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Sentenza

Sentenza n. 2082/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la revocazione della sentenza n. 3946 del 2021 del Consiglio di Stato, Sezione Quarta.

Giustizia amministrativa202505646

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: sentenza del Consiglio di Stato n. 3946 del 2021, che aveva respinto l’appello contro la sentenza del TAR Campania - Salerno n. 1477 del 2014, relativa all’autorizzazione edilizia per la realizzazione di un muro di contenimento e di muri di recinzione

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione e controinteressati)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto la revocazione straordinaria della sentenza del Consiglio di Stato n. 3946 del 2021, deducendo il rinvenimento, dopo il passaggio in giudicato, di un documento decisivo ai sensi degli artt. 106 c.p.a. e 395, comma 1, n. 3, c.p.c., individuato nella sentenza della Corte di Appello di Salerno n. 199 del 2025, divenuta definitiva. Secondo la ricorrente, tale pronuncia avrebbe accertato la nullità delle delibere della cooperativa adottate dopo il completamento dell’assegnazione degli alloggi e, quindi, l’insussistenza del potere della cooperativa di deliberare sulla realizzazione del muro e di richiedere il titolo edilizio. La ricorrente ha inoltre sostenuto che il giudicato civile le avrebbe riconosciuto la legittimazione a impugnare le delibere cooperative e avrebbe dimostrato che, con il riscatto dell’intero edificio, erano cessati il vincolo cooperativo e i poteri gestori della cooperativa sulle parti comuni. Le parti resistenti hanno eccepito l’inammissibilità della revocazione, rilevando che la pronuncia civile era successiva e non costituiva un documento preesistente, nonché la sopravvenuta incidenza dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 20974 del 2025, che aveva riconosciuto la permanenza dei poteri gestori della cooperativa.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. In primo luogo, ha precisato che la revocazione straordinaria ex art. 395, comma 1, n. 3, c.p.c. è ammissibile soltanto quando vengano rinvenuti documenti decisivi preesistenti al passaggio in giudicato della sentenza impugnata, non prodotti per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. Nel caso esaminato, la ricorrente aveva invece indicato una sentenza successiva, sicché mancava il presupposto oggettivo della fattispecie revocatoria. In secondo luogo, il Collegio ha rilevato che la sentenza della Corte di Appello di Salerno n. 199 del 2025 non era comunque decisiva, perché la sentenza revocanda aveva esaminato autonomamente la legittimazione della cooperativa, senza fondarsi sul percorso argomentativo della pronuncia civile. Infine, il Consiglio di Stato ha richiamato l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 20974 del 2025, la quale aveva confermato che, alla data rilevante, non si era ancora costituito il condominio ordinario e che spettava pertanto alla cooperativa provvedere alla gestione delle parti comuni mediante i propri organi. La ricorrente è stata condannata alla rifusione delle spese processuali, liquidate complessivamente in euro 8.000, oltre accessori, in favore delle quattro parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 106 c.p.a.

    Disciplina la revocazione delle sentenze del giudice amministrativo mediante rinvio ai presupposti previsti dal codice di procedura civile.

  • art. 395, comma 1, n. 3, c.p.c.

    se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario

    La revocazione straordinaria per documenti decisivi richiede documenti preesistenti al passaggio in giudicato, non prodotti per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario; non è esperibile sulla base di documenti sopravvenuti o di fatti nuovi.

  • art. 209 r.d. n. 1165/1938

    È richiamato dalla ricorrente in relazione alla cessazione del vincolo cooperativo e alla costituzione del condominio ordinario con il riscatto dell’intero edificio; il Consiglio di Stato, richiamando la Cassazione, ha invece ritenuto decisiva la mancata costituzione del condominio ordinario alla data rilevante.

  • art. 2379 c.c.

    È stato invocato dalla ricorrente per sostenere la nullità delle delibere cooperative adottate dopo l’assegnazione degli alloggi; tale prospettazione non è stata esaminata nel merito perché il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile.

Massime di principio

  • La revocazione straordinaria per il rinvenimento di documenti decisivi è ammissibile soltanto quando il documento fosse preesistente al passaggio in giudicato della sentenza impugnata e non fosse stato producibile per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario; una sentenza successiva o un fatto nuovo non integrano il presupposto previsto dall’art. 395, comma 1, n. 3, c.p.c.
  • Il documento addotto ai fini della revocazione deve essere decisivo, cioè idoneo a incidere sul percorso argomentativo e sull’esito della sentenza impugnata; la revocazione è inammissibile quando la decisione revocanda si fondi su una motivazione autonoma e indipendente rispetto al documento sopravvenuto.
  • Il giudicato civile relativo alla qualificazione di un rapporto può avere efficacia preclusiva e precettiva quando tale qualificazione abbia costituito oggetto di contestazione o antecedente necessario della decisione; nel caso esaminato, il giudicato relativo alla mancata costituzione del condominio ordinario ha confermato la permanenza dei poteri gestori della cooperativa sulle parti comuni alla data rilevante.

Come è indicizzato

MaterieRevocazione e opposizione di terzoSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardività

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