Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 27979/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

I proprietari avevano chiesto un indennizzo per la reiterazione, nel tempo, di vincoli urbanistici gravanti sui loro terreni, sostenendo che tali vincoli fossero in realtà preordinati all'esproprio o comunque sostanzialmente espropriativi, perché destinavano le aree alla realizzazione di una struttura universitaria e di opere connesse (viabilità, parcheggi, verde pubblico). Deducevano che la protrazione ultradecennale del vincolo aveva svuotato il diritto di proprietà e che, alla luce dell'art. 1 Prot. add. CEDU, della giurisprudenza EDU e della sentenza Corte cost. n. 179/1999, spettasse un ristoro senza necessità di prova rigorosa del danno. Contestavano inoltre la decisione di merito che aveva ritenuto i vincoli conformativi e non indennizzabili, la pretesa carenza di specificità dell'appello del Comune nel giudizio di rinvio e la statuizione restitutoria disposta in favore del Comune; infine sollevavano questione di legittimità costituzionale degli artt. 39, comma 1, e 9, comma 1, d.P.R. n. 327/2001 per asserito contrasto con l'art. 117 Cost. e con la CEDU.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi che invocavano l'indennizzo per reiterazione di vincoli espropriativi e la questione di legittimità costituzionale, osservando che nel caso concreto il giudicato interno e la rivalutazione del giudice di rinvio avevano qualificato i vincoli come conformativi, con esclusione di ogni diritto all'indennizzo. Ha inoltre confermato la correttezza della qualificazione della domanda del Comune come domanda restitutoria ex art. 389 c.p.c., ritenendola proponibile nel giudizio di rinvio anche mediante comparsa di risposta. Le spese di legittimità sono state poste a carico dei ricorrenti, con compensazione tra il Comune e l'Università e tra i ricorrenti e l'Università.

Norme richiamate

  • art. 2967 c.c.

    richiamato dai ricorrenti in relazione all'onere probatorio, ma la Corte ha escluso che nel caso concreto spettasse un indennizzo per vincoli solo conformativi.

  • art. 342 c.p.c.

    invocato per censurare la pretesa aspecificità dell'appello del Comune; la Corte ha ritenuto infondato il motivo.

  • art. 112 c.p.c.

    invocato per omessa pronuncia; il motivo è stato respinto.

  • art. 389 c.p.c.

    la domanda restitutoria conseguente alla cassazione può essere proposta nel giudizio di rinvio anche con comparsa di risposta; il giudice può qualificarla in base al suo contenuto sostanziale.

  • art. 394 c.p.c.

    richiamato dai ricorrenti in relazione al giudizio di rinvio; la Corte ha ribadito il carattere chiuso del rinvio e la proponibilità delle domande restitutorie dipendenti dalla cassazione.

  • art. 384 c.p.c.

    il giudice di rinvio deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione; i mutamenti della giurisprudenza di legittimità non ne elidono il vincolo.

  • art. 1 del Protocollo Addizionale n. 1 alla CEDU

    richiamato per sostenere il diritto al ristoro in caso di reiterazione del vincolo; la Corte ha escluso la pertinenza della censura perché i vincoli sono stati ritenuti conformativi.

  • art. 117, primo comma, Cost.

    invocato come parametro di costituzionalità delle norme interne sulle espropriazioni in rapporto alla CEDU.

  • artt. 7 e 40 della legge n. 1150 del 1942

    richiamati nel quadro della giurisprudenza costituzionale sui vincoli urbanistici e sulla loro indennizzabilità.

  • art. 2, comma 1, della legge n. 1187 del 1968

    richiamato per la disciplina della durata dei vincoli preordinati all'esproprio e della loro reiterazione.

  • art. 9 d.P.R. n. 327 del 2001

    richiamato come disciplina della durata del vincolo preordinato all'esproprio; la Corte ha rilevato che la questione non rilevava per la natura conformativa dei vincoli accertata nel caso concreto.

  • art. 39 d.P.R. n. 327 del 2001

    richiamato come parametro di liquidazione dell'indennizzo in caso di reiterazione di vincoli espropriativi; esclusa la sua applicazione per i vincoli conformativi.

Massime di principio

  • La qualificazione di un vincolo urbanistico come conformativo o preordinato all'esproprio dipende non dalla sua mera collocazione nello strumento urbanistico, ma dai suoi requisiti oggettivi: incide in modo generale su una pluralità indifferenziata di beni o invece localizza una specifica opera pubblica su beni determinati.
  • Solo i vincoli preordinati all'esproprio o sostanzialmente espropriativi possono fondare un diritto all'indennizzo per reiterazione; i vincoli meramente conformativi non sono indennizzabili.
  • Nel caso di vincoli espropriativi reiterati, l'indennizzo non è automaticamente in re ipsa, ma deve essere commisurato all'effettivo sacrificio subito, anche sulla base di elementi presuntivi; tuttavia tale regola non opera se il vincolo è qualificato come conformativo.
  • Il giudice di rinvio è vincolato al principio di diritto enunciato dalla sentenza rescindente; mutamenti successivi della giurisprudenza di legittimità non ne eliminano l'efficacia vincolante, salvo sopravvenienze normative o costituzionali rilevanti.
  • La domanda restitutoria conseguente alla cassazione della sentenza può essere proposta nel giudizio di rinvio e il giudice deve interpretare l'atto in base al suo contenuto sostanziale, non solo alla formula letterale delle conclusioni.

Come è indicizzato

MaterieProprietàImpugnazioniCompetenzaContratto preliminare
RamiDiritti realiProcesso civileImmobiliare
IstitutiOnere della provaGiudicatoNullitàRinvio pregiudiziale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.