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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17816/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Bari che aveva rigettato la richiesta di convalida dell'arresto per cessione di due dosi di marijuana; il ricorrente deduceva violazione di legge sostenendo che sussistessero gli estremi della flagranza o, comunque, della cosiddetta "quasi flagranza", sulla base dell'osservazione diretta dello scambio da parte degli operanti, del ritrovamento di numerose bustine autosigillanti e della somma di denaro in possesso dell'arrestato, nonché delle dichiarazioni e del sequestro sul cessionario.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, statuendo che l'arresto di SUMBUNDU è stato legittimamente eseguito. La Corte ha ritenuto congrua la valutazione della flagranza sulla base del verbale in cui gli operanti riferivano di aver notato la cessione, e, comunque, ha ritenuto integrati gli elementi della "quasi flagranza" alla luce del possesso da parte dell'arrestato di 86 bustine autosigillanti, della somma di 50 euro (con tagli corrispondenti al prezzo dichiarato dal cessionario), del sequestro di due bustine di marijuana al cessionario e delle dichiarazioni coerenti di quest'ultimo.

Norme richiamate

  • art. 382, comma 1, cod. proc. pen.

    "è in stato di flagranza chi viene colto nell'atto di commettere il reato"

    La Corte applica la prima parte dell'art. 382, ritenendo che l'osservazione diretta dello scambio configurabile nel verbale rientri nella nozione di flagranza e giustifichi l'arresto

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 38404 del 19/06/2019 (Rencricca, Rv. 277187 - 01)

    "l'integrazione dell'ipotesi di c.d. 'quasi flagranza' ... non richiede che la polizia giudiziaria abbia diretta percezione dei fatti ... bensì degli elementi idonei a farle ritenere sussistente, con altissima probabilità, la responsabilità"

    La Corte richiama il principio per affermare che anche in assenza di percezione diretta dello scambio la contemporanea presenza di elementi materiali (bustine, denaro suddiviso, esito perquisizione del cessionario, dichiarazioni) può integrare la quasi flagranza, purché sia ravvisabile un'alta probabilità di responsabilità e la prossimità temporale dell'evento

Massime di principio

  • La flagranza di reato sussiste quando l'agente viene colto nell'atto di commettere il reato; la documentazione dell'osservazione nel verbale è fondamentale.
  • La "quasi flagranza" può essere configurata anche senza percezione diretta dello scambio, se sono presenti elementi concreti e connessi (es.: molteplici bustine autosigillanti, denaro frazionato compatibile col prezzo della cessione, esiti di perquisizioni e dichiarazioni del cessionario) che rendono altamente probabile la responsabilità e la immediata antecedenza del fatto.
  • Il possesso di materiali tipici dell'attività di spaccio (piccole bustine, bilancini, somme di denaro suddivise) assume rilevanza probatoria rilevante in sede di convalida dell'arresto quando sia collegato ad osservazioni e riscontri immediati.
  • Per la legittimità dell'arresto è essenziale documentare con precisione tempi, circostanze e elementi raccolti (verbali, sequestri, dichiarazioni) per dimostrare la sussistenza della flagranza o della quasi flagranza.
  • Non è sufficiente il sospetto generico: la valutazione deve mostrare una "alta probabilità" che l'indiziato abbia compiuto il reato nell'immediato anteriore alla sorpresa; in assenza di tale probabilità l'arresto può essere dichiarato illegittimo.
  • In situazioni analoghe, se gli elementi sono meno chiari o mancanti, è prudente procedere a ulteriori accertamenti immediati prima dell'arresto o, quantomeno, descrivere dettagliatamente nel verbale le ragioni dell'intervento e i riscontri oggettivi ottenuti.

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