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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16068/2024 del 17/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato il decreto del Tribunale delle misure di prevenzione di Bari che disponeva la confisca di prevenzione dei beni. Dedotte violazioni di legge e vizio di motivazione: omissione di motivazione sulla pericolosità generica; mancata prova della correlazione tra proventi delinquenziali e acquisizioni patrimoniali; esclusione della perizia di parte sui filmati di videosorveglianza; mancata valutazione dei contributi AGEA e dei ricavi in nero come giustificazione degli acquisti; questioni processuali relative a procure speciali mancanti per alcuni terzi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per motivi manifestamente infondati e non consentiti. Ha rilevato l'inammissibilità, per difetto di procura speciale, dei ricorsi presentati da Magno Riccardo e De Fato Raffaella in qualità di terzi interessati. Ha ritenuto infondati i motivi dei terzi Gianluca e Miriana, ribadendo i limiti del ricorso in Cassazione nel giudizio di prevenzione e confermando che la Corte d'appello ha adeguatamente motivato la sussistenza della pericolosità generica e la correlazione tra attività illecite e accrual patrimoniale. Ha confermato la legittimità della confisca di prevenzione e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ad una sanzione di euro 3.000 ciascuno a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b), c) ed e) cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai motivi di ricorso; la Corte osserva che i censure formulate tendevano a una rivalutazione del merito non consentita in Cassazione nel giudizio di prevenzione.

  • art. 1, comma 1, lett. b) d.lgs. n. 159/2011

    Definisce la pericolosità sociale per la prevenzione; la Corte ha ritenuto che la pericolosità generica fosse adeguatamente comprovata sulla base degli elementi fattuali ricostruiti.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato con riferimento ai poteri dei terzi interessati di dedurre la titolarità effettiva dei beni; la Corte ha precisato i limiti delle censure proponibili in Cassazione.

  • art. 4, comma 10, L. n. 575/1975 (richiamata)

    Richiamata nel contesto della disciplina delle misure di prevenzione; utilizzata per valutare limiti e presupposti della confisca di prevenzione.

  • art. 173 delle disp.att. cod. proc. pen.

    Richiamato per i limiti della motivazione riportata nei ricorsi, ai fini della sintesi delle ragioni nella motivazione della Corte.

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Riferito ai requisiti della procura speciale; la Corte ha rilevato l'assenza degli elementi tipici della procura speciale per due terzi interessati, determinando l'inammissibilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità dei ricorsi.

  • art. 4 legge 27/12/1956, n. 1423 e art. 3-ter, comma 2, legge 31/05/1965, n. 575

    Richiamati per delimitare la possibilità di ricorso in Cassazione nel giudizio di prevenzione, ossia la tutela limitata alle violazioni di legge e alla motivazione inesistente o meramente apparente.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 24/2019

    Usata come parametro interpretativo sui contorni della pericolosità generica: la Corte ha verificato che i requisiti (delitti abituali, profitti effettivi, rilevanza del profitto nel reddito) erano stati considerati dalla Corte d'appello.

Massime di principio

  • Nel giudizio di prevenzione il ricorso per Cassazione è ammesso principalmente per violazioni di legge o per motivazione inesistente o meramente apparente: non è ammessa semplice rivalutazione del merito.
  • I terzi interessati possono impugnare solo con censure relative alla propria titolarità o disponibilità dei beni e devono fornire prove dirette della proprietà; deduzioni meramente alternative o generiche sono inammissibili.
  • Per la partecipazione al giudizio di Cassazione è indispensabile la procura speciale che indichi espressamente il potere di proporre ricorso in Cassazione; procure limitate all'appello non sono sufficienti.
  • La confisca di prevenzione si fonda su una presunzione relativa di illecito acquisto: è sufficiente dimostrare, in modo ragionevole, che i beni provengono da attività criminose che hanno generato profitti congrui rispetto al valore dei beni, salvo prova contraria da parte dell'interessato.
  • La pericolosità generica, dopo Corte cost. n.24/2019, richiede l'accertamento di elementi specifici: delitti commessi abitualmente, che abbiano generato profitti e che tali profitti costituiscano componente significativa del reddito; il giudice può comunque valorizzare anche comportamenti non penalmente rilevanti nel valutare la pericolosità.
  • Le contestazioni relative a prove di parte (es. perizie, filmati) devono essere formulate tempestivamente e con argomentazioni precise: l'omessa ammissione o valutazione non basta se il giudice di merito ha compiutamente motivato il rigetto o l'irrilevanza delle stesse.
  • In presenza di ricostruzioni patrimoniali e accuse di sproporzione tra redditi dichiarati e livello di vita, la difesa deve fornire elementi concreti e documentati (es. fonti lecite, contributi AGEA debitamente documentati, ricavi neri con prova) per poter efficacemente contrastare la confisca di prevenzione.

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