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Sentenza

Sentenza n. 1737/2026 - Napoli, Sezione 4

per l’annullamento, previa sospensione - quanto al ricorso principale ed ai motivi aggiunti depositati il 24 marzo 2023: a) della disposizione dirigenziale n. 299/A del 19.07.2022, a firma del Dirigente della Area Urbanistica, Servizio Antiabusivismo Edilizio e Condono Edilizio, Settore antiabusivismo edilizio, del Comune di Napoli, con la quale è stata disposta l’acquisizione gratuita al patrimonio del Comune di Napoli dell’immobile identificato al Catasto Fabbricati come sez. CHA, foglio 4, p.lla 208, sub. 102, corrispondente alle opere abusive e alle aree necessarie per l’esecuzione di opere analoghe, provvedimento notificato al ricorrente in data 04.11.2022; b) di ogni altro atto, anche endoprocedimentale, alla stessa preordinato, presupposto, connesso, collegato e conseguente, ivi compresi, se e per quanto possa occorrere: - le disposizioni dirigenziali del Comune di Napoli di demolizione n. 1514 del 29.11.2015 e n. 733/A del 08.10.2019 del Comune di Napoli, disposizioni menzionate nel provvedimento di cui innanzi sub a), ma mai notificate al ricorrente e di cui lo stesso ignora totalmente portata e contenuto; - il verbale prot. 442848 del 07.02.2022 fascicolo 22758 di accertamento della mancata demolizione e dell’inottemperanza all’ordine di demolizione a seguito di sopralluogo svolto in data 29.03.2022 del Servizio di Polizia locale Unità operativa tutela edilizia del Comune di Napoli, verbale menzionato nel provvedimento di cui innanzi sub a), ma mai notificato al ricorrente e di cui lo stesso ignora totalmente portata e contenuto. - quanto ai motivi aggiunti depositati il 12 settembre 2025: a) della disposizione dirigenziale n. 299/A del 19.07.2022, a firma del Dirigente della Area Urbanistica, Servizio Antiabusivismo Edilizio e Condono Edilizio, Settore antiabusivismo edilizio, del Comune di Napoli, con la quale è stata disposta l’acquisizione gratuita al patrimonio del Comune di Napoli dell’immobile identificato al Catasto Fabbricati come sez. CHA, foglio 4, p.lla 208, sub. 102, corrispondente alle opere abusive e alle aree necessarie per l’esecuzione di opere analoghe, provvedimento notificato al ricorrente in data 04.11.2022; b) di ogni altro atto, anche endoprocedimentale, alla stessa preordinato, presupposto, connesso, collegato e conseguente, ivi compresi, se e per quanto possa occorrere: - le disposizioni dirigenziali del Comune di Napoli di demolizione n. 1514 del 29.11.2005 e n. 733 del 20.07.2007 del Comune di Napoli - disposizioni erroneamente indicate nel provvedimento di cui innanzi sub a) come n. 1514 del 29.11.2015 e n. 733/A del 20.07.2007 – e di cui il ricorrente ha potuto conoscere gli esatti estremi ed il contenuto solo in 27/01/2023 in esito ad apposita istanza di accesso agli atti; - il verbale prot. 442848 del 07.02.2022 fascicolo 22758 di accertamento della mancata demolizione e dell’inottemperanza all’ordine di demolizione a seguito di sopralluogo svolto in data 29.03.2022 del Servizio di Polizia locale Unità operativa tutela edilizia del Comune di Napoli, verbale menzionato nel provvedimento di cui innanzi sub a), ma mai notificato al ricorrente e di cui lo stesso ignora totalmente portata e contenuto. NONCHE’ PER ESTENDERE L’IMPUGNATIVA AVVERSO E PER L’ANNULLAMENTO c) della “disposizione dirigenziale n. 244 del 29/04/2008 di diniego accertamento di conformità e rinnovo dell’ordine di demolizione” del Comune di Napoli, Direzione Centrale VI, depositata in giudizio dal medesimo Ente in data 15.05.2025, provvedimento mai notificato al ricorrente, che, pertanto, ne ha conosciuto gli estremi ed il contenuto solo a seguito del menzionato deposito agli atti di causa; d) di ogni altro atto, anche endoprocedimentale, alla stessa preordinato, presupposto, connesso, collegato e conseguente, ivi compresi, se e per quanto possa occorrere: - il parere contrario espresso dalla Commissione edilizia nella seduta del 28 febbraio 2008; - la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, emessa ai sensi dell’art. 10bis della legge 241/90; - la proposta di provvedimento del responsabile del procedimento del 24 aprile 2008 di conferma dell'istruttoria già effettuata; atti e provvedimenti menzionati nel provvedimento di cui innanzi sub a), ma mai notificati al ricorrente e di cui lo stesso ignora totalmente portata e contenuto.

Giustizia amministrativa202300480

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: disposizione dirigenziale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un immobile abusivo e della relativa area di sedime

