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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28112/2025 del 31/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso chiedeva l'annullamento della conferma della condanna per il delitto di ricettazione. L'imputato contestava che i fatti dovevano essere qualificati come concorso nella truffa commessa da Micioni Di Bonaventura (reato presupposto) e non come ricettazione, con conseguente declaratoria di prescrizione del reato. Sosteneva che le risultanze erano basate su meri indizi e proponeva, in via subordinata, il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE per questioni inerenti la direttiva UE 2016/343 sulla presunzione di innocenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di Appello di Perugia avesse fornito una motivazione puntuale e analitica: Micioni ottenne mediante truffa un finanziamento e acquistò l'autovettura il 23/12/2015; il veicolo fu poi venduto il 07/01/2016 per 6.000 euro alla societa PS Edilizia di cui Valori era amministratore; il giorno successivo la societa rivendette il veicolo alla concessionaria Spazio Motori e fu lo stesso Valori a contattare la concessionaria per proporre la vendita. La Corte di merito concluse che non esistono elementi che dimostrino la partecipazione di Valori alla truffa, mentre sussistono elementi che indicano la consapevolezza della provenienza illecita del bene (prezzo anomalo e immediata rivendita). La Cassazione ha rilevato che il ricorso proponeva ricostruzioni alternative prive di riscontri concreti e non ha potuto sostituirsi alla valutazione del giudice di merito. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    La norma è richiamata per delimitare l'ambito del sindacato in Cassazione: non è consentito rovesciare la valutazione probatoria dei giudici di merito con mere prospettazioni alternative; il ricorso deve evidenziare vizi di motivazione o violazioni di legge rilevanti.

  • Direttiva UE 2016/343 (richiesta di rinvio pregiudiziale)

    Il ricorrente chiedeva un rinvio al giudice europeo invocando profili relativi alla presunzione di innocenza; la Corte ha ritenuto la questione assorbita e non necessaria ai fini della decisione, quindi la richiesta non ha inciso sull'ammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La ricettazione e il concorso nel reato presupposto sono distinte: per la ricettazione è essenziale la consapevolezza della provenienza illecita del bene; per il concorso nel reato presupposto serve la prova della partecipazione all'azione criminosa antecedente.
  • Elementi indiziari concreti come un prezzo di acquisto anomalo e l'immediata rivendita possono fondare la valutazione della consapevolezza dell'origine illecita del bene, specialmente se combinati con l'intervento diretto dell'amministratore societario.
  • La responsabilità personale dell'amministratore può essere accertata anche quando l'acquisto è formalmente intestato a una societa: la prova del coinvolgimento diretto (es. contatti personali per la rivendita) è rilevante per superare la difesa basata sulla responsabilità esclusiva del proprietario formale.
  • In Cassazione non sono ammesse ricostruzioni alternative prive di riscontri concreti: il giudice di legittimità verifica la correttezza e completezza della motivazione, non riequilibra il giudizio di fatto se adeguatamente motivato.
  • Le richieste di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE devono essere formulate quando la risposta sia necessaria per decidere la controversia; questioni generiche sulla presunzione di innocenza che non incidono sulla decisione possono essere ritenute inammissibili o assorbite.

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