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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47568/2024 del 30/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava: 1) violazione di legge e vizio di motivazione ex art. 273 c.p.p., per omesso esame delle deduzioni difensive e per una valutazione eccessivamente congetturale della partecipazione della ricorrente all'associazione dedita al narcotraffico e al suo ruolo nella coltivazione/produzione di stupefacenti; 2) violazione di legge e vizio di motivazione sulle esigenze cautelari, sostenendo che il pericolo di reiterazione fosse superato o comunque non attuale (cessazione dell'attività di coltivazione dopo la perquisizione del 25/11/2022, vendita dell'azienda agricola, trasferimento e attività lavorativa della ricorrente, assenza di rapporti recenti con i finanziatori catanesi).

La decisione

La Corte ha respinto il primo motivo ritenendo sufficiente la valutazione del Tribunale sulla sussistenza di un sodalizio dedito alla coltivazione, produzione e vendita di stupefacenti e sul ruolo attivo della ricorrente, valorizzando intercettazioni, videoriprese, perquisizione con rinvenimento di piantagione e ingente quantitativo di droga e il quadro relazionale tra i soggetti coinvolti. Ha però accolto il secondo motivo in parte, ritenendo che il Tribunale non abbia adeguatamente valutato tutte le circostanze difensive utili a verificare se la presunzione di pericolo (art. 275, comma 3, d.P.R. 309/1990) fosse effettivamente superata; perciò ha annullato in parte l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Caltanissetta per un nuovo giudizio specifico sul profilo cautelare, rigettando il ricorso per il resto.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per censurare omissioni di motivazione e mancato esame delle deduzioni difensive; la Corte ha ritenuto che, pur richiedendo adeguata considerazione delle argomentazioni difensive, la valutazione complessiva del Tribunale fosse sufficientemente motivata rispetto alla configurazione del sodalizio.

  • art. 275, comma 3, d.P.R. 309/1990

    Prevede una presunzione cautelare nei reati di cui al titolo sugli stupefacenti; la Corte ha confermato che tale presunzione è operativa ma richiede che il giudice valuti compiutamente gli elementi difensivi volti a superarla: la mancata e completa valutazione di tali elementi sul tema del pericolo di reiterazione ha giustificato l'annullamento parziale e il rinvio per nuovo esame.

Massime di principio

  • La configurazione di un "sodalizio" per reati di stupefacenti può fondarsi su intercettazioni, videoriprese, rinvenimento di piantagioni/quantitativi rilevanti e sulla ripetitività/organizzazione delle condotte; non è decisiva la durata limitata del periodo di osservazione né l'assenza di una cassa comune se è dimostrato un contributo consapevole del singolo.
  • La persistenza del pericolo di reiterazione non va data per scontata: il giudice deve esaminare e motivare espressamente le deduzioni difensive che documentino la cessazione dell'attività illecita (es. sequestri/perquisizioni intervenute, vendita dell'azienda base dell'attività, trasferimento e condizioni lavorative della persona).
  • La presunzione cautelare prevista dalla normativa sugli stupefacenti può essere superata, ma ciò richiede un'analisi personologica e socio-ambientale concreta e aggiornata; decisioni apodittiche sul rischio di reiterazione sono suscettibili di annullamento e rinvio.
  • In sede di impugnazione è efficace segnalare elementi specifici che possano incidere sulla misura cautelare (cessazione dell'attività, distruzione o alienazione della base materiale, mancanza di contatti recenti con coindagati, comprovata attività lavorativa altrove), obbligando il giudice a valutare se la presunzione cautelare è stata effettivamente superata.

Testo integrale

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