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Sentenza

Sentenza n. 5431/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202403887

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva respinto l’impugnazione di ordinanze di demolizione, dell’ordinanza di acquisizione gratuita delle opere abusive e dell’area di sedime al patrimonio comunale, nonché dell’ordine di rilascio dell’immobile, dichiarando il difetto di giurisdizione sulla richiesta di pagamento dell’indennità di occupazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno censurato la sentenza del TAR deducendo: 1) la nullità dell’ordine di demolizione, ai sensi dell’art. 21-septies l. 241/1990, per impossibilità giuridica dell’oggetto, poiché il manufatto era sottoposto a sequestro penale; hanno inoltre sostenuto l’assenza di colpa nell’inottemperanza, assumendo che il sequestro costituisse un factum principis e un impedimento assoluto alla demolizione; 2) la violazione dei principi di legalità e colpevolezza e degli artt. 6, 7 e 1 del Protocollo n. 1 CEDU, sostenendo che l’acquisizione avesse natura sostanzialmente penale e non potesse operare nei confronti di terzi in buona fede; 3) la violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, per omesso o irregolare accertamento e omessa notifica dell’inottemperanza, mancata precisa individuazione delle aree da acquisire, difetto di motivazione e sproporzione delle ordinanze; 4) la violazione dell’art. 7 l. 241/1990 per omessa partecipazione procedimentale, anche in ragione della risalenza degli abusi. In via preliminare, il Consiglio di Stato ha rilevato possibili profili di tardività e di inammissibilità derivanti dalla mancata impugnazione di alcune ordinanze di demolizione, ma ha deciso nel merito applicando il criterio della ragione più liquida.

La decisione

L’appello è stato integralmente respinto. Il Consiglio di Stato ha escluso che il sequestro penale renda nullo l’ordine di demolizione: il destinatario deve chiedere al giudice penale il dissequestro, e il sequestro determina al più una temporanea inefficacia o ineseguibilità dell’ordine, con sospensione del termine per ottemperare fino alla restituzione del bene, non l’impossibilità giuridica dell’oggetto né una causa di forza maggiore. Tale obbligo di collaborazione trova fondamento negli artt. 27 e 31 d.P.R. 380/2001. È stata inoltre esclusa la rilevanza della giurisprudenza CEDU sulla confisca urbanistica, trattandosi di fattispecie diversa dalla demolizione di un manufatto abusivo; in ogni caso, gli appellanti non erano terzi estranei, poiché la loro responsabilità nella realizzazione dell’abuso risultava dalla documentazione amministrativa e penale e le ordinanze di demolizione risultavano notificate. Quanto all’acquisizione, l’accertamento dell’inottemperanza risultava dai verbali di sopralluogo, recepiti nell’ordinanza acquisitiva dal dirigente competente, notificata agli interessati; inoltre, secondo il criterio della vicinanza della prova, spettava ai privati dimostrare l’eventuale esecuzione della demolizione. L’ordinanza individuava con sufficiente precisione le opere abusive e la relativa area di sedime. Sono state respinte anche le censure di difetto di motivazione e sproporzione, poiché la repressione degli abusi edilizi è attività vincolata e l’ordinanza di demolizione è adeguatamente motivata dalla descrizione delle opere e dalla loro abusività. È stata infine esclusa la necessità delle garanzie partecipative, non essendo stata dimostrata alcuna concreta utilità dell’apporto procedimentale; la risalenza dell’abuso non genera affidamento tutelabile né impone una motivazione rafforzata, e gli appellanti non avevano provato che il manufatto fosse anteriore al 1967. Le spese del giudizio di appello sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-septies l. 241/1990

    Il sequestro penale del manufatto non determina la nullità dell’ordine di demolizione per impossibilità giuridica dell’oggetto, poiché l’oggetto resta astrattamente possibile.

  • art. 7 l. 241/1990

    Le garanzie partecipative non sono necessarie quando l’attività repressiva dell’abuso edilizio è vincolata e il privato non dimostra l’utilità concreta del proprio apporto.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Fonda, insieme all’art. 31, l’obbligo dell’autore dell’abuso di cooperare alla rimozione dell’illecito, anche richiedendo il dissequestro del manufatto per poterlo demolire.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l’ordine di demolizione, l’accertamento dell’inottemperanza e l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale; il sequestro sospende l’eseguibilità dell’ordine ma non esclude l’obbligo di chiedere il dissequestro né impedisce l’acquisizione quando l’inottemperanza sia imputabile.

  • art. 23 Cost.

    Non è violato dall’obbligo di richiedere il dissequestro, poiché tale attività non costituisce un onere sproporzionato e può tutelare il privato escludendone la responsabilità in caso di diniego.

  • artt. 6, 7 e 1 Protocollo n. 1 CEDU

    La giurisprudenza CEDU richiamata dagli appellanti sulla confisca urbanistica non è applicabile alla demolizione di un manufatto abusivo, che non costituisce pena nello stesso senso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Disciplina lo svolgimento dell’udienza di smaltimento secondo le modalità applicate dal Collegio.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Le note difensive depositate tardivamente rispetto all’udienza, senza giustificazione, sono state stralciate.

  • art. 54, comma 1, c.p.a.

    La rimessione in termini per il deposito tardivo richiede una giustificazione, assente nel caso esaminato.

  • art. 104 c.p.a.

    È richiamato in relazione ai limiti dell’attività difensiva e documentale in appello.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei dati personali contenuti nella decisione.

Massime di principio

  • Il sequestro penale di un manufatto abusivo non rende nullo l’ordine amministrativo di demolizione per impossibilità giuridica dell’oggetto: esso incide soltanto sulla concreta eseguibilità del comando. Il destinatario deve attivarsi chiedendo al giudice penale il dissequestro; il termine per demolire resta sospeso durante il sequestro e riprende dalla restituzione del bene.
  • Il destinatario dell’ordine di demolizione non può invocare il sequestro penale come impedimento assoluto o causa automatica di forza maggiore se omette di chiedere il dissequestro. L’istanza di dissequestro costituisce un obbligo di collaborazione derivante dalla disciplina repressiva degli abusi edilizi.
  • L’ordinanza di demolizione è un atto vincolato e dovuto: è sufficientemente motivata mediante la descrizione delle opere e l’accertamento della loro abusività, senza necessità di una specifica ponderazione dell’interesse pubblico, anche quando sia trascorso un lungo periodo dalla realizzazione dell’abuso.
  • Il decorso del tempo non può fondare un affidamento tutelabile nella conservazione di una situazione edilizia abusiva e non determina, di per sé, un aggravamento dell’obbligo motivazionale dell’amministrazione né la necessità di una partecipazione procedimentale finalizzata a rappresentare la mera risalenza dell’abuso.
  • Ai fini dell’acquisizione gratuita prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001, l’accertamento dell’inottemperanza può risultare dai verbali di sopralluogo recepiti nell’ordinanza acquisitiva e notificati insieme a essa, purché il provvedimento sia adottato dall’organo competente e individui con sufficiente precisione le opere e l’area di sedime acquisite.
  • Nel processo amministrativo il giudice può decidere la controversia sulla questione di merito manifestamente infondata, prescindendo dall’esame preliminare di possibili profili di tardività o inammissibilità, in applicazione del criterio della ragione più liquida e dei principi di economia processuale.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniGiurisdizione e ripartoDecisione e riti specialiPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiNullità del provvedimentoPartecipazione procedimentaleLegittimo affidamentoOnere della prova e principio dispositivo

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