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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18362/2024 del 09/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di restituzione in termine per proporre impugnazione avverso sentenze della Corte di appello di Perugia (12/10/2021 e 10/10/2022). Il ricorrente sostenne di essere stato assente ai processi perché detenuto, di non aver ricevuto comunicazione degli atti e delle date di udienza, di non essere stato tradotto in udienza e di non aver mai avuto contatti con il difensore di ufficio; affermò di aver avuto conoscenza dei provvedimenti solo il 26/04/2023 in occasione della notifica dell'ordine di esecuzione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto la domanda generica e non chiara quanto all'oggetto (non è stato specificato con precisione quale sentenza si impugnasse). In particolare, riguardo alla sentenza del 10/10/2022 è emersa prova documentale che l'imputato era assistito da due difensori di fiducia (non da un difensore d'ufficio), che aveva eletto domicilio presso un terzo difensore e che il decreto di citazione per il giudizio di appello gli era stato notificato personalmente il 26/08/2022 presso la Casa Circondariale di Brindisi, sicché sussisteva conoscenza effettiva del processo. Non risultano nullità assolute o insanabili né incolpevole mancata conoscenza tali da giustificare la reintegrazione nel termine. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sentenza Sezioni Unite n. 15498 del 26/11/2020 (Lovric)

    Richiamata come principio giurisprudenziale: per ottenere la restituzione in termini occorre dimostrare l'incolpevole mancata conoscenza del processo e/o l'esistenza di nullità assolute e insanabili; non è sufficiente la mera asserzione di assenza o detenzione

Massime di principio

  • Specificare con precisione quale provvedimento si impugna (data e numero) e fornire prove documentali riferite a ciascuna sentenza
  • La detenzione del ricorrente non determina automaticamente il diritto alla restituzione in termini: è necessario provare l'incolpevole mancata conoscenza del giudizio
  • La notifica personale della citazione, l'elezione di domicilio e l'assistenza da parte di difensori di fiducia sono elementi che, se documentati, dimostrano conoscenza effettiva del processo
  • Le eventuali nullità devono essere dedotte tempestivamente in udienza o con impugnazione; solo le nullità assolute e insanabili possono giustificare la reintegrazione tardiva
  • Per aumentare le possibilità di successo occorre produrre documenti specifici (atto di notifica, decreto di citazione, atti che provino l'inesistenza di contatti con il difensore, certificazioni di mancata traduzione) e non restare su generiche deduzioni
  • Il mancato rispetto di requisiti formali o la genericità del ricorso possono determinarne l'inammissibilità e l'obbligo di pagare le spese e somme alla Cassa delle ammende
  • Valutare tempestivamente, prima della notifica dell'ordine di esecuzione, tutte le vie di impugnazione disponibili (ricorso per cassazione, deduzioni in udienza) per non pregiudicare i termini

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