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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47528/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari applicata dal GIP a carico della Pugliese, indagata per riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita nell'ambito di un sodalizio. Il PM ha dedotto violazione di legge e carenza motivazionale, sostenendo che la Pugliese, quale amministratore di diritto e prestanome, non poteva ignorare i segnali di attività illecite posti in essere dai gestori di fatto (tra cui il coniuge) e che la mera formalità della carica non esclude la responsabilità; ha inoltre contestato l'errata valutazione degli elementi di prova, come i flussi finanziari e la documentazione contabile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del pubblico ministero. I giudici hanno ritenuto che, pur esistendo in giurisprudenza criteri di responsabilità dell'amministratore di diritto per omissione di vigilanza in materia tributaria, tali principi non possono automaticamente estendersi ai reati di riciclaggio e autoriciclaggio senza prova specifica del concorso morale o volontà consapevole dell'amministratore di diritto nella destinazione della società a finalità di riciclaggio. Nel caso concreto non sono emersi "segnali di allarme" idonei a dimostrare la consapevolezza della Pugliese circa la finalità illecita delle società né rapporti concreti tali da provare la sua accettazione del rischio; né il rapporto coniugale è stato ritenuto di per sé probante. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e l'ordinanza impugnata confermata.

Norme richiamate

  • articolo 40 codice penale

    articolo 40 capoverso codice penale

    La Corte richiama la clausola della responsabilità per omissione: l'amministratore può rispondere per non aver impedito l'evento se esiste un obbligo giuridico di vigilanza. Tuttavia, tale obbligo e l'estensione della responsabilità devono essere specificamente precisati e non possono automaticamente estendersi a reati diversi da quelli per i quali sussiste un preciso dovere di tutela (es. obblighi contabili/tributari).

  • art. 648-bis c.p. (riciclaggio)

    Il reato di riciclaggio richiede il concorso soggettivo e oggettivo nella sostituzione o trasferimento di proventi illeciti; per addebitare responsabilità all'amministratore di diritto occorre dimostrare la coscienza e volontà, o almeno l'accettazione del rischio, che la società fosse utilizzata per tali finalità.

  • giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, n. 7332 del 07/01/2015, Rv. 262767)

    La giurisprudenza afferma che l'amministratore di diritto può rispondere se ha omesso di impedire eventi illeciti quando sussistono 'segnali di allarme' che rendono conoscibile il rischio (dolo eventuale). Tuttavia la Corte precisa che tali principi, elaborati in tema tributario, non possono essere automaticamente estesi a fattispecie come il riciclaggio senza prova specifica del concorso morale o della volontà di agevolare l'illecito.

Massime di principio

  • La mera accettazione formale della carica di amministratore non è sufficiente, di per sé, a provare responsabilità penale per reati complessi come il riciclaggio; è necessaria prova degli elementi soggettivi (coscienza e volontà o accettazione del rischio).
  • Per imputare a un amministratore di diritto il reato di riciclaggio è necessario dimostrare segnali di allarme concreti che rendano noto o prevedibile l'uso illecito della società e l'effettiva consapevolezza o volontà dell'amministratore di partecipare o non impedire tali attività.
  • Il rapporto personale (es. coniugio) con gestori di fatto non costituisce di per sé prova della consapevolezza dell'amministratore; occorrono elementi fattuali specifici (gestione operativa, controllo dei flussi, accesso/signature, istruzioni, utilità diretta) che evidenzino il concorso doloso.
  • La giurisprudenza distingue tra obblighi giuridici di vigilanza tipici (es. contabilità e obblighi tributari) e la responsabilità per reati diversi: l'estensione della responsabilità richiede un fondamento probatorio e normativo specifico.
  • In concreto, l'onere probatorio grava sul pubblico ministero: deve dimostrare non solo anomalie contabili o flussi di denaro, ma il legame soggettivo dell'amministratore con la finalità illecita (dolo eventuale o volontà diretta).

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