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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2341/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per gestione abusiva di rifiuti speciali e la condanna al risarcimento nei confronti della Regione Toscana. Le censure principali contestavano: 1) la prescrizione del reato (sostenendo la natura istantanea/cessazione della permanenza del reato e quindi l'estinzione prima della sentenza d'appello); 2) la carenza e l'apparenza della motivazione della Corte d'appello e del Tribunale, con omessa valutazione di prove a discarico (formulari di smaltimento, dichiarazioni testimoniali come quelle di Sozzi, documenti contrattuali e fotografie); 3) l'omessa motivazione in ordine alla responsabilità civile dell'imputato; 4) richieste di rinnovazione dell'istruttoria non valutate adeguatamente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che il reato residuo fosse estinto per prescrizione e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per gli effetti penali nei confronti dei ricorrenti. In particolare ha ritenuto che il reato di gestione di rifiuti senza autorizzazione (art. 256 d.lgs. 152/2006) abbia natura istantanea e che la permanenza contestata fosse cessata nel novembre 2016; applicando i termini di prescrizione per le contravvenzioni si è pervenuti alla prescrizione prima della sentenza di legittimità. Per le statuizioni civili nei confronti della Regione Toscana la Corte ha annullato con rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado di appello, ritenendo che su tale profilo fosse necessaria una nuova valutazione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 1

    La Corte ha interpretato la norma sulla gestione di rifiuti senza autorizzazione come relativa a un reato di natura istantanea (si perfeziona con una delle condotte previste), non permanente

  • codice penale, art. 157, primo comma

    Richiamato per il computo del termine di prescrizione applicabile alle contravvenzioni

  • codice penale, art. 161, secondo comma

    Applicato insieme all'art. 157 per determinare la durata della prescrizione (cinque anni per le contravvenzioni nel caso concreto)

  • codice di procedura penale, art. 129, comma 2

    Richiamato nella disamina sulla declaratoria immediata di una causa di estinzione (la Corte spiega che l'art.129/2 richiede prova incontrovertibile per proscioglimento immediato, ma qui i motivi attengono alla prova e pertanto non ricorrono i presupposti per il proscioglimento d'ufficio)

  • codice di procedura penale, artt. 292 e 546

    Citate nelle doglianze difensive in ordine alla valutazione e al peso delle prove documentali e testimoniali; la Corte ha ritenuto che tali rilievi meritassero esame e che la Corte territoriale non li avesse adeguatamente affrontati

Massime di principio

  • Per i reati di gestione di rifiuti senza autorizzazione (art.256 d.lgs.152/2006) la giurisprudenza può qualificare la fattispecie come istantanea: la prescrizione decorre dalla cessazione della condotta contestata (o dal momento in cui il fatto si è perfezionato), quindi è essenziale determinare temporalmente la fine della permanenza del comportamento.
  • Se dai fatti e dagli atti emerge in modo incontrovertibile che il reato è estinto per prescrizione, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio per gli effetti penali; diversamente, se le censure attengono alla prova della responsabilità, il rimedio ordinario è l'annullamento con rinvio per consentire nuove valutazioni di merito.
  • Il giudice d'appello deve motivare specificamente sulle prove indicate dalla difesa (documenti, formulari, testimonianze, capitolati, fotografie) spiegando perché le ritiene o meno idonee a escludere la responsabilità; la mera affermazione generica 'documentalmente certo' non è sufficiente.
  • Le questioni civili relative al risarcimento spesso richiedono un distinto esame in sede civile: l'annullamento penale può comportare il rinvio delle statuizioni civili al giudice competente per valore in grado d'appello.
  • La distinzione tra reato permanente e reato istantaneo è cruciale per calcolare i termini di prescrizione: le difese che sostengono la natura istantanea devono puntare a dimostrare la data certa di perfezionamento o cessazione della condotta rilevante.

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