Sentenza n. 931/2026 - Catania, Sezione 5
per l'accertamento del silenzio-rifiuto asseritamente formatosi sull'atto stragiudiziale inviato per pec in data 23/10/2025, attraverso il quale il Comune di Belpasso è stato diffidato a procedere immediatamente ad una nuova pianificazione dei lotti di terreno, di proprietà del ricorrente, catastati al foglio di mappa 36 particelle 16, 18 e 19, a seguito della dedotta scadenza dei vincoli preordinati all'esproprio su di essi gravanti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull'istanza di riclassificazione urbanistica dei terreni a seguito della dedotta scadenza dei vincoli preordinati all'esproprio
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, proprietario di tre particelle interessate da destinazioni urbanistiche in parte agricole, in parte edificatorie e in parte finalizzate ad attrezzature scolastiche, viabilità e spazi pubblici, ha diffidato il Comune a procedere a una nuova pianificazione dell'area, ritenendo decaduti i vincoli preordinati all'esproprio per decorso del termine massimo di efficacia. Ha quindi impugnato il silenzio asseritamente formatosi sull'istanza, chiedendo l'accertamento dell'obbligo del Comune di procedere alla nuova pianificazione o, in caso di reiterazione dei vincoli, di riconoscere il relativo indennizzo, con assegnazione di un termine e nomina di un commissario ad acta. Il Comune, pur regolarmente intimato, non si è costituito. Il ricorrente ha dedotto la violazione dell'art. 2 l. 241/1990, sostenendo che l'amministrazione fosse obbligata a concludere il procedimento con un provvedimento espresso.
La decisione
Il ricorso è stato accolto nei limiti precisati in motivazione. Il TAR ha accertato l'illegittimità dell'inerzia comunale e ha ordinato al Comune di pronunciarsi con un provvedimento espresso sull'istanza di riclassificazione urbanistica entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o, se anteriore, dalla sua notificazione. Il giudice ha chiarito che la decadenza di un vincolo preordinato all'esproprio determina un vuoto di disciplina urbanistica che il Comune deve colmare, riconoscendo al proprietario un interesse legittimo pretensivo all'esercizio della funzione di governo del territorio. Tuttavia, l'accoglimento non comporta l'obbligo di attribuire una specifica destinazione urbanistica né di accogliere la richiesta del proprietario: la scelta della destinazione resta affidata alla discrezionalità dell'amministrazione, purché sia adottato un provvedimento espresso e congruamente motivato. Anche qualora i vincoli fossero qualificabili come conformativi, e quindi non soggetti a decadenza quinquennale né a obbligo di ritipizzazione, il Comune avrebbe comunque dovuto esaminare l'istanza e concludere il procedimento con un provvedimento espresso, eventualmente in forma semplificata. Per l'eventuale persistente inerzia è stato nominato commissario ad acta il direttore generale del Dipartimento Urbanistica dell'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, con facoltà di delega. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge, se dovuti.
Norme richiamate
art. 2 l. 241/1990
se ravvisano la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda, le pubbliche amministrazioni concludono il procedimento con un provvedimento espresso redatto in forma semplificata, la cui motivazione può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo
L'amministrazione è tenuta a concludere con un provvedimento espresso anche le istanze eventualmente infondate, inammissibili o non accoglibili; nel caso concreto, il Comune doveva pronunciarsi sull'istanza di riclassificazione urbanistica.
art. 2 l.r. Sicilia 21 maggio 2019, n. 7
Richiamato dal giudice quale ulteriore fondamento dell'obbligo dell'amministrazione regionale siciliana di concludere il procedimento con un provvedimento espresso.
art. 97 Cost.
Richiamato in relazione ai doveri di correttezza e buona amministrazione che impongono, in presenza di una potestà amministrativa e di un'istanza non abnorme, una pronuncia espressa.
art. 71 d.P.R. 115/2002
Richiamato per il termine di cento giorni entro il quale il commissario ad acta deve presentare la parcella relativa al compenso, a pena di decadenza.
Massime di principio
- La decadenza di un vincolo urbanistico preordinato all'esproprio, per inutile decorso del termine di efficacia, determina un vuoto di disciplina che il Comune è obbligato a colmare mediante l'integrazione o la nuova pianificazione dello strumento urbanistico.
- Il proprietario di un'area interessata da un vincolo espropriativo decaduto vanta un interesse legittimo pretensivo all'esercizio della funzione comunale di governo del territorio e può agire contro il silenzio formatosi sull'istanza di nuova destinazione urbanistica.
- L'accoglimento dell'azione avverso il silenzio obbliga l'amministrazione ad adottare un provvedimento espresso, ma non predetermina il contenuto della scelta urbanistica: la destinazione da attribuire all'area resta rimessa alla discrezionalità comunale, da esercitare in coerenza con la disciplina generale e con l'interesse pubblico al corretto assetto del territorio.
- Anche quando l'istanza del privato sia infondata, inammissibile o non accoglibile, l'amministrazione deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso, eventualmente redatto in forma semplificata e con motivazione sintetica.
- I vincoli conformativi, distinti da quelli espropriativi, non decadono per il decorso del quinquennio e non impongono di per sé la ritipizzazione dell'area; ciò non esclude, tuttavia, l'obbligo dell'amministrazione di esaminare e definire espressamente un'istanza del proprietario quando sussista il dovere di provvedere.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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