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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38455/2025 del 27/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello con tre motivi principali: (1) travisamento delle prove e manifesta illogicità della motivazione in relazione agli accertamenti dei testimoni di polizia (Carrara, Matranga, Vassallo), in particolare per una presunta discordanza sulla data dell'intervento (24/25 maggio 2014 vs. data contestata 06/11/2014) e per la mancanza di correlazione fra testimonianze e atto di imputazione; (2) travisamento probatorio anche sotto il profilo degli indizi (contatti telefonici e presenza in luogo) e contraddittorietà nel valutare la stessa risultanza (la vicinanza al furgone) in modo diverso rispetto al coimputato Saitta, con conseguente vizio nell'applicazione dell'art. 192 c.p.p. e nel giudizio indiziario; (3) violazione di legge nella determinazione della pena (artt. 625 e 648 c.p.), sostenendo che il Tribunale di primo grado avrebbe implicitamente applicato la fattispecie attenuata della ricettazione (quarto comma art. 648 c.p.) e che la Corte d'appello, modificando la pena, avrebbe illegittimamente aggravato la posizione dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto tutti i motivi infondati e ha rigettato il ricorso. In particolare: (i) ha ritenuto che la discordanza apparente sulla data indicata dai testi di polizia fosse un mero errore materiale non rilevante ai fini della correlazione col fatto contestato (che era avvenuto il 06/11/2014); (ii) ha confermato la correttezza della valutazione indiziaria della Corte d'appello che ha ritenuto provata la disponibilità del furgone da parte di Pecora sulla base delle circostanze di fatto e delle massime di esperienza; (iii) ha escluso che il Tribunale di primo grado avesse riconosciuto l'attenuante di particolare tenuità del valore (art. 648, comma 4, cod. pen.), ritenendo tra l'altro che il bene ricettato (un furgone) non fosse idoneo a giustificare tale attenuante; (iv) ha affermato che la rideterminazione della pena da parte del giudice d'appello, entro i limiti consentiti dalla giurisprudenza, non integra reformatio in peius illegittima. Nel complesso la condanna per ricettazione nei confronti di Pecora è stata quindi confermata e il ricorso rigettato.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Consente il ricorso per cassazione per 'contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione' (valutato nella sentenza e ritenuto non sussistente perché le motivazioni di merito sono state ritenute coerenti e fondate)

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Riguarda i motivi per inosservanza o falsa applicazione di norme penali (invocato rispetto agli artt. 625 e 648 c.p. in tema di determinazione della pena), ma la Corte ha ritenuto la censura infondata

  • art. 192 c.p.p.

    Regola la valutazione della prova e gli indici di gravità, univocità e concordanza per le prove indiziarie; la Corte ha ritenuto che la valutazione degli indizi effettuata dalla Corte d'appello fosse conforme alle 'massime di esperienza' e logica

  • art. 648 c.p.

    Norma sulla ricettazione e sulla possibile ipotesi attenuata (quarto comma) per beni di particolare tenuità: la Corte ha escluso che il Tribunale di primo grado avesse riconosciuto tale attenuante e ha ritenuto inidoneo il bene (un furgone) a rientrarvi

  • art. 625 c.p.

    Norma sul furto; contestata nella prospettiva della determinazione del reato più grave ai fini del cumulo/continuazione e della determinazione della pena, ma la Cassazione ha ritenuto coerente la motivazione dei giudici di merito

Massime di principio

  • Una discordanza apparente di date o dettagli testimonialespuò essere qualificata come errore materiale se il complesso delle dichiarazioni e degli atti dimostra la connessione col fatto contestato; non sempre giustifica annullamento o riforma
  • In tema di prova indiziaria la Corte di legittimità sindaca la correttezza, completezza e logicità del ragionamento, ma non fa un nuovo esame dei fatti: è ammesso l'apprezzamento degli indizi secondo le massime di esperienza del giudice di merito
  • La presenza vicino a un bene provento di reato, se unita a circostanze (ora del giorno/notte, modalità di trovamento, comportamento, posizione isolata) può costituire elemento decisivo per ritenere la disponibilità e la ricettazione, purché il ragionamento sia coerente e non suscettibile di spiegazioni equivalenti
  • Diversi esiti per coimputati non sono necessariamente contraddittori se le risultanze processuali oggettivamente differiscono (es.: luogo più frequentato vs luogo defilato, distanza dagli oggetti, ruolo e comportamento degli indagati)
  • Per il riconoscimento dell'attenuante 'di particolare tenuità' nella ricettazione è richiesto che il bene abbia valore concretamente esiguo; beni di valore non modesto (es. un furgone) ostano al riconoscimento dell'attenuante
  • Il giudice d'appello può, in determinati limiti e senza violare il divieto di reformatio in peius, rideterminare la pena per i reati residui dopo proscioglimento/assoluzione di altri reati, purché non si superino i limiti stabiliti dalla legge e dalla giurisprudenza
  • In cassazione, le censure di 'travisamento della prova' richiedono di dimostrare che la motivazione è contraddittoria, illogica o priva di qualsiasi appiglio probatorio; mere alternative esplicative o valutazioni diverse dei medesimi fatti non sono di per sé sufficiente motivo di cassazione

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