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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40849/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186, c.2, lett. c) e 2-bis cod. strada) per tasso alcolemico pari a 2,08 g/l riscontrato il 15/12/2018. Il ricorrente ha censurato: 1) la valutazione della prova circa l'avviso ex art. 114 disp. att. cod. proc. pen., contestando la credibilità del teste di PG e sostenendo la versione contraria del teste MOROSINUTTO; 2) la mancata riqualificazione del fatto nella ipotesi meno grave (art. 186 lett. a) c.d.s.) per presunta contraddittorietà probatoria; 3) il diniego della prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sull'aggravante ai fini del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto legittima la valutazione dei giudici di merito che si sono basati sulla sottoscrizione del verbale da parte dell'imputato e sulla testimonianza dell'operante di polizia giudiziaria quale prova convergente dell'avviso ex art. 114 disp. att. cod. proc. pen.; ha escluso la riqualificazione del fatto alla luce delle modalità della condotta (perdita di controllo del veicolo, urto a veicolo parcheggiato e accesso carraio) e del quadro sintomatologico rilevato dagli organi accertatori; ha altresì ritenuto correttamente esercitata la discrezionalità nella comparazione delle circostanze, spiegando che le attenuanti generiche operano pienamente solo quando il giudice intenda fissare la pena sotto il minimo edittale. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186, c.2, lett. c) e 2-bis Codice della strada

    Norma applicata per la condanna: il giudice ha ritenuto provato il reato di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico elevato (2,08 g/l). La richiesta di riqualificazione in fattispecie meno grave è stata respinta sulla base degli elementi fattuali e sintomatici.

  • art. 114, disp. att., cod. proc. pen.

    L'avviso cui si riferisce la norma è stato ritenuto adeguatamente provato mediante la sottoscrizione del verbale da parte dell'imputato e la testimonianza dell'operante; la Cassazione ha ritenuto che la valutazione della credibilità dei testi sia rimessa al giudice di merito e non sindacabile se non per manifesta illogicità.

  • art. 606, comma 1, lett. c) ed e), cod. proc. pen.

    Limiti del sindacato di legittimità: la Corte di cassazione controlla la legittimità della motivazione e la presenza di manifesti vizi logici, ma non può rivalutare gli accertamenti di fatto né sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della credibilità delle prove.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alle statuizioni conseguenti alla declaratoria di inammissibilità, come richiesto dal Procuratore generale nelle sue conclusioni.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Regola sulle circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ricordato che la loro funzione è rimessa al giudice e che esse incidono in termini decisivi soprattutto quando il giudice intenda fissare la pena al di sotto del minimo legale; se la pena è determinata sopra il minimo, il diniego di prevalenza diventa elemento di calcolo e non vizia la determinazione della sanzione.

  • art. 192 cod. proc. pen.; artt. 125 e 546, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiamate nel ragionamento giurisprudenziale sul limite dell'ammissibilità delle censure che mirano a rinnovare la valutazione degli elementi di fatto: la Cassazione conferma che non si può utilizzare la censura di diritto per eludere i limiti di controllo sulle valutazioni probatorie.

  • Corte cost. n. 186/2000

    Citata con riferimento al mancato riconoscimento di ragioni di esonero dal pagamento dovuto alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La sottoscrizione da parte dell'imputato di un verbale che attesta determinati avvisi costituisce prova rilevante e presuntivamente valida fino a querela di falso; la sua contestazione richiede elementi specifici e non semplici argomentazioni alternative.
  • La valutazione della credibilità dei testimoni e la comparazione della prova materiale sono compiti tipici del giudice di merito: la Corte di cassazione interviene solo per vizi di diritto, motivazionali o di manifesta illogicità.
  • Per ottenere la riqualificazione del fatto in una ipotesi meno grave è necessario dimostrare concretamente contraddizioni o insufficienze probatorie tali da rendere manifesta l'erroneità della ricostruzione dei giudici di merito.
  • Le circostanze attenuanti generiche operano in modo decisivo quando il giudice intenda ridurre la pena sotto il minimo edittale; se la pena viene fissata al di sopra del minimo, il diniego della prevalenza delle generiche è un elemento di calcolo e non costituisce automaticamente un vizio.
  • Le eccezioni riguardanti l'inosservanza di avvisi o formalità procedurali devono essere comprovate con elementi specifici: la mera contrapposizione delle versioni dei testi non basta se il verbale formale e la testimonianza convergente sono stati ritenuti attendibili dal giudice.
  • In ricorsi per cassazione contro valutazioni di fatto è fondamentale inquadrare i motivi entro i limiti dell'art. 606 cod. proc. pen.; censure meramente critiche sulla valutazione della prova rischiano l'inammissibilità.

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