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Sentenza

Sentenza del 23/05/2019 n. 3180 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Terreni edificabili - cessione di terreni - art 67 TUIR 917/86

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la legittimità dell'avviso di accertamento relativo alla plusvalenza derivante dalla cessione di terreni edificabili. In particolare, l'accertamento non avrebbe considerato adeguatamente la scelta del contribuente di determinare il valore di acquisto dei terreni mediante rivalutazione, con pagamento dell'imposta sostitutiva del 4% sul valore stimato. Inoltre, l'atto non esponeva il percorso logico-giuridico seguito dall'Amministrazione per quantificare la pretesa tributaria, impedendo al contribuente di comprendere e contestare efficacemente i criteri utilizzati.

La decisione

L'avviso di accertamento è stato ritenuto illegittimo e quindi annullato, perché privo di un'adeguata motivazione sia in relazione alla determinazione del valore fiscalmente riconosciuto dei terreni, sia riguardo ai criteri utilizzati per quantificare la maggiore imposta. L'Amministrazione avrebbe dovuto spiegare in modo chiaro e verificabile il procedimento logico e giuridico posto alla base della pretesa, tenendo conto della rivalutazione effettuata mediante il pagamento dell'imposta sostitutiva.

Norme richiamate

  • Art. 67 del TUIR, D.P.R. n. 917/1986

    Disciplina le plusvalenze derivanti, tra l'altro, dalla cessione di terreni edificabili.

    La cessione di terreni edificabili può generare una plusvalenza imponibile, ma la relativa pretesa deve essere determinata sulla base del corretto valore fiscalmente riconosciuto del bene e adeguatamente motivata.

  • Normativa sulla rivalutazione dei terreni edificabili e sull'imposta sostitutiva del 4%

    Pagamento di un'imposta sostitutiva nella misura del 4% del valore stimato.

    La rivalutazione validamente perfezionata mediante perizia e pagamento dell'imposta sostitutiva può incidere sul valore di acquisto fiscalmente rilevante del terreno. L'Amministrazione non può ignorarla senza spiegare le ragioni giuridiche e tecniche del mancato riconoscimento.

  • Obbligo di motivazione degli atti impositivi

    Un avviso di accertamento deve indicare i presupposti di fatto, le norme applicate e il percorso logico seguito per determinare la maggiore imposta. Una motivazione generica o incompleta compromette il diritto di difesa e può comportare l'illegittimità dell'atto.

Massime di principio

  • Quando un contribuente ha rivalutato un terreno mediante una procedura fiscale prevista dalla legge e ha pagato l'imposta sostitutiva, l'Amministrazione deve considerare tale valore, salvo contestarlo con motivazioni specifiche e documentate.
  • Un avviso di accertamento non è sufficientemente motivato se indica soltanto l'importo richiesto senza spiegare i criteri, i calcoli e il ragionamento giuridico utilizzati per determinarlo.
  • In caso di cessione di terreni edificabili, la plusvalenza deve essere calcolata confrontando il corrispettivo di vendita con il corretto costo o valore fiscalmente riconosciuto, tenendo conto delle rivalutazioni validamente perfezionate.
  • La mancata indicazione nell'accertamento del percorso logico e giuridico seguito dall'Amministrazione può costituire un vizio autonomo, perché impedisce al contribuente di verificare la pretesa e di difendersi in modo effettivo.
  • La validità dell'annullamento dipende comunque dalla prova della rivalutazione, della perizia, del pagamento integrale e tempestivo dell'imposta sostitutiva e dalla corretta applicabilità della disciplina vigente al momento della cessione.

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