Sentenza n. 496/2026 - Catania, Sezione 2
per l’annullamento: della determina dirigenziale n. 1815 del 10/10/2025 (Prot. N. 0050244/2025), avente ad oggetto “decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis dpr 327/2001 e s.m.i. di immobili siti nel Comune di Taormina ed occupati per la realizzazione dei lavori di collegamento sotterraneo tra i versanti nord e sud del centro storico e parcheggi sotterranei, censiti in catasto al fg. 3 p.lla 3135 ex 495 e 3137 ex 496 in ditta Moschella Giorgio revoca proprio provv. n. 1792 del 8/10/2025”; nonché per l’accertamento e la declaratoria della nullità del medesimo provvedimento per violazione/elusione del giudicato costituito dalla sentenza di questo Tribunale n. 3102/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determina dirigenziale di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 di terreni privati al patrimonio indisponibile comunale
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la determina dirigenziale con cui il Comune di Taormina, in esecuzione della precedente sentenza che aveva imposto la scelta tra restituzione, acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e accordo negoziale, ha disposto l’acquisizione sanante di terreni precedentemente occupati sine titulo. È stato dedotto un unico motivo articolato: violazione di legge, incompetenza assoluta del dirigente tecnico e violazione o elusione del giudicato. Secondo il ricorrente, la decisione di acquisire il bene, per la sua elevata discrezionalità e per le ricadute sul patrimonio e sul bilancio comunale, spettava al Consiglio comunale ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000, non al dirigente dell’Area tecnica. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità, sostenendo che la censura relativa alla violazione o elusione del giudicato avrebbe dovuto essere proposta nel giudizio di ottemperanza, e ha contestato nel merito la sussistenza di un vizio di incompetenza assoluta, prospettando al più un’incompetenza relativa sanabile mediante ratifica consiliare. Ha inoltre prodotto una proposta di deliberazione consiliare, non ancora approvata, diretta alla ratifica dell’atto.
La decisione
Il TAR ha respinto l’eccezione di inammissibilità, rilevando che il ricorso non riguardava la violazione del contenuto precettivo del giudicato, ma un vizio autonomo del nuovo provvedimento. La precedente sentenza aveva lasciato all’Amministrazione la scelta discrezionale tra tre alternative; la contestazione dell’incompetenza dell’organo che aveva attuato tale scelta era quindi estranea al perimetro del giudicato e correttamente proponibile con un autonomo ricorso di cognizione. Nel merito, il motivo è stato accolto. Il provvedimento ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 non è un atto meramente esecutivo o gestionale, poiché richiede la ponderazione tra l’interesse pubblico alla conservazione dell’opera e gli interessi privati del proprietario, nonché la valutazione dell’assenza di alternative ragionevoli. Tale scelta, qualificata come alta amministrazione e incidente sul patrimonio e sul bilancio dell’ente, rientra nella competenza del Consiglio comunale quale organo rappresentativo, ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000, e non in quella del dirigente tecnico. Il vizio è stato qualificato come incompetenza relativa e ha comportato l’annullabilità dell’atto, non la nullità. La mera proposta di deliberazione consiliare non è stata ritenuta idonea a sanare il vizio, trattandosi di un atto endoprocedimentale: la convalida o ratifica si perfeziona solo con l’effettiva adozione della deliberazione dell’organo competente. Il provvedimento è stato quindi annullato, con obbligo per il Comune di riesercitare il potere in conformità alla precedente sentenza e coinvolgendo il Consiglio comunale. Le spese, pari a 2.000 euro oltre accessori, sono state poste a carico del Comune.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico che ne giustificano l’emanazione, valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l’assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione
Il provvedimento di acquisizione sanante richiede una valutazione discrezionale e comparativa degli interessi pubblici e privati, nonché dell’assenza di alternative ragionevoli; non costituisce un mero atto di gestione o di esecuzione.
art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000
acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione
La competenza sugli acquisti immobiliari sostanziali, inclusa l’acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, spetta al Consiglio comunale quando la decisione non costituisce mera esecuzione di un atto fondamentale già adottato.
art. 21-nonies l. 241/1990
La convalida dell’atto viziato richiede l’adozione di un effettivo provvedimento dell’organo competente; una mera proposta di deliberazione non produce alcun effetto sanante.
art. 114, comma 4, lett. b), c.p.a.
La competenza del giudice dell’ottemperanza riguarda le questioni di violazione o elusione del giudicato; essa non preclude un autonomo giudizio di cognizione su vizi propri e autonomi del nuovo atto adottato in esecuzione del giudicato.
Massime di principio
- Il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, richiedendo la ponderazione tra attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico, interessi privati contrapposti e assenza di alternative ragionevoli, non è un atto meramente esecutivo o gestionale.
- La decisione di acquisire un immobile ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 rientra nella competenza del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000, in quanto scelta discrezionale di rilievo patrimoniale e politico-amministrativo, e non nella competenza del dirigente dell’ufficio tecnico.
- L’adozione di un nuovo provvedimento in esecuzione di un giudicato può essere contestata con autonomo ricorso di cognizione quando si deducano vizi propri dell’atto, estranei al contenuto precettivo e al perimetro decisorio della precedente sentenza.
- La mera proposta di deliberazione consiliare non sana il vizio di incompetenza dell’atto adottato dal dirigente; la convalida o ratifica si perfeziona soltanto con l’adozione della deliberazione da parte dell’organo competente.
- L’annullamento di un’acquisizione sanante adottata da organo incompetente impone all’Amministrazione di riesercitare il potere conformandosi al giudicato presupposto e investendo della decisione l’organo competente.
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