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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10341/2025 del 14/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che, in rito abbreviato, aveva confermato l'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata a frodi tributarie e al riciclaggio nel commercio di prodotti petroliferi (attiva dal 2017 al 2020) e aveva attribuito a ciascuno ruoli diversi (Amoroso, Anastasio e Sabatino apicali; Grutteria mero associato). Le censure contestavano, a vario titolo: insufficiente specificazione o prova dei reati tributari e dell'autoriciclaggio (anche in ordine alla sequenza temporale tra reati-fine e autoriciclaggio); errata qualificazione dei ruoli (capo/promotore/organizzatore vs. mero partecipe); mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; utilizzabilità delle intercettazioni (legittimità delle autorizzazioni, revoca del decreto, uso di trojan, acquisizioni da altri procedimenti, termini di iscrizione nel registro degli indagati); incompetenza territoriale; e profili di vizio di motivazione e incompletezza delle risposte alle deduzioni difensive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi di Sabatino Salvatore e di Anastasio Mattia (rigettandoli come infondati), ha dichiarato inammissibile il ricorso di Amoroso Salvatore per motivi manifestamente infondati, mentre ha ritenuto fondato il ricorso di Grutteria Aldo. Per Grutteria la Corte ha rilevato una contraddittorietà nella motivazione di merito (assoluzione per autoriciclaggio e contemporanea conferma della partecipazione associativa sulla scorta degli stessi fatti) e ha accolto il ricorso, con conseguente annullamento della statuizione impugnata e rinvio al giudice di merito per gli accertamenti necessari. Complessivamente, la prevalenza della decisione favorevole all'Amministrazione della pubblica accusa è risultata sui restanti ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    La Corte conferma la distinzione tra promotore, organizzatore e capo: la norma non è indeterminata; la qualifica di capo/promotore/organizzatore può essere attribuita sulla base della concreta attività e responsabilità direzionale anche se il ruolo è assunto successivamente alla costituzione del sodalizio

  • art. 648-ter.1 cod. pen. (autoriciclaggio)

    L'autoriciclaggio può sussistere quando i reati presupposto abbiano già prodotto una provvista illecita; la Corte ha ritenuto che, nella fattispecie, l'organizzazione e i reati-fine avevano prodotto riserve patrimoniali oggetto di successiva attività di ripulitura, consentendo la configurazione dell'autoriciclaggio

  • art. 133 cod. pen. (circostanze attenuanti generiche)

    Il giudice di merito può negare le attenuanti generiche valorizzando anche un solo parametro ritenuto prevalente (es. modalità organizzate e perduranti del reato, pericolosità sociale); la Corte di legittimità ritiene legittima una decisione motivata che si fondi su tale elemento

  • d.lvo n. 74/2000 (reati tributari, art. 2 e art. 9 richiamati)

    La norma che disciplina alcune fattispecie tributarie (es. emissione e uso di fatture per operazioni inesistenti) non impedisce di per sé la ricostruzione dell'integrazione tra reati tributari e successiva attività di ripulitura dei proventi quando, come nel caso, esistano riscontri sulla provvista illecita e sul suo impiego

  • art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.

    La scelta del rito abbreviato preclude la possibilità di sollevare questioni di incompetenza territoriale in cassazione, secondo la giurisprudenza e la disposizione richiamata

  • artt. 266 e ss. cod. proc. pen. (intercettazioni)

    La Corte richiama la necessità che le censure sull'utilizzabilità delle intercettazioni in cassazione siano specifiche: chi le impugna deve indicare gli atti viziati e dimostrare l'incidenza sulla prova complessiva (prova di resistenza), pena l'inammissibilità per genericità

Massime di principio

  • La configurazione dell'autoriciclaggio richiede che esista una provvista illecita derivante da reati presupposto; quando l'attività associativa e i reati-fine hanno già prodotto riserve patrimoniali, l'autoriciclaggio può essere valutato anche se alcune violazioni fiscali sono di tipo "dichiarativo"
  • La qualificazione del ruolo (capo, promotore, organizzatore o mero partecipe) si basa sulla ricostruzione fattuale delle funzioni svolte e non è esclusa dalla durata breve della partecipazione: anche un ingresso successivo può comportare responsabilità apicali se emergono compiti direttivi o di coordinamento
  • In cassazione le doglianze processuali sulle intercettazioni devono essere formulate con specificità (indicare atti, vizi e incidenza sulla prova); l'eliminazione di elementi non è sufficiente a far propendere per l'annullamento se la restante prova è resistente
  • La scelta del rito abbreviato limita la possibilità di sollevare alcune eccezioni procedurali (es. incompetenza territoriale) in sede di impugnazione successiva
  • Il diniego delle attenuanti generiche può fondarsi su un solo elemento considerato prevalente (per es., modalità organizzata, ampiezza del profitto, assenza di scrupoli): la valutazione del giudice di merito è rimessa alla discrezionalità purché motivata
  • Contraddizioni tra assoluzioni e condanne su profili strettamente connessi (es. assoluzione per autoriciclaggio ma conferma della partecipazione associativa basata sugli stessi fatti) possono portare la Cassazione ad accogliere il ricorso e a disporre l'annullamento e il rinvio per chiarimenti o nuovo esame

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