Cassazione Penale, Sentenza n. 51318/2023 del 22/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza per plurimi motivi: 1) violazione di legge, travisamento della prova e carenze motivazionali relativamente alla truffa consumata in danno di Adjet Brightil e alla truffa consumata in danno di Alessandro Traisci; 2) assenza della condizione di procedibilità (querela) per la truffa a carico di Traisci; 3) omesso esame delle richieste difensive (rinnovazione istruttoria e applicazione dell'art. 131-bis c.p.) e richiesta di riforma della condanna civile per Traisci (25.000 euro); 4) errata individuazione del reato più grave; 5) illegittima subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento della provvisionale e mancata valutazione delle condizioni economiche dell'imputato. Inoltre è stato depositato in corso di ricorso il verbale di remissione della querela da parte di Brightil (art. 152 c.p.), accettata dall'imputato.
La decisione
La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al capo relativo alla truffa in danno di Adjet Brightil perché il reato si è estinto per remissione di querela accettata dall'imputato; è stata eliminata la pena relativa (sei mesi di reclusione e 100 euro di multa) e, conseguentemente, la pena complessiva da eseguire è indicata in un anno di reclusione. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e/o infondato: la condanna per la truffa consumata in danno di Alessandro Traisci e la quantificazione del danno (25.000 euro) sono state confermate; le censure sulla condizione di procedibilità sono state respinte avendo la querela contenuto chiara richiesta di punizione; le doglianze sulla valutazione probatoria e sulla individuazione del reato più grave sono state ritenute prive di fondamento. Le spese processuali relative al reato estinto sono poste a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4 c.p.p.
Norme richiamate
art. 152 c.p.
La remissione della querela, accettata dall'imputato, estingue il reato; la Corte di legittimità deve rilevarla e dichiararla se il ricorso è tempestivo
art. 640 c.p. (truffa)
Norma sostanziale che disciplina il reato di truffa, applicata nella ricostruzione dei fatti per le condanne confermate
artt. 81 co. finale, 56 c.p.
Richiamati nel capo di imputazione per configurare la continuazione e gli aumenti previsti per la commissione di più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso
art. 131-bis c.p.
Richiamato dalla difesa come possibile causa di non punibilità; la Corte non ha ritenuto il motivo fondato e non ha riconosciuto la non punibilità in sede di cassazione
art. 609 co. 2 c.p.p.
Limita l'oggetto del ricorso per cassazione: non possono essere dedotte questioni non devolute al giudice d'appello, salvo quelle rilevabili d'ufficio o non proponibili anteriormente; la Corte ha escluso l'esame di questioni introdotte per la prima volta in cassazione
art. 340 co. 4 c.p.p.
Prevede che, in assenza di diverso accordo tra le parti, le spese del procedimento siano poste a carico del querelato quando il reato si estingue per remissione di querela
art. 595 c.p.
Norma sulla diffamazione erroneamente richiamata nel ricorso; la Corte ha ritenuto tale riferimento come errore materiale senza rilievo sul merito
Massime di principio
- La remissione della querela, se valida e accettata dall'imputato, estingue il reato e deve essere dichiarata anche d'ufficio dalla Corte di cassazione quando il ricorso è tempestivo.
- La sussistenza della condizione di procedibilità per reati procedibili a querela si valuta dalla lettura complessiva degli atti di querela: una istanza esplicita di punizione o atti che la esprimano chiaramente sono sufficienti; in caso di incertezza vige il favor querelae.
- I motivi di cassazione che denunciano il travisamento della prova devono essere specifici e dimostrare una palese e non controvertibile difformità tra il contenuto delle singole dichiarazioni e la valutazione giudiziale; deduzioni generiche sono inammissibili.
- Le questioni non discusse in sede di appello o introdotte per la prima volta in cassazione (salvo quelle rilevabili d'ufficio) non sono esaminabili ai sensi dell'art. 609 c.p.p.; è quindi importante sollevare in tempo utile le deduzioni difensive e le richieste istruttorie.
- La determinazione del danno patrimoniale e del danno morale in sede di merito è affidata alla discrezionalità del giudice; il sindacato in Cassazione è limitato e richiede vizi di motivazione evidenti.
- Quando un reato estinto incide sulle pene concorrenti o sulla continuazione, la conseguente rideterminazione della pena deve essere esplicitata dal giudice che annulla il capo di imputazione estinto.
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