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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8359/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente, quale terza interessata, ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli del 21/07/2023 avverso il rigetto dell'appello cautelare contro la decisione della Corte d'appello che aveva negato la restituzione delle somme sequestrate sul conto a lei intestato (salvo restituzione di € 5.800). Denuncia violazione di legge e vizio di motivazione: il tribunale avrebbe confermato il sequestro ex art. 240-bis cod. pen. ritenendo le somme nella disponibilità del marito condannato per reati di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990), senza prova della divergenza fra intestazione formale e effettiva titolarità; critica la motivazione che ha dedotto carenza di reddito della Lanza e la presunzione che gli acquisti (es. autovetture) siano stati finanziati con proventi illeciti, sostenendo inoltre che le somme ricavate da successive vendite avrebbero la stessa natura illecita e che i prestiti/fondii familiari non erano documentati quanto alla capacità di donare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza dei requisiti formali: la terza interessata che impugna ordinanze su misure cautelari reali deve conferire al difensore una procura speciale nelle forme previste dall'art. 100 c.p.p.; nel fascicolo era presente una procura speciale limitata espressamente al solo appello cautelare (grado determinato), quindi non estesa alla cassazione. Perciò non è stato esaminato il merito delle censure. Conseguenze: inammissibilità del ricorso, condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 100 cod. proc. pen.

    La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell'atto non e' espressa volontà diversa

    La Corte ha interpretato l'art. 100 nel senso che il terzo interessato deve conferire al difensore una procura speciale per la specifica impugnazione; se la procura è limitata a un grado (es. appello cautelare) non si estende automaticamente alla cassazione.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma che consente il sequestro dei beni di cui sia contestata la riconducibilità a reati di cui all'art. 73 d.P.R. 309/1990; nella sentenza è richiamata quale titolo del provvedimento di sequestro oggetto della restituzione.

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Richiamato come norma di riferimento per l'appello cautelare avverso provvedimenti di misure cautelari reali; non è stato comunque esaminato nel merito a causa dell'inammissibilità formale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso; applicata per la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla sanzione alla Cassa delle Ammende.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale sui reati in materia di stupefacenti: il marito della ricorrente è stato condannato per reati di questa specie, elemento da cui l'autorità giudiziaria ha tratto rilievo per il sequestro ex art. 240-bis; la decisione sulla congruità probatoria rispetto alla riconducibilità dei beni non è stata però esaminata in Cassazione per motivi formali.

Massime di principio

  • Il terzo interessato alla restituzione di beni sequestrati non può stare personalmente in giudizio: deve conferire una procura speciale al difensore nelle forme dell'art. 100 c.p.p.; senza tale procura il ricorso in cassazione è inammissibile.
  • Se la procura speciale è espressamente limitata a un determinato grado di giudizio (es. appello cautelare), questa non si presume estesa alla cassazione; per impugnare in Cassazione è necessaria una procura che copra espressamente quel grado o una nuova procura specifica.
  • La distinzione tra posizione dell'imputato/indagato e del terzo interessato è rilevante: l'imputato può essere rappresentato dal difensore senza procura speciale per l'impugnazione, mentre il terzo invece deve conferire la procura speciale.
  • In merito al contenuto probatorio delle opposizioni al sequestro ex art. 240-bis, il terzo che chiede la restituzione deve documentare la legittima provenienza delle somme (redditi, atti di donazione o prestiti con prova della capacità economica del donante, titolarità reale) e dimostrare la divergenza tra intestazione formale e disponibilità effettiva, al fine di contrastare la presunzione di provenienza illecita.
  • Le questioni formali (mancanza di procura, limiti della procura) possono determinare l'inammissibilità e impedire la valutazione del merito; pertanto è essenziale curare sia i profili di merito che quelli di legittimazione e di forma procedurale.

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