Sentenza n. 1008/2026 - Cagliari, Sezione 2
per l'annullamento: - della deliberazione del Consiglio comunale di La Maddalena (SS) n. 39 del 12.7.2024, pubblicata all’Albo pretorio dal 15.7.2024 al 30.7.2024, recante in oggetto “ACQUISIZIONE GRATUITA AL PATRIMONIO DEL COMUNE EX ART. 6 L.R. 23/85 E SS.MM.II. E ART. 31 D.P.R. 380/01 E SS.MM.II”; - del parere tecnico favorevole ivi richiamato, degli atti istruttori nonché di ogni altro atto e comportamento preordinato, consequenziale e connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: deliberazione consiliare di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un immobile abusivo
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore ipotecario)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, cessionaria del credito ipotecario gravante su un immobile oggetto di una procedura esecutiva, ha impugnato la deliberazione con cui il Comune aveva disposto l'acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001 e dell'art. 6 l.r. 23/1985. Sono stati dedotti l'imprecisa individuazione delle porzioni edilizie oggetto dell'acquisizione e, soprattutto, la lesione del diritto di ipoteca, poiché l'acquisizione era stata disposta senza considerare tale diritto. Nel corso del giudizio il Comune ha sostenuto di avere deciso di destinare il bene ad alloggi di edilizia economica popolare, producendo note del Sindaco e del Responsabile dell'Ufficio tecnico, una proposta ad A.R.E.A. e il successivo riscontro positivo dell'agenzia regionale. La ricorrente ha contestato che tale destinazione potesse ritenersi perfezionata in assenza della conclusiva deliberazione del Consiglio comunale. Il Comune ha inoltre eccepito la tardività della censura fondata sulla sentenza della Corte costituzionale n. 160/2024, eccezione già respinta con la sentenza non definitiva n. 1077/2025.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza di rinvio del Comune, non ricorrendo ipotesi eccezionali idonee a giustificarla. Nel merito ha ritenuto dirimente che, secondo la relazione del Segretario comunale, la procedura di destinazione dell'immobile a pubblico servizio non fosse conclusa, non essendo stata adottata la determinazione finale del Consiglio comunale. Di conseguenza, allo stato, il bene non poteva considerarsi destinato a un pubblico servizio e doveva essere preservato il diritto di ipoteca della ricorrente, secondo i principi desunti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 160/2024 e dall'ordinanza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 10933/2025. Il motivo relativo alla mancata salvaguardia dell'ipoteca è stato ritenuto fondato e assorbente rispetto agli ulteriori profili di censura. La deliberazione consiliare è stata pertanto annullata. Le spese sono state integralmente compensate per la complessità e peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'immobile abusivo deve essere esercitata nel rispetto della tutela del diritto di ipoteca secondo i principi richiamati dal giudice.
art. 6 l.r. Sardegna 23/1985
Costituisce la base regionale richiamata nella deliberazione comunale per l'acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale.
sentenza Corte costituzionale 3 ottobre 2024, n. 160
Il diritto di ipoteca sull'immobile abusivo deve essere preservato quando il bene non sia stato effettivamente destinato a un pubblico servizio.
ordinanza Corte di cassazione, Sezioni Unite, 25 aprile 2025, n. 10933
La sorte del diritto di ipoteca dipende dalla circostanza che il Comune abbia o meno deciso di destinare l'immobile abusivo a servizio pubblico; nel caso concreto la destinazione non era perfezionata.
Massime di principio
- L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un immobile abusivo non può pregiudicare il diritto di ipoteca quando il bene non sia stato effettivamente e definitivamente destinato a un pubblico servizio.
- La destinazione di un immobile abusivo a pubblico servizio non può ritenersi perfezionata sulla base di mere note degli organi comunali, di una proposta all'ente competente e del relativo assenso, se manca la conclusiva determinazione dell'organo comunale competente.
- Quando la procedura di destinazione a pubblico servizio è ancora pendente, il giudice amministrativo deve valutare la situazione esistente al momento della decisione e, in assenza di destinazione perfezionata, annullare l'acquisizione disposta senza salvaguardare il diritto di ipoteca.
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