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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2727/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Messina del 14/09/2020; la ricorrente contestava la valutazione del dolo relativamente ai reati di falso (contratti di affitto prodotti per ottenere contributi AGEA), sostenendo che le firme apocrife fossero riconducibili all'intermediazione di un soggetto (Sofia/Giuseppe) che aveva portato i contratti già firmati e che l'imputata aveva comunque la disponibilità materiale dei terreni, quindi al più avrebbe agito con colpa e non con dolo. Si deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sull'elemento soggettivo del reato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha ritenuto che il ricorso proponesse doglianze di fatto e sollecitasse una rivalutazione non consentita del merito, risultando altresì generico e privo di un confronto argomentativo concreto con la motivazione impugnata. I giudici del merito avevano accertato che la ricorrente dal 2006 aveva presentato domande all'AGEA producendo contratti di affitto con firme disconosciute dai proprietari e che in due casi le persone indicate come firmatarie erano decedute prima della stipula; da ciò era stata desunta la consapevole falsità dei contratti e il fine di ottenere contributi comunitari. È stata quindi confermata la decisione di merito (che aveva assolto la ricorrente da alcuni reati ma aveva confermato responsabilità per falsi relativi alla superficie aziendale) e il ricorso è stato rigettato per inammissibilità. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137

    norma citata in relazione alla produzione di richieste scritte da parte del Pubblico Ministero e del difensore davanti alla Corte, utilizzata per depositare e far valere conclusioni scritte nel procedimento

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per la riconsiderazione del merito e dei fatti: i ricorsi che si limitano a contestare valutazioni probatorie e inferenze dei giudici di merito senza individuare errori di diritto o vizi logici della motivazione sono inammissibili.
  • Per contestare una statuizione sul dolo occorre un confronto argomentativo preciso con la motivazione del giudice di merito; semplici affermazioni alternative o ricostruzioni non suffragate da elementi nuovi o da specifiche doglianze logico-giuridiche sono inidonee.
  • Elementi fattuali oggettivi quali il disconoscimento delle firme da parte dei proprietari e il decesso anteriore alla stipula delle persone indicate come firmatarie costituiscono fondamento solido per inferire la consapevole falsità dei documenti e la relativa responsabilità penale.
  • L'affermazione che un mediatore abbia portato i contratti gia firmati non esime dalla responsabilità se non è fornita prova convincente di tale vicenda; le giustificazioni narrative senza riscontri probatori non superano l'accertamento contrario dei giudici di merito.
  • Chi propone ricorso in cassazione deve evitare censure meramente assertive e fornire un concreto confronto con le ragioni della decisione impugnata; in assenza di ciò il ricorso può essere dichiarato inammissibile con condanna alle spese e sanzione per la Cassa delle Ammende.
  • In procedimenti relativi a contributi pubblici, l'utilizzo di titoli o contratti falsi per ottenere finanziamenti costituisce profilo aggravante e le prove documentali e testimonianziali che smentiscono la validità dei titoli sono decisive.

Testo integrale

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