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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38032/2022 del 07/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Antonini era stato condannato per omicidio colposo (art. 589 c.p.) in relazione a un investimento avvenuto il 4/8/2007. Il ricorso deduceva: (1) vizio di motivazione per non avere la sentenza di merito individuato con sufficiente precisione la condotta alternativa doverosa, cioè la velocità che il conducente avrebbe dovuto tenere (non è stata indicata la velocità adeguata ex ante né valutati i tempi di avvistamento e reazione in concreto); (2) violazione di legge con riguardo alla sospensione condizionale della pena subordinata allo svolgimento di attività non retribuita, contestando l'assenza della prova della non opposizione dell'imputato e la mancata indicazione della durata dell'attività.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato e ha dichiarato il secondo assorbito. Ha ritenuto la motivazione della corte d'appello carente perché non ha individuato ex ante la velocità adeguata né ha valutato compiutamente le circostanze concrete (caratteristiche dei veicoli incolonnati, diversi punti di vista degli osservatori, ecc.). Ha quindi annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Roma. Ha inoltre constatato che la prescrizione non è maturata, tenuto conto dei 271 giorni di sospensione intervenuti per astensioni del difensore.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    La norma è stata applicata nel senso di configurare omicidio colposo per l'investimento del pedone; la decisione censurata verteva sulla valutazione della colpa (inadeguatezza della velocità e mancata attenzione)

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 4, n. 40050 del 29/03/2018 - Lenarduzzi; Sez. 4, n. 32899 del 08/01/2021 - Castaldo)

    "nei reati colposi, qualora si assuma violata una regola cautelare cosiddetta 'elastica'... è necessario ... procedere ad una valutazione di tutte le circostanze del caso concreto"

    La Cassazione interpreta che, quando la regola cautelare è 'elastica' (es. adeguare la velocità alle circostanze), la motivazione deve individuare ex ante la condotta alternativa ragionevolmente idonea ad evitare l'evento, considerando tutte le circostanze concrete

Massime di principio

  • Nei reati colposi stradali l'accertamento della condotta alternativa doverosa non può limitarsi a un generico richiamo all'inadeguatezza della velocità: la motivazione deve individuare, ex ante, la velocità o il comportamento che, alla luce delle circostanze concrete, sarebbe stato ragionevolmente idoneo ad evitare l'evento
  • La valutazione dell'avvistabilità del pedone deve considerare gli ostacoli visivi concreti (altezza e caratteristiche dei veicoli incolonnati, punto di osservazione del conducente), e non può fondarsi su confronti con testimoni che si trovavano in posizione differente
  • La formula motivazionale astratta sulle 'condizioni di tempo e di luogo' o sulla prevedibilità dei pedoni non sostituisce l'obbligo di analizzare gli elementi fattuali rilevanti per stabilire la colpa
  • La Corte di Cassazione annulla e rinvia quando riscontra carenze logiche e probatorie nella motivazione relative all'efficienza causale della condotta antidoverosa
  • Sulle questioni di sospensione condizionale subordinate ad attività non retribuite occorre rispettare i profili procedurali (es. verifica dell'opposizione/consenso dell'imputato e indicazione della durata/mezzi), pena censure procedurali o di legittimità
  • La prescrizione può essere sospesa per determinati periodi legati a rinvii per astensione del difensore; in caso di rinvio per nuova decisione la verifica della decorrenza della prescrizione deve essere compiuta considerando tali sospensioni

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