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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32113/2025 del 26/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di ricettazione, deducendo: 1) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine all'affermazione di responsabilità ex art. 648 c.p., sostenendo che la motivazione fosse illogica e contraddittoria; 2) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine al mancato riconoscimento della circostanza attenuante del fatto di particolare tenuità di cui all'art. 648, comma 4, c.p. In entrambi i motivi la Corte rileva che il ricorrente si è limitato a riproporre questioni già dedotte in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata e offrendo solo una lettura alternativa del merito. La Corte d'appello aveva valorizzato, ai fini della responsabilità, il possesso del motoveicolo, la disponibilità delle chiavi, il tentativo di dissimulare il possesso, lo stato del mezzo con numeri di matricola abrasa e targa di provenienza furtiva apposta, ritenendo non credibile la giustificazione fornita dall'imputato. Quanto alla tenuità, aveva escluso la modestia del valore del bene ricettato in ragione delle caratteristiche e condizioni del motoveicolo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché meramente reiterativo delle deduzioni già svolte in appello e perché non si confrontava realmente con la motivazione di merito, limitandosi a proporre una diversa lettura dei fatti. Ha ritenuto inammissibile anche il secondo motivo, anch'esso reiterativo e privo di confronto con la motivazione della Corte territoriale, la quale aveva escluso la particolare tenuità del fatto per la non modestia del valore del bene ricettato. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Norma incriminatrice della ricettazione, richiamata per censurare l'affermazione di responsabilità penale del ricorrente.

  • art. 648, comma 4, c.p.

    Prevede l'attenuante della particolare tenuità; la Corte ribadisce che essa va esclusa quando il valore del bene ricettato non sia particolarmente lieve.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile il motivo di ricorso che si limiti a riprodurre censure già proposte in appello e disattese dal giudice di merito, senza un effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una mera rivalutazione del fatto o una lettura alternativa del compendio probatorio, quando la motivazione di merito sia logica, coerente e completa.
  • In tema di ricettazione, la responsabilità può essere desunta da indici fattuali quali il possesso del bene, la disponibilità delle chiavi, i tentativi di dissimulazione, lo stato del mezzo e gli elementi oggettivi che ne rivelino la provenienza illecita, se apprezzati con motivazione non illogica.
  • La circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto in materia di ricettazione richiede che il valore del bene sia effettivamente modesto; deve escludersi quando il bene presenti caratteristiche e condizioni incompatibili con un apprezzamento di lieve entità.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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