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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17172/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il sequestro di titoli e somme fino a 10.106,54 euro disposto dal Gip per reati di falso materiale (anche con l'aggravante della fidefacienza) e truffa aggravata, deducendo principalmente: incompetenza funzionale del Gip in presenza di un procedimento parallelo per il quale era intervenuta la citazione a giudizio; violazione del principio del ne bis in idem; difetto della motivazione sul periculum in mora necessario per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; carenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari. Il ricorso per cassazione si basava su presunte violazioni degli artt. 325, 317 comma 2 e 321 comma 2 cod. proc. pen.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso fosse autosufficientemente viziato perché non accompagnato dagli atti del procedimento parallelo (che avrebbero dovuto comprovare la perdita di competenza del Gip), e quindi la censura sull'incompetenza non era documentata. Quanto al periculum in mora, la Corte ha ritenuto che la motivazione del Gip fosse conforme agli orientamenti delle Sezioni Unite: era presente una motivazione sintetica ma efficace circa il rischio che i beni potessero essere modificati, dispersi, utilizzati o alienati, e l'ordinanza di riesame si era attestata sulla stessa linea argomentativa, formando con il decreto di primo grado un corpo decisionale unitario. Per tali ragioni il motivo è stato considerato manifestamente infondato o precluso. La Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen. (sequestro preventivo)

    Richiesto il requisito del periculum in mora per il sequestro finalizzato alla confisca; la motivazione può essere concisa se spiega il rischio di dispersione, modificazione o alienazione dei beni, come chiarito dalle Sezioni Unite

  • art. 240 cod. pen. (confisca)

    Il sequestro preventivo volto alla futura confisca deve essere giustificato in relazione alla necessità di anticipare l'effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio

  • art. 317 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di competenza funzionale; la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, dopo il decreto che dispone il giudizio e prima della trasmissione degli atti, la competenza a disporre il sequestro può spettare al Gup e chi eccepisce l'incompetenza deve allegare gli elementi comprovanti la perdita di competenza

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorso nell'ambito delle censure; la Corte ha ritenuto che l'assenza di documenti relativi al procedimento parallelo impedisse di sostenere adeguatamente l'eccezione di incompetenza o il vizio derivante dal presunto ne bis in idem

  • art. 476, comma 2 e art. 482 cod. pen. (falso materiale e aggravante)

    Norme sostanziali richiamate per qualificare i fatti contestati (falsificazione di modelli di versamento F23 e attestazione di pagamenti diversi o inesistenti)

  • art. 640 comma 1 n. 1 cod. pen. (truffa)

    Reato posto alla base del sequestro per equivalente, integrato dagli artifici e raggiri costituiti dalle falsificazioni

  • art. 12-bis d.lgs. 74/2000 e art. 648-ter cod. pen.

    Norme richiamate in relazione agli effetti e alle finalità del sequestro funzionale alla confisca nel contesto dei reati fiscali e patrimoniali

  • art. 640-quater e art. 322-ter cod. pen.

    Richiamate in relazione al sequestro per equivalente connesso ai reati di truffa e alle misure cautelari reali

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per i limiti di enunciazione del motivo nel ricorso in cassazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e all'equa somma inflitta alla parte ricorrente per inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti in materia di misure cautelari reali è ammissibile solo per violazione di legge e richiede che le doglianze riguardino un difetto assoluto o minimale della motivazione; non è possibile trasformare in cassazione questioni fattuali non adeguatamente istruite in grado di merito
  • Chi eccepisce l'incompetenza funzionale del giudice in presenza di procedimenti paralleli deve allegare e depositare gli atti che comprovino la trasmissione o la citazione a giudizio nel procedimento concorrente, altrimenti la censura è generica e destinata a essere dichiarata inammissibile
  • Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca l'onere motivazionale sul periculum in mora può essere assolto con motivazione sintetica che indichi il concreto rischio di dispersione, modificazione, utilizzo o alienazione dei beni; la motivazione del Gip e quella del riesame possono essere lette congiuntamente (cd. doppia conforme)
  • Le censure sul presunto ne bis in idem richiedono prova dell'identità del fatto e della contemporanea pendenza dei procedimenti; senza documentazione probatoria la censura è generica
  • La Corte non riesamina libere valutazioni di merito o fattuali profonde effettuate dal giudice del merito se il ricorso per cassazione è limitato a profili di illegittimità di legge e la motivazione impugnata non presenta i vizi estremi richiesti per l'annullamento

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