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la disposizione dirigenziale n. 299/A del 19 luglio 2022, con cui il Comune di Napoli aveva acquisito gratuitamente al patrimonio comunale l’immobile abusivo e l’area di sedime, deducendo, con il ricorso principale, l’omessa notificazione delle precedenti ordinanze di demolizione e l’omessa indicazione dei criteri utilizzati per determinare la superficie acquisita. Con i primi motivi aggiunti, dopo avere conosciuto gli esatti estremi degli atti presupposti, ha sostenuto che le ordinanze di demolizione del 2005 e del 2007 fossero divenute inefficaci in conseguenza delle istanze di sanatoria presentate ai sensi degli artt. 36 e 37 del d.P.R. 380/2001 e delle sentenze che avevano dichiarato improcedibili i precedenti ricorsi, nonché che il Comune avrebbe dovuto adottare un nuovo ordine di demolizione prima dell’acquisizione. Con i secondi motivi aggiunti ha impugnato anche il diniego di sanatoria del 29 aprile 2008, deducendo la mancata notificazione, la sanabilità delle opere, l’omesso preavviso di rigetto e l’illegittimità dell’acquisizione fondata su ordini di demolizione asseritamente inefficaci.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso principale, ritenendo superata la censura relativa alla mancata notificazione delle ordinanze di demolizione, poiché esse erano state ritualmente impugnate dal ricorrente nei precedenti giudizi. Ha inoltre respinto la doglianza sull’omessa esplicitazione dei criteri di determinazione dell’area acquisita: l’acquisizione dell’area di sedime costituisce effetto legale tipico dell’inottemperanza all’ordine di demolizione e non richiede una motivazione ulteriore rispetto all’identificazione dell’abuso. I primi motivi aggiunti sono stati accolti. Pur rilevando che l’orientamento attuale considera la domanda di sanatoria successiva all’ordine di demolizione come causa di temporanea sospensione dell’efficacia dell’ordine, senza necessità di una nuova ingiunzione dopo il diniego della sanatoria, il Collegio ha attribuito efficacia conformativa alle precedenti sentenze inter partes che avevano dichiarato improcedibili i ricorsi contro gli ordini di demolizione, affermando che, in caso di rigetto delle istanze di sanatoria, il Comune avrebbe dovuto adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio con assegnazione di un nuovo termine per adempiere. L’acquisizione intervenuta senza il previo rinnovo dell’ordine demolitorio ha quindi violato il giudicato e il legittimo affidamento ingenerato nel ricorrente. I secondi motivi aggiunti, diretti contro il diniego di sanatoria del 2008, sono stati dichiarati irricevibili perché il provvedimento era stato notificato ai sensi dell’art. 140 c.p.c. il 6 maggio 2008 e l’impugnazione era stata proposta tardivamente. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    riprende a decorrere il termine di novanta giorni per l’ottemperanza

    La disciplina dell’acquisizione gratuita presuppone l’inottemperanza all’ordine di demolizione; secondo l’orientamento attuale richiamato dal TAR, dopo il diniego della sanatoria il termine per ottemperare riprende a decorrere senza necessità di una nuova ingiunzione, salvo il vincolo conformativo derivante dal giudicato specifico inter partes.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    istanze di sanatoria ex artt. 36 e 37 del DPR n. 380 del 2001

    La presentazione dell’istanza di accertamento di conformità non determina, secondo l’orientamento attuale richiamato, l’invalidità dell’ordine di demolizione, ma ne sospende temporaneamente efficacia ed eseguibilità fino alla decisione sulla sanatoria.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    istanze di sanatoria ex artt. 36 e 37 del DPR n. 380 del 2001

    Richiamato quale base delle istanze di sanatoria presentate dal ricorrente; la decisione si concentra sugli effetti processuali e sostanziali della sanatoria rispetto agli ordini demolitori.

  • art. 27, comma 2 d.P.R. 380/2001

    consolidamento del provvedimento impugnato, anche quanto all’ordine di demolizione ivi impartito

    Il diniego di sanatoria notificato e non tempestivamente impugnato si è consolidato, compreso l’ordine di demolizione contenuto nel provvedimento.

  • art. 41 c.p.a.

    conseguente irrimediabile tardività del gravame

    L’impugnazione del diniego di sanatoria è stata dichiarata irricevibile perché proposta oltre il termine decorrente dalla notificazione del provvedimento.

  • art. 140 c.p.c.

    notificato ... in data 06 maggio 2008, con deposito presso la casa comunale

    La notificazione eseguita per assenza del destinatario mediante deposito presso la casa comunale è stata ritenuta idonea a far decorrere il termine per impugnare.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    omesso inoltro del preavviso di rigetto

    La relativa censura è stata assorbita dalla declaratoria di irricevibilità dell’impugnazione del diniego di sanatoria.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita dell’area di sedime conseguente all’inottemperanza all’ordine di demolizione opera quale effetto legale tipico e, quanto alla superficie coincidente con l’area di sedime, non richiede una motivazione ulteriore rispetto all’identificazione dell’abuso.
  • La presentazione di un’istanza di sanatoria successiva all’ordine di demolizione, secondo l’orientamento attuale richiamato dal giudice, non determina l’invalidità o la definitiva inefficacia dell’ordine, ma ne sospende temporaneamente efficacia ed eseguibilità fino alla decisione sulla sanatoria; in caso di diniego, il termine per ottemperare riprende a decorrere e l’acquisizione può essere disposta senza una nuova ingiunzione.
  • Quando precedenti sentenze inter partes abbiano dichiarato improcedibile l’impugnazione dell’ordine di demolizione affermando espressamente che, in caso di diniego della sanatoria, l’amministrazione dovrà adottare un nuovo provvedimento repressivo con un nuovo termine per adempiere, tale statuizione assume efficacia conformativa e vincola la successiva attività amministrativa, anche se nel frattempo sia mutato l’orientamento giurisprudenziale.
  • Il mutamento dell’orientamento giurisprudenziale sugli effetti della domanda di sanatoria non può essere applicato in modo da pregiudicare l’affidamento maturato sulla base di un giudicato inter partes che aveva delineato una specifica sequenza procedimentale; prima dell’acquisizione l’amministrazione deve quindi rispettare il vincolo conformativo derivante da quel giudicato.
  • La notificazione effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c., mediante deposito presso la casa comunale in caso di assenza del destinatario, è idonea a far decorrere il termine decadenziale per impugnare il provvedimento amministrativo; la successiva conoscenza acquisita tramite accesso agli atti non riapre il termine.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimo affidamentoDecadenza e tardivitàEfficacia ed esecutorietà

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