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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14987/2023 del 29/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'Agenzia delle Entrate emetteva avvisi di accertamento per il 2006 contestando all'ASD Acquaclub e ai suoi amministratori il perseguimento di finalità di lucro e la distribuzione degli utili di gestione in violazione dell'art. 148, comma 8, lett. a) TUIR, con conseguente perdita delle agevolazioni fiscali per enti non commerciali. In primo e secondo grado la tesi dell'Ufficio veniva respinta; in Cassazione i ricorrenti deducevano molteplici censure (insufficienza di motivazione, omessa pronuncia su norme tributarie e procedurali, vizi probatori, violazioni di norme costituzionali e processuali). La Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo relativo alla carenza/illogicità della motivazione della CTR sulla parte riguardante l'Associazione, in quanto la sentenza d'appello non ha adeguatamente esaminato i fatti fondamentali posti a base dell'accertamento (in particolare i maggiori redditi accertati e la loro destinazione ai soci) e ha formulato affermazioni apodittiche sulla prevalenza dell'attività commerciale e sulla mera apparenza della forma associativa, senza un percorso argomentativo che renda controllabile il ragionamento giuridico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, assorbendo gli altri, ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto per la parte relativa all'Associazione e ha rinviato il giudizio alla stessa Corte territoriale in diversa composizione perché riconsideri la questione con motivazione congrua e confrontandosi con i fatti e le contestazioni rilevanti; ha altresì disposto che la Corte di merito deciderà sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 148 TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi)

    Stabilisce che le attività svolte verso gli associati conformemente alle finalità istituzionali sono normalmente estranee alla qualificazione di attività commerciale salvo i casi espressamente indicati; il comma 8 lett. a) integra la fattispecie della perdita del regime agevolato in caso di distribuzione di utili/avanzi di gestione.

  • art. 149 TUIR

    Indica i parametri per valutare la prevalenza dell'attività commerciale e contiene la regola secondo cui, per associazioni sportive dilettantistiche, il disconoscimento della qualifica richiede attività commerciale prevalente protratta su più esercizi (quindi valutazione pluriennale).

  • art. 73 T.U. n. 917/1986

    Classifica gli enti non societari fra i soggetti IRES e distingue quelli che hanno per oggetto attività commerciali, con implicazioni diverse sul regime di determinazione del reddito.

  • art. 1, comma 2, d.lgs. 546/1992

    Richiama il principio che la mancanza o l'estrema concisione della motivazione che rendano impossibile l'individuazione del thema decidendum e delle ragioni del dispositivo comportano la nullità della sentenza: principio applicato in sede tributaria e fatto proprio dalla Corte per valutare la motivazione della CTR.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    Norma richiamata per il vizio di motivazione che può determinare la nullità della decisione; la Cassazione verifica il 'minimo costituzionale' della motivazione ex art. 111 Cost.

  • art. 148, comma 3 TUIR

    Prevede la 'decommercializzazione' per specifiche attività svolte dalle ASD se rispettano condizioni statutarie e operative, rilevante per capire quando i corrispettivi verso associati non assumono natura commerciale.

Massime di principio

  • Il giudice tributario che statuisce sulla perdita delle agevolazioni per enti non commerciali deve motivare espressamente e confrontarsi con i fatti essenziali contestati dall'Ufficio (es. maggiori redditi accertati, destinazione degli avanzi, eventuale distribuzione a soci), altrimenti la decisione può essere cassata per carenza di motivazione.
  • Nelle controversie su associazioni sportive dilettantistiche va distinta la qualificazione dell'ente (persona giuridica/ente non commerciale) dalla qualificazione delle singole attività (commerciali o non commerciali): la perdita del regime agevolato può richiedere valutazioni su più esercizi quando riguarda ASD.
  • Per le ASD la norma ammette una specifica decommercializzazione di attività rivolte agli associati: il ripristino o la perdita del regime agevolativo dipende dal rispetto concreto di requisiti statutari e di effettività della vita associativa, non da mere asserzioni apodittiche.
  • La semplice affermazione di 'prevalenza di attività commerciale' o di 'mera apparenza della forma associativa' senza un percorso argomentativo basato su elementi di fatto non è sufficiente; la Corte di merito deve rendere percepibile il ragionamento e permettere il controllo di legittimità.
  • Se l'accertamento fiscale contesta distribuzioni di utili o destinazione degli avanzi a soci/amministratori (art.148(8)), il giudice deve valutare specificamente tale contestazione perché da essa derivano rilevanti conseguenze fiscali sia per l'ente sia per i singoli soci.
  • In sede di cassazione il vizio di motivazione è tra le censure rilevanti che possono condurre alla cassazione con rinvio: ciò tutela il diritto delle parti a una decisione motivata che consenta il controllo giurisdizionale.

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