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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42033/2022 del 08/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Torino che aveva riformato limitatamente al trattamento sanzionatorio la sentenza di condanna (rito abbreviato, Tribunale di Asti 27/01/2021) per il reato di cui all'art. 589-bis c.p. relativo a un sinistro stradale del 31/03/2018. La ricorrente contestava la motivazione in ordine alla ricostruzione della dinamica (punto d'urto, invasione della corsia opposta) e ai profili di colpa specifica addebitati (eccesso di velocità e invasione della corsia), sostenendo che la Corte d'Appello avesse richiamato senza autonoma elaborazione le argomentazioni del primo grado e il consulente del P.M., omettendo di confrontarsi con le doglianze tecnico-scientifiche sollevate in appello (criticità dei metodi per calcolo della velocità e determinazione del punto d'urto). Contestava inoltre l'omessa rinnovazione dell'istruttoria mediante perizia disposta in appello e la motivazione della riduzione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione patente), lamentando che la Corte avesse ridotto la sanzione in misura proporzionale alla diminuzione della sanzione penale senza valutare adeguatamente i criteri dell'art. 218, comma 2, codice della strada.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto legittimo il rinvio per relationem operato dalla Corte territoriale alla ricostruzione del primo grado quando questa contiene un'ampia e corretta esposizione delle risultanze, e ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse adeguatamente considerato e confutato le doglianze difensive confrontando gli esiti della consulenza del P.M. con dati obiettivi (posizione finale dei veicoli, detriti, danni). Ha richiamato i criteri giurisprudenziali per la valutazione dell'attendibilità delle teorie tecnico-scientifiche e ha ritenuto che i giudici di merito avessero assolto l'onere motivazionale nella scelta del criterio tecnico più attendibile. Ha escluso l'obbligo di rinnovare l'istruttoria, qualificando legittimo il diniego in assenza di esigenze istruttorie inderogabili. Quanto alla sanzione amministrativa accessoria, la Cassazione ha ritenuto conforme la scelta della Corte d'Appello che ha ridotto la sospensione della patente da un anno a dieci mesi e venti giorni, richiamando precedenti secondo cui il giudice non è tenuto a motivare in modo puntuale la scelta fra sospensione e revoca ove opti per il trattamento più favorevole. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    Norma applicata per l'omicidio stradale: la condanna è stata pronunciata ai sensi di tale articolo per il decesso conseguente al sinistro.

  • art. 218, comma 2, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada)

    Richiamato in relazione alla determinazione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione o revoca patente); la Corte ha richiamato il principio giurisprudenziale che non impone al giudice un'esposizione puntuale delle ragioni quando si sceglie un trattamento più favorevole (sospensione) in assenza di aggravanti come guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti.

  • Sez. 5, n. 1801 del 16/11/2021 (Riccardi)

    Citata per i criteri di valutazione dell'attendibilità delle teorie tecnico-scientifiche: rigore degli studi, basi fattuali, consenso nella comunità scientifica, autorità dell'esperto, ecc.

  • Sez. 5, n. 23580 del 19/02/2018 (Campion)

    Richiamata sul potere-dovere del giudice di appello circa la rinnovazione dell'istruttoria: la rinnovazione è necessaria solo se il giudice non è in grado di decidere allo stato degli atti; il diniego può essere motivato anche implicitamente se non sussiste tale bisogno.

  • Sez. 4, n. 11479 del 09/03/2021 (Conci)

    Principio secondo cui il giudice che applica, in mancanza di aggravanti alcol o droghe, la sospensione della patente anziché la revoca non è obbligato a motivare puntualmente la scelta basata sui parametri dell'art. 218, comma 2.

Massime di principio

  • Il giudice di appello può legittimamente richiamare per relationem la motivazione del primo grado quando questa contenga una 'ampia e corretta esposizione delle risultanze'; il richiamo non è di per sé motivo di vizio se la Corte d'Appello integra e verifica criticamente i dati rilevanti.
  • Nella valutazione di consulenze tecnico-scientifiche il giudice di merito deve confrontare metodi, fonti e dati oggettivi disponibili (posizione veicoli, detriti, danni) e spiegare le ragioni della scelta del criterio ritenuto più attendibile; la motivazione può essere ritenuta adeguata anche se non risponde punto per punto a tutte le obiezioni difensive purché emergano ragioni logiche e sufficienti.
  • L'eccesso di velocità può costituire autonomo profilo di colpa idoneo a fondare responsabilità anche quando sia in discussione l'invasione della corsia opposta dalla vittima: i profili di colpa possono essere valutati anche singolarmente ai fini del contributo causale.
  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria (es. nuova perizia) in appello impone al giudice di motivare solo se la decisione non può essere presa con gli atti esistenti; il diniego è legittimo se il giudice valuta che i dati in atti sono sufficienti per decidere.
  • In tema di sanzioni amministrative accessorie (sospensione vs revoca patente), il giudice non è obbligato a motivare analiticamente la scelta del trattamento più favorevole quando mancano circostanze aggravanti specifiche; è comunque opportuno che la decisione sia coerente con i parametri di gravità previsti dalla norma.

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