanza temporale o identità del titolo di reato, ma la sussistenza di un "unico disegno criminoso" ben delineabile sin dall'inizio della serie criminosa.
  • In ambito esecutivo grava sul richiedente un onere di allegazione più stringente: bisogna fornire elementi puntuali e specifici che provino la programmazione unitaria dei reati al momento del primo episodio.
  • La mera abitudine a delinquere, la contiguità cronologica o la somiglianza tipologica dei reati non sono di per sé sufficienti a integrare la continuazione.
  • La valutazione dell'unicità del disegno criminoso è di merito e, se adeguatamente motivata, difficilmente censurabile in sede di legittimità.
  • Se il giudice del merito motiva l'assenza di elementi che colleghino i vari episodi in un progetto unitario, il ricorrente deve rispondere con allegazioni concrete; altrimenti il ricorso sarà rigettato e potrà essere condannato alle spese.

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