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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09328/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva negato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. e, in sostanza, anche la configurabilità di un fatto di lieve entità. Il ricorrente ha contestato il diniego del beneficio, sostenendo che la condotta sarebbe stata meritevole di esclusione della punibilità; la Corte di cassazione rileva però che le doglianze sono generiche e mirano soltanto a una diversa lettura delle risultanze istruttorie. Il caso concreto riguarda il porto al di fuori dell'abitazione di una mazza da baseball, occultata in modo contingente e pronta all'uso offensivo o minatorio; la Corte di appello ha valorizzato la potenzialità offensiva dell'oggetto, le modalità di occultamento, le dimensioni del bene, ulteriori modalità del fatto e la negativa personalità dell'agente per escludere sia la particolare tenuità sia la lieve entità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto incensurabile il diniego della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., poiché la motivazione della Corte di appello era congrua e conforme ai criteri dell'art. 133, comma 1, c.p., e comunque sufficiente anche in via implicita. Ha inoltre ritenuto non sindacabile in sede di legittimità la valutazione di esclusione della lieve entità del fatto. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non emergendo elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle peculiarità concrete della fattispecie; il diniego è legittimo se sorretto da motivazione che evidenzi la non minimale offensività della condotta.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    I parametri di valutazione della particolare tenuità sono le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l'entità del danno o del pericolo; il giudice deve indicare quelli ritenuti rilevanti.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa, a una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel valutare la particolare tenuità del fatto, il giudice di merito deve compiere un apprezzamento complessivo della concreta offensività, ancorato ai criteri dell'art. 133, comma 1, c.p., e motivare sui profili ritenuti decisivi.
  • Il diniego dell'art. 131-bis c.p. può risultare sufficientemente motivato anche in forma implicita, quando dalla qualificazione della condotta emerga chiaramente l'esclusione della tenuità del fatto.
  • Le censure che si limitano a contrapporre una diversa lettura delle prove o a dedurre in modo generico la astratta applicabilità del beneficio non sono deducibili in cassazione se la motivazione di merito è coerente e non manifestamente illogica.
  • La valutazione sulla lieve entità del fatto, se fondata su elementi fattuali apprezzabili in sede di merito, non è sindacabile in cassazione quando la doglianza tende soltanto a rivalutare il merito.
  • In caso di ricorso inammissibile, la condanna alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende presuppone l'assenza di elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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