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Sentenza

Sentenza n. 138/2026 - Perugia, Sezione 1

per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Perugia, Sezione lavoro, n. 100 del 25/02/2025, concernente assegnazione carta docenti.

Giustizia amministrativa202500512

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Perugia che riconosceva il beneficio della carta docente per gli anni scolastici 2022/23 e 2023/24

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Perugia, Sezione lavoro, n. 100 del 25 febbraio 2025, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione a corrisponderle il beneficio economico della carta docente, pari a 500 euro annui, per gli anni scolastici 2022/23 e 2023/24, oltre alle spese legali. Dopo avere notificato la sentenza in forma esecutiva, atteso il termine previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996 e documentato il passaggio in giudicato per mancata impugnazione, la ricorrente ha dedotto l'inadempimento del Ministero e chiesto l'assegnazione di un termine di sessanta giorni per l'esecuzione, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato l'avvenuto accredito del beneficio economico spettante. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che la prestazione oggetto del giudizio era stata eseguita. Il Collegio ha osservato, inoltre, che dalla documentazione prodotta sembrava emergere che l'accredito fosse intervenuto prima della notificazione del ricorso, con un possibile profilo di inammissibilità originaria; tuttavia, poiché l'ottemperanza risultava comunque tardiva rispetto ai tempi previsti dalla normativa, ha compensato le spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, invocato dalla ricorrente per ottenere l'esecuzione della sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza promosso davanti al giudice amministrativo.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, viene integralmente soddisfatta la pretesa azionata.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito nella l. 30/1997

    Prevede il termine che la ricorrente ha dichiarato di avere atteso prima di promuovere il giudizio di ottemperanza nei confronti dell'amministrazione debitrice.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Prevede il beneficio economico della carta docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione della pronuncia azionata nel corso del processo determina la cessazione della materia del contendere, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., senza necessità di adottare ulteriori misure esecutive.
  • L'avvenuta esecuzione della sentenza prima della notificazione del ricorso può determinare un profilo di inammissibilità originaria per carenza di interesse, qualora tale circostanza risulti documentata e non sia contestata dalla parte ricorrente.
  • La tardiva esecuzione del giudicato può giustificare la compensazione delle spese anche quando la prestazione dovuta sia stata eseguita e il giudizio debba essere dichiarato cessato per sopravvenuta soddisfazione della pretesa.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